Riformulata la mozione del Partito democratico, a prima firma di Virginio Merola, sul gioco: integrate nuove parti legate agli aspetti sanitari della questione.
Ripubblicazione, nel resoconto dei lavori dell’Aula della Camera, della mozione del Partito democratico e a prima firma di Virginio Merola, sul gioco pubblico. Nel testo sono state integrate, sia in premessa che negli impegni chiesti al Governo, alcune parti più legate all’aspetto sanitario della questione.
Ecco dunque, tra vecchi e nuovi, gli impegni che vengono chiesti al Governo dai deputati dem in materia di gioco pubblico:
1) a dare attuazione, entro i termini vigenti, alla delega di cui alla legge n. 111 del 2023 concernente il riordino della rete fisica dei giochi pubblici, assicurando il pieno coinvolgimento del Parlamento, della Conferenza Stato-Regioni, delle imprese del settore, degli operatori del terzo settore, degli enti locali, dei servizi sociosanitari, delle associazioni familiari e dei consumatori, evitando che il riordino sia guidato esclusivamente da finalità concessorie, fiscali o di stabilizzazione del mercato;
2) ad assumere, nel riordino della rete fisica, la tutela della salute pubblica, dei minori, delle famiglie, dei soggetti fragili e dell’autonomia regolatoria dei territori come criteri ordinatori prevalenti rispetto agli obiettivi di gettito e agli interessi economici degli operatori;
3) ad adottare iniziative normative volte a prevedere, nel riordino della rete fisica, una riduzione progressiva e verificabile dell’offerta territoriale di gioco, con particolare riguardo agli apparecchi Awp e Vlt, tenendo conto della densità di popolazione, del reddito medio, degli
indicatori di fragilità sociale a tutela delle comunità locali, della presenza di minori, anziani e soggetti vulnerabili, degli indici di criminalità organizzata sui territori;
4) ad adottare iniziative normative volte a disciplinare in modo uniforme, d’intesa con regioni ed enti locali, criteri effettivi su distanze dai luoghi sensibili, orari di esercizio, localizzazione dei punti gioco e contingentamento degli apparecchi, garantendo che l’armonizzazione nazionale non determini un abbassamento delle tutele già previste da leggi regionali e regolamenti comunali;
5) ad assicurare che la nozione di luoghi sensibili sia ampia e comprenda, oltre agli istituti scolastici e ai servizi per le dipendenze, anche luoghi di cura, strutture sociosanitarie, centri di aggregazione giovanile, impianti sportivi frequentati da minori, luoghi di culto, spazi di transito, aree caratterizzate da fragilità economica o sociale e ogni altro luogo individuato dalle regioni e dai comuni in funzione preventiva;
6) ad adottare iniziative normative volte a rafforzare la tutela dei consumatori mediante limiti più stringenti per i prodotti a maggiore intensità di gioco, attraverso meccanismi obbligatori di certificazione dell’identità che consentano l’accesso esclusivamente ai maggiorenni, autoesclusione estesa e realmente efficace, monitoraggio dei comportamenti a rischio e divieti efficaci, alert obbligatori su tempo e denaro
impiegati, riepiloghi periodici del saldo tra vincite e perdite, pause obbligatorie e divieto di scommessa in assenza di saldo attivo;
7) ad adottare iniziative normative per affermare la responsabilità specifica dei concessionari e dei gestori nella prevenzione del disturbo da gioco d’azzardo, prevedendo obblighi di rilevazione dei segnali di perdita di controllo e divieti di utilizzo dei dati relativi a tempi, orari, frequenze di gioco, somme impiegate e comportamenti dell’utente per finalità di profilazione commerciale, marketing o incentivo alla prosecuzione del gioco;
8) a ripristinare urgentemente l’Osservatorio specifico sul disturbo da gioco d’azzardo presso il Ministero della salute, con compiti di supporto tecnico scientifico alla programmazione nazionale e regionale, monitoraggio dei Lea, valutazione dei piani regionali, raccolta
e analisi dei dati, prevenzione, cura e riabilitazione, assicurando la partecipazione stabile di soggetti pubblici, servizi territoriali, comunità scientifica, famiglie, consumatori e terzo settore;
9) a rifinanziare il Fondo Gap specifico per il gioco patologico, il programma nazionale di prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo con risorse certe, stabili e adeguate per prevenzione, cura, riabilitazione, formazione degli operatori, nonché a garantire il sostegno ai servizi territoriali, evitando che tali risorse siano determinate in misura proporzionale al gettito prodotto dal gioco nei singoli territori;
10) ad escludere che eventuali meccanismi di compartecipazione, ristorno o trasferimento alle regioni e agli enti locali siano parametrati ai volumi di raccolta o al gettito fiscale territoriale derivante dal gioco d’azzardo, al fine di evitare ogni incentivo istituzionale ambiguo e ogni dipendenza finanziaria delle politiche di prevenzione dal fenomeno che esse devono contrastare;
11) ad orientare la politica fiscale nazionale verso una progressiva riduzione della dipendenza strutturale del bilancio pubblico dalle entrate derivanti dal gioco d’azzardo, valutando in modo trasparente non solo il gettito, ma anche i costi sociali, sanitari, familiari, territoriali e di contrasto all’illegalità;
12) ad adottare iniziative normative volte a prevedere il rafforzamento ulteriore della disciplina sui requisiti soggettivi, patrimoniali, reputazionali e di onorabilità di chi partecipa al capitale delle società concessionarie e dei soggetti della filiera, nonché l’estensione dei requisiti previsti dalla normativa antimafia a tutti i soggetti partecipanti al bando e ai partner contrattuali dei concessionari, in analogia con la disciplina del subappalto di opere e forniture alla pubblica amministrazione;
13) ad adottare iniziative normative volte a introdurre clausole rigorose di incompatibilità e prevenzione del conflitto d’interessi, escludendo da osservatori, consulte, tavoli tecnici, organismi di indirizzo e sedi chiamate a definire misure sociosanitarie o di prevenzione i soggetti che abbiano rapporti economici, contrattuali, professionali, consulenziali, di sponsorizzazione o finanziamento con imprese attive nel settore del gioco pubblico con vincite in denaro;
14) a garantire che eventuali sedi di consultazione presso il Ministero dell’economia e delle finanze o presso altre amministrazioni non possano attribuire a concessionari, operatori o rappresentanti della filiera del gioco alcun ruolo nella definizione delle misure di prevenzione, cura, comunicazione pubblica, tutela sanitaria e protezione delle persone vulnerabili;
15) a dare piena attuazione a quanto previsto dalla legge delega in materia di accesso trasparente ai dati concernenti la diffusione territoriale, la raccolta, la spesa e la tassazione dei giochi autorizzati di qualsiasi tipologia e classificazione ai sensi di quanto previsto dall’articolo 15, comma 2, lettera p), della legge 9 agosto 2023, n. 111, assicurando l’accesso trasparente, tempestivo, disaggregato e fruibile ai dati concernenti diffusione territoriale, raccolta, spesa, tassazione, localizzazione dei punti di offerta, densità degli apparecchi, caratteristiche
dei prodotti di gioco e indicatori di rischio sociale e sanitario;
16) ad assicurare che i dati concernenti la diffusione territoriale siano accessibili, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati personali, a regioni, comuni, aziende sanitarie, soggetti pubblici e privati impegnati nella prevenzione e cura del disturbo da gioco d’azzardo, università, enti di ricerca, associazioni familiari e dei consumatori, al fine di consenti re valutazioni indipendenti sull’impatto sociale, sanitario e territoriale dell’offerta di gioco;
17) ad adottare iniziative normative affinché le campagne e le comunicazioni in materia di gioco d’azzardo siano valutate secondo un criterio sostanziale, fondato sull’effetto complessivo del messaggio e non sulla sua qualificazione formale, impedendo che il richiamo al « gioco responsabile » si trasformi in promozione indiretta, reputazionale o mascherata del gioco;
18) ad assicurare, per quanto di competenza, il divieto di profilazione degli utenti per finalità di marketing, il divieto di bonus di benvenuto e di altri incentivi economici o reputazionali alla partecipazione, il divieto di utilizzo di immagini, suoni, grafiche, interfacce, ambientazioni sportive, countdown, call to action, testimonial o linguaggi idonei a evocare l’esperienza della scommessa o a ridurre la percezione del rischio;
19) ad assumere, nelle politiche pubbliche sul gioco d’azzardo, la prospettiva del danno familiare e del danno a terzi, prevedendo misure specifiche di prevenzione, informazione, sostegno e presa in carico rivolte non solo al giocatore, ma anche ai partner, ai figli, ai conviventi, ai minori e ai nuclei familiari coinvolti dagli effetti economici, relazionali e psicologici del disturbo da gioco d’azzardo;
20) a promuovere iniziative di monitoraggio e indirizzo sul riordino del gioco fisico, con il pieno coinvolgimento del Parlamento nonché del Ministero della salute, del Ministero dell’economia e delle finanze, di Agenzia delle dogane e dei monopoli, regioni, comuni, servizi per le dipendenze, associazioni scientifiche, associazioni familiari, consumatori, terzo settore ed esperti indipendenti già impegnati nell’Osservatorio soppresso.
foto tratta dalla pagina Facebook di Virginio Merola






