La Corte d’appello di Milano ha assolto l’unico condannato per bancarotta fraudolenta per distrazione al Casinò Campione d’Italia.
La Corte di Appello di Milano – seconda sezione penale ha assolto, per non aver commesso il fatto, Gennaro Leone dal reato di bancarotta fraudolenta per distrazione riformando la sentenza di condanna a due anni di reclusione senza attenuanti perché Leone aveva “negato ogni addebito”.
Si trattava di una presunta distrazione per il valore di 15.000 euro di Leone, come amministratore di Lebacom Srl, in concorso con l’amministratore unico del tempo ma, in realtà, si è accertato che non vi è stato alcun fatto di rilevanza penale.
La Corte, sottolineando che “il procedimento trae origine dall’esposto presentato il 16 febbraio 2016 da Roberto Salmoiraghi e Alfio Balsamo” che ha poi portato alla dichiarazione (revocata) di fallimento e comunque alle contestazioni per bancarotta, ha fatto cosi cadere una prima accusa del “secondo filone”, l’unica che poteva avere, in astratto, una valenza “appropriativa”.
Nella sua difesa Leone (difeso dall’avvocato Vitaliano Buonfiglio), non essendo un amministratore, non si era potuto focalizzare sulla questione cardine del processo ancora in corso, ossia l’erroneità o meno dei dati di bilancio, come sostenuto in questi giorni da ex amministratori nelle loro azioni civili contro il Casinò, a seguito dell’arbitrato avviato nei confronti di 17 convenuti.






