Con 3.766 entries e un prizepool da 1.734.620 euro l’IPO Sanremo 2026 è il secondo più grande della storia e a vincere è Armando Miele dopo un deal a 3 e giorni di battaglie ai tavoli da poker.
È Armando Miele a conquistare il secondo IPO di sempre a Sanremo, dove sono stati 3.766 gli iscritti totali per un prizepool pazzesco da €1.734.620.
Dei 563 players a premio il winner si è riservato una prima moneta da €200.000 rispetto ai €270.000 previsti dal payout originale. Da segnalare il piazzamento al final table di Brando Naspetti che ha sognato di eguagliare il record di Simone Speranza, l’unico a vincere due volte l’Italian Poker Open: il toscano aveva conquistato il titolo nel 2017 al Casinò di Campione d’Italia per €300.000 su 2.469 avversari.
Un successo del lavoro congiunto tra EuroRounders, Texas Poker e PKLive 360, che, come detto, diventa ufficialmente il secondo IPO più grande della storia.
La cronaca del tavolo finale
Al tavolo finale dell’IPO Sanremo 2026, come racconta il blog EuroRounders, si arriva con Armando Miele in testa al count grazie ai 45.130.000 accumulati alla fine del Day 3. Alle sue spalle Francesco Carbone, chip leader a inizio Day 3, con 32 milioni, mentre il francese Mathieu Choffardet riparte da quota 25 milioni.
L’epilogo finale non si discosterà troppo dalla griglia di partenza, almeno per quanto riguarda il podio, con l’unica differenza legata all’inversione tra seconda e terza posizione.
La prima eliminazione del final table arriva dopo circa un’ora di gioco ed è quella di Davide Muccini. L’azione si apre con l’open di Francesco Carbone da UTG+1, seguito dal flat di Maurizio Carnevale da hijack con una coppia di 3. In posizione di cutoff, Muccini decide invece di tribettare con A‑K, senza andare direttamente all‑in e lasciandosi circa quattro big blind dietro.
A quel punto Carbone, forte di uno stack nettamente superiore, mette pressione andando in all‑in. Carnevale passa, mentre Muccini non può più sottrarsi al call. Il board recita 4‑10‑J‑8‑7 e la mano migliore preflop tiene, decretando l’eliminazione di Muccini in 8ª posizione per €27.700.
La 7ª posizione va invece al francese Djilali Dahou. Dopo aver mostrato per lunghi tratti del final table un approccio molto creativo, Dahou si ritrova da big blind con circa 8 big blind effettivi e decide di chiamare lo shove di Yang Guodong da small blind con K♣4♣. Yang, che può contare su circa 11 big blind, ottiene il call e si va allo showdown. Il board 6‑7‑6‑5‑A condanna Dahou, che saluta il torneo al 7° posto per €37.400.
Lo stesso Yang Guodong sarà poi il 6° classificato. A bui 300.000/600.000, il cinese va all‑in da big blind per circa 11 bui sull’apertura di Armando Miele. Armando chiama con Q‑J offsuit, mentre Yang mostra A♣6♣. Il board recita 4‑J‑J‑8‑4 e Armando chiude full house, eliminando Yang al 6° posto per €49.700.
Non bisogna attendere molto per assistere anche all’uscita di Brando Naspetti, vittima di un vero cooler. È Armando Miele ad aprire l’azione, trovando il flat da small blind di Naspetti con A‑Q e circa 25 big blind effettivi. Da big blind arriva però la tribet di Francesco Carbone con A‑K offsuit, per una size molto pesante da circa 8 milioni.
Naspetti entra in tank e alla fine decide di andare all‑in per circa 20 milioni complessivi. Carbone snappa il call e parte avanti. Il board 5‑3‑8‑9‑K consegna il colpo a Francesco, che vola nel count, mentre Brando Naspetti chiude al 5° posto per €65.400.
La fase four‑handed dura invece pochissimo. Maurizio Carnevale decide di andare all‑in da under the gun con 7♠6♠ per circa otto big blind e trova il call immediato di Mathieu Choffardet da big blind con Q‑Q. Il board J‑5‑A‑4‑J non cambia nulla e Carnevale viene eliminato in 4ª posizione per €85.760.
Arriva il deal a 3
Rimasti in tre, i giocatori si fermano per discutere un deal che viene raggiunto dopo circa un quarto d’ora. L’accordo garantisce €170.000 a testa, lasciando €30.000 extra al vincitore e ulteriori €9.000 al secondo classificato.
Da quel momento in avanti, il torneo assume toni più distesi, ma i tre continuano comunque a giocarsi il trofeo per diverse ore.
Al rientro dalla pausa cena arriva però la mano che cambia definitivamente l’inerzia del torneo. A bui 600.000/1.200.000, Francesco Carbone si ritrova con circa 19 milioni e decide di andare all‑in da small blind con K‑J sull’apertura di Armando Miele, che chiama (anche) grazie al suo stack.
Il board 6‑J‑4‑7‑A elimina Carbone in 3ª posizione per €170.000 e consegna ad Armando la possibilità di giocarsi il trofeo e i €30.000 aggiuntivi riservati al vincitore.
L’heads up
Fino a quel momento infatti, era stato Mathieu Choffardet a controllare l’azione, trovandosi avanti nel count all’heads‑up, seppur di poco. Armando però riesce progressivamente a ribaltare la situazione, fino alla mano conclusiva.
Con il francese sceso a circa 7 big blind, Armando va all‑in da bottone con 10♥4♦ e trova il call di Choffardet con A♣9♣.
Il board J♥‑J♣‑8♥‑2♠‑4♣ regala la coppia decisiva all’italiano, che può finalmente dichiararsi campione del Main Event IPO Sanremo 2026.
Mathieu Choffardet chiude invece al 2° posto per €179.000, oltre alla soddisfazione di aver raggiunto l’heads‑up del secondo IPO più grande della storia.









