Cassazione e Black Slot: per la domanda risarcitoria del privato competenza del giudice ordinario

Ancora un aggiornamento sul caso Black Slot con il concessionario che ottiene la decisione della competenza sulle domande di risarcimento che è il giudice ordinario.

 

Il caso Black Slot continua a far parlare di sé e a frequentare le aule dei tribunali. Arriva un’altra sentenza, dalla Corte di Cassazione, che chiarisce un principio nato dalla richiesta di una delle società che aveva installato queste schede: qual è la giurisdizione competente per la domanda risarcitoria del privato (esercente) avanti all’errore/illecito dell’amministrazione circa il nulla osta rilasciato in favore di produttori/importatori: giudice amministrativo (giurisdizione esclusiva per atti concessori) o giudice ordinario?

Le Sezioni Unite della Corte rigettano il motivo principale dell’ADM: la domanda risarcitoria non rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo connessa alle concessioni. La Corte ha individuato una distinzione fra il rapporto concessorio tra ADM e organismi di certificazione (che va qualificato come concessione di servizio pubblico).

I fatti riguardano l’acquisto di apparecchi da gioco certificati e muniti di nulla osta rilasciati dall’Amministrazione (poi ADM) sulla base di verifiche tecniche svolte da organismi di certificazione (Cermet/Kiwa). Si parla di ormai più di 20 anni fa.

Dopo una perizia SOGEI e provvedimenti amministrativi/penali venne rilevata la non conformità di alcuni apparecchi (“Black Slot” ecc.), con revoca dei nulla osta e ritiro/dismissione degli apparecchi; follow-up penale con sequestro e pronuncia di prescrizione.

Alcune società chiesero davanti al Tribunale il risarcimento danni dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) per aver fatto affidamento sulla regolarità degli apparecchi; ADM chiamò in causa Kiwa Cermet per rivalsa.

Il Tribunale rigettò la domanda; la Corte d’Appello di Roma riformò, riconoscendo la responsabilità dell’ADM e riconoscendo giurisdizione del giudice ordinario. ADM fece quindi ricorso in Cassazione.

Le Sezioni Unite hanno rigettato il primo motivo di ADM: la domanda risarcitoria non rientra nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo connessa alle concessioni.

Come detto la Corte ha distinto il rapporto concessorio tra ADM e gli organismi di certificazione (che va qualificato come concessione di servizio pubblico), e il rapporto tra ADM e l’acquirente/utilizzatore privato degli apparecchi (l’esercente), che è un rapporto rilevante sotto profilo autorizzatorio ma non qualificabile come rapporto di pubblico servizio.

La domanda del concessionario è fondata sulla lesione dell’affidamento del privato e sul diritto soggettivo ad esercitare un’attività imprenditoriale, non sulla tutela di interessi legittimi tipici del procedimento amministrativo/concessorio. Pertanto la tutela risarcitoria compete al giudice ordinario, non al giudice amministrativo.

Le Sezioni Unite hanno rigettato il primo motivo di ADM e dichiarata la giurisdizione del giudice ordinario. Rinviati alla Terza Sezione civile i rimanenti profili (legittimazione passiva, prova e misura del danno, valutazione della colpa dell’ADM, portata della clausola compromissoria, e i ricorsi incidentali fra Romagna Giochi e Kiwa), per decisione di merito.

Resta ora alla Terza Sezione decidere su responsabilità, prova e quantificazione del danno e sulle eventuali rivalse tra ADM e organismi di certificazione.