Pubblicità gioco responsabile: al via le audizioni di Agcom

Al via le audizioni indette dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) sul tema della pubblicità sul gioco responsabile.

Il dibattito sulla pubblicità per il gioco responsabile torna nuovamente al centro della scena. Gia con l’entrata in vigore delle nuove regole si era resa necessaria un’armonizzazione tra il divieto totale di pubblicità imposto dal decreto Dignità e l’apertura alla comunicazione di questo tipo. Il decreto legislativo di riordino del gioco online prevede infatti testualmente che “il concessionario investe annualmente una somma pari allo 0,2 per cento dei suoi ricavi netti, comunque non superiore a euro 1.000.000 per anno, in campagne informative ovvero in iniziative di comunicazione responsabile su temi annualmente stabiliti da una commissione governativa”. Ora, però, dopo diversi passaggi, sembra che un punto di svolta sia finalmente arrivato. Secondo quanto appreso da Italian Gaming News gli uffici dell’Agcom hanno cominciato le audizioni legate al tema della pubblicità responsabile indette dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) e sono scaduti i termini per presentare le osservazioni.

Fondamentale dunque sarà la partecipazione dei diversi soggetti chiamati in causa a presentare le loro proposte alcune delle quali più restrittive, altre più aperte alla pubblicità sul gioco. La risposta dell’Agcom è attesa dunque nella seconda settimana di giugno, al termine del vaglio di tutte le proposte arrivate. Giova ricordare che l’iter vero e proprio era cominciato un paio di mesi fa, nella seduta del 25 marzo, quando il consiglio di Agcom aveva approvato l’atto di indirizzo sulle comunicazioni in materia di gioco responsabile.

L’atto di indirizzo è un provvedimento di natura politico-amministrativa o strategica con cui una pubblica amministrazione definisce orientamenti, criteri generali e linee guida cui dovrà attenersi la propria attività futura o quella dei soggetti sottoposti alla sua regolazione. Pertanto un provvedimento di questo tipo non disciplina direttamente casi concreti, non crea obblighi immediatamente vincolanti per i destinatari esterni, ma serve a indirizzare l’azione amministrativa e interpretativa dell’Autorità.

Nel testo di questo atto integrativo vengono specificati “alcuni criteri e raccomandazioni al fine di favorire comunicazioni sul gioco responsabile coerenti con gli obiettivi di tutela e protezione dei giocatori, in particolare dei soggetti più vulnerabili, e con la prevenzione e il contrasto del gioco patologico” e mira a “evitare comportamenti comunicativi che possano aggirare il divieto di pubblicità del gioco e delle scommesse con vincite in denaro stabilito dall’articolo 9 del cd Decreto Dignità”.

Le indicazioni sono rivolte “ai concessionari di gioco pubblico, ai committenti, ai proprietari dei mezzi o dei siti di diffusione o destinazione, nonché agli organizzatori di manifestazioni, eventi o attività che prevedano messaggi sul gioco responsabile”, ma “restano valide le competenze delle altre Amministrazioni e Autorità in materia di gioco pubblico e tutela della salute, così come le prerogative di vigilanza e enforcement attribuite all’Autorità dall’ordinamento”.

Per quanto riguarda i principi generali era stato invece stabilito che “le comunicazioni sul gioco responsabile devono essere chiaramente riconoscibili come messaggi di prevenzione e tutela, orientati all’informazione corretta e alla consapevolezza, evitando qualsiasi effetto di esortazione al gioco”.

Inoltre i messaggi “devono privilegiare un approccio di salute pubblica, promuovendo la capacità di autolimitazione e l’uso di strumenti di protezione degli utenti come limiti di spesa e di tempo, autoesclusione e altri eventuali messaggi di tutela individuati in sede normativa, oltre a indirizzare verso canali di aiuto e assistenza. È necessario evitare riferimenti diretti o indiretti ai minori o a soggetti vulnerabili, con particolare riferimento agli under 25, così come elementi grafici, narrativi o linguistici che possano attrarre i minori”.

Ecco qui ‘l‘atto integrativo.