‘Poker e riordino gioco online: come cambia il mercato tra connessioni con il live e possibili innovazioni’, il tema del panel di Italian Gaming Expo and Conference 2026 nella due giorni capitolina.
Roma – Si è parlato anche di poker nella terza edizione dell’Italian Gaming Expo and Conference tenutasi il 14 e 15 aprile nel Salone delle Fontane dell’Eur, a Roma. Un evento che ha come sempre cercato di mettere in evidenza le eccellenze del gioco pubblico italiano e rincorrere il futuro sostenibile del settore.
Il tema del panel moderato da Cesare Antonini, redattore ItalianGamingNews.it era diretto e didascalico: “Poker e riordino gioco online: come cambia il mercato tra connessioni con il live e possibili innovazioni”. Poche parole che, però, hanno scatenato una vivace discussione e una panoramica del verticale di gioco in questione con rappresentanti della quasi totalità del mercato online.
La line up era costituita da Germano Martucci, Director of Customer Acquisition, PokerStars Italy, Carlo Cavaliere, Products & Promotions Director (Italy) – iPoker.EU Director Playtech e Riccardo Busato, Ceo Game Revolution / Evbets Poker Academy.
Pronti via, la prima questione riguardava proprio la fotografia del settore dopo il riordino del gioco online con gli operatori già entrati nella nuova era del poker digitale “dot it”. Ad esordire, Germano Martucci.
“Non credo che il riordino del gioco online cambi la situazione di mercato che era già in atto da anni. La novità è che non ci saranno più le skin e che ora la concentrazione è principalmente spinta su due grandi network. Il nostro, PokerStars e Sisal sotto l’egida di Flutter Sea, è cresciuto molto e dall’altra parte ci sono le concessionarie che giocano sulla piattaforma iPoker Playtech. In arrivo anche la liquidità di Snaitech che fa parte sempre dello stesso gruppo. L’arrivo di nuove room porta beneficio perché aumenta la liquidità e, spesso, a beneficiarne sono i piccoli anche se nel poker online due più due non fa quattro ma cinque. Sisal è cresciuta ancora e lo farà anche Snai ma sarà tutto il network a beneficiarne.
Uno dei vantaggi della nostra liquidità è che le concessioni singole non si fanno concorrenza intesa come una guerra di deal tra i vari singoli operatori per i players di questa o quella room. Sarebbero misure solo a favore dei giocatori e non degli operatori che vedrebbero crescere la quota di mercato ma scendere il margine.
Un’ultima cosa sul mercato: quello italiano rimane chiuso e lo rimarrà per i 9 anni della durata delle licenze. Le alte barriere d’ingresso come i costi della concessione e le restrizioni del ban totale della pubblicità rendono molto difficile per operatori nuovi e pressoché sconosciuti ai giocatori italiani entrare in maniera concorrenziale nel mercato”.
Il giro di interventi prende la strada di iPoker, rappresentato da Carlo Cavaliere.
Questa tendenza è internazionale, mondiale, sia nei mercati regolati che sul punto com. I poli principali tre o quattro. Come diceva Germano è tutta una questione di liquidità che consente di offrire garantiti più alti, un marketing più facile e tanti altri vantaggi che hanno compreso anche gli operatori: sono loro stessi ad unirsi perché magari sicuramente non hanno la forza per poter competere con i giganti o la voglia di investire milioni di euro in software, promozioni e prize pool garantiti.
Quando ti metti insieme, poi dividere tutte queste spese nel lato marketing, il lato retention e affiliazione diventa tutto molto più semplice. Devo dire che noi siamo molto contenti per come sta andando il nostro mercato ormai. In Italia sta per entrare con noi Gioco Digitale, room storica del Paese mentre la settimana scorsa è entrata Lukia in Spagna. Fra qualche settimana entrerà Bet365 in Francia, e abbiamo appena preso da pochi mesi Bwin e PartyPoker in Spagna. Siamo molto attenzionati, stiamo salendo come quote di mercato a livello mondiale, quindi siamo siamo molto soddisfatti. Inoltre (rivolgendosi a PokerStars, Ndr) è sempre uno stimolo avere dei competitor così forti, così bravi, così preparati, perché poi devi fare il tuo meglio per riuscire ad avere ottimi risultati.”
Game Revolution/EvBets opera nel settore delle affiliazioni. Il punto di vista del Ceo Riccardo Busato è prezioso: come si lavora in questo nuovo mercato che è stato delineato dai due player. Abbiamo parlato anche dell’arrivo di qualche nuovo operatore anche se sarò molto difficile entrare, qual è la tua posizione Riccardo?
“Per noi è cambiato molto poco. Anzi, forse col fatto che il mercato si sia concentrato in due grossi network che lavorano in maniera molto professionale, ci ha aiutato molto nel gestire certe dinamiche con i nostri giocatori. Il nostro focus è far crescere il player, aiutarlo nelle sue dinamiche di gioco e offrirgli anche un servizio importante. Collaborare con operatori così grandi, strutturati e professionali ci aiuta tantissimo.
Ne parlavamo anche con te negli anni. Era abbastanza prevedibile che sarebbe andata così, forse già 10 anni fa noi avevamo previsto che in Italia si sarebbe arrivati al massimo 2 o 3 operatori. In effetti la liquidità è quella e se non arriverà questa auspicabile apertura al mercato europeo lo spazio rimarrà questo e ci muoveremo in questo perimetro.
Quindi lato utente magari c’è un po’ meno scelta, però se non altro si gioca e si lavora con network e operatori di livello altissimo.”
Il microfono rimane a Busato. Non abbiamo parlato di liquidità condivisa perché non crediamo sia un tema nell’agenda del regolatore (anche se il Governo in questo senso un impulso l’aveva dato). Parliamo adesso di innovazione. Se gli operatori parleranno di format e prodotti di gioco, voi come state lavorando? So che avete strumenti molto interessanti da conoscere e da ascoltare.
“Per noi è molto importante unire l’online con il live e creare un ambiente confortevole per i giocatori – prosegue Riccardo Busato – molti operatori si stanno muovendo in questa direzione e anche noi con la nostra app abbiamo notato che la sezione del live è tra le più cliccate. Ovviamente dopo l’Academy che è la cosa principale. Però ci stiamo accorgendo che creare una un ambiente confortevole tra il live e l’online diventa fondamentale. Il giocatore di poker è molto stimolato da quello che vede nei social come eventi e partite di un certo livello a cui poi vuole partecipare, gli piace arrivare lì e sognare di sfidare gli avversari in quei tavoli. Per l’acquisizione è fondamentale offrire tutta una serie di servizi correlati e innovare sempre di più questo tipo di sezioni.”
PokerStars è stata sempre regina di innovazione a partire dagli Spin and Go ma, in generale, con tante sperimentazioni, spesso andate male che, però, dimostrano una rincorsa continua al prodotto che possa soddisfare i players e, ovviamente, le revenues.
“Possiamo immaginare la liquidità come un acquario, un ecosistema popolato da squali e da pesci, dove i pesciolini sono i casual player e gli squali sono i professionisti. È molto importante mantenere il giusto equilibrio numerico tra queste due specie, altrimenti succede che gli squali mangiano i pesci e, visto che tra di loro non si mangeranno mai, l’acquario poi muore.
L’ecosistema deve essere sostenibile e per far sì che lo rimanga nel corso degli anni stiamo rincorrendo ormai un trend consolidato sia in termini di sviluppo di prodotto ma anche di di promozione: si sta andando sempre più nella direzione di favorire ed attrarre i casual players e togliere vantaggi ai professionisti.
Questo lo vediamo nei format, sia online che dal vivo, infatti non è un caso che anche Mystery Bounty e Spin and Go abbiano molto appeal tra i giocatori.
È un prodotto perfetto perché sono veloci, non è necessario avere una competenza particolarmente sviluppata e con un investimento molto piccolo c’è la speranza di vincere anche montepremi importante.
Queste tendenze, questi concetti si stanno traslando sul mondo dei tornei, inizialmente si facevano solo i freezeout, i tornei in cui paghi l’iscrizione, finisci le fiche, esci. Poi sono arrivati i rebuy e i rientri, vengo eliminato ma posso riscrivermi. Poi sono state introdotte le taglie, quindi se io elimino un giocatore vinco un pezzetto del prizepool, poi hanno preso lo spazio i Progressive Knockout fino ad arrivare ai Mystery Bounty. Quando vinco la taglia, eliminando un giocatore, non so neanche quanto sarà il premio fino al momento dell’estrazione della busta misteriosa. Un elemento in più di randomizzazione, che è molto attraente per i recreationl player, un po’ meno per i professionisti, ma che è molto funzionale anche agli operatori. Con queste tipologie di giochi, andiamo a ridistribuire premi a più players, non necessariamente ai più bravi. Questi ultimi poi rinvestono nel gioco e continuano ad alimentare la liquidità rispetto ai regular che magari (scherza Martucci, Ndr) con le vincite devono pagare l’affitto.
Abbiamo cavalcato questo trend facendo test e prove da cui abbiamo capito che i players preferiscono ora questi format.
Nel futuro sarà sempre di più così e vedremo l’introduzione di ulteriori formati in cui ci sarà ancora più alea, ancora più entertainment, il gioco sarà più divertente, più gamificato, più simile al videogioco e meno basato sulle skills.
Anche con Carlo Cavaliere parleremo di casual gamer e non solo nel poker ma in maniera cross su tutti i verticali di gioco giusto?
“Tutto quello che hanno detto i miei colleghi è verissimo. Il Mystery bounty, l’alea che è insita al format, porta qualche vantaggio extra ai giocatori occasionali. Noi stiamo facendo molto per loro in termini di innovazione, perché vogliamo cercare di creare un ponte tra il poker e gli altri prodotti. Ad esempio abbiamo lanciato Bonus zone, un nuovo gioco che è un’esperienza di casino, un game bonus, appunto, che si ottiene alla fine di una missione. Il player vince un Twister o uno Spin e alla fine riceverà questa esperienza di gioco che può essere un Gratta e vinci, una Bingo card o le predictor sullo sport come Wimbledon a breve o in estate sui Mondiali.
Lo scommettitore, il giocatore di casinò, l’utente del bingo o il poker player si troveranno sempre nella condizione di ritrovare qualcosa che è loro familiare. Ed è veramente un gioco molto più per player occasionali e che va sempre in questa direzione.
Ad esempio uno dei nostri format poi che uscirà a breve, a livello mondiale, è qualcosa ispirato a Squid Game la serie, dove ci sono delle varie missioni con eliminazioni dirette e indirette. Ci sono missioni che ti daranno possibilità di prendere dei multiplayer diversi, si chiamerà la Battle Royale.
Stiamo puntando tantissimo sui giocatori occasionali perché sono letteralmente il futuro. I grandi staranno sempre lì, perché è la loro fonte di reddito, cercarono sempre di trovare il modo per diventare più bravi, studiare.
Restiamo dalle parti di iPoker e parliamo di poker live. Un mercato in grande espansione, molto maturo e con un’offerta impressionante a livello europeo e internazionale. Anche il network Playtech punta molto su questa declinazione del poker dall’igaming al gioco dal vivo.
“Sì esatto, per l’Irish Open nel 2025 abbiamo prodotto 450 pacchetti e quest’anno abbiamo battuto il record salendo addirittura a 600. Nonostante l’evento non sia nostro, è un’esperienza di gioco molto bella che consiglio perché i player provano emozioni diverse dall’online, quel senso di community che a livello digital manca. Ci stiamo spingendo molto verso questa direzione e faremo satelliti anche per eventi Partypoker e altri circuiti a livello internazionale. Non riusciamo a lavorare per il prossimo evento a Madrid ma l’’anno prossimo arriveremo anche in Spagna.
Inoltre stiamo pensando anche ad un iPoker Tour. Raccogliamo tantissimi operatori a livello europeo e internazionale e vogliamo creare un nostro ombrello, un nostro circuito, che raccolga tutti i nostri giocatori nelle maggiori capitali del Continente.
Ci sono comunque degli eventi che nonostante non siano nostri, vedi il Battle of Malta o eventi PokerStars, che i players li apprezzano come prodotto e come esperienza ed è stupido negarglielo anche perché andrebbero a cercare l’offerta di satelliti in altre room.”
Un gigante dell’offerta live in Europa è proprio PokerStars coi suoi circuiti. Partendo dall’Italia l’esperienza della rinascita del poker a Campione d’Italia va assolutamente approfondita. E ci sono molte novità di cui parlare.
“Durante la pandemia abbiamo visto un secondo boom del poker online. Appena finita la pandemia le persone hanno ricominciato a voler andare a giocare dal vivo e, da allora, è stato solamente un crescendo. Al punto che adesso è veramente difficile, in fase di programmazione, trovare una settimana libera anche fra sei mesi, per organizzare un evento.
C’è un’offerta anche di poker addirittura superiore alla domanda. Tra l’altro ci sono anche secondo me delle abitudini a cui dovremmo un attimo un po’ tutti ripensare: da un po’ di tempo c’è questo fenomeno di un rilancio continuo a chi fa il garantito più alto che poi spesso si concretizza con degli overlay. Vantaggi per i giocatori, ovvio, ma un danno per chi organizza.
Per cui io credo onestamente che bisognerebbe forse ripensare un po’ a livello strategico e cominciare a investire più che sui garantiti, sull’esperienza del giocatore, quindi magari fare meno ma farlo meglio. Per i players è più una vacanza che un’occasione di profitto relegata ad una serie di professionisti. Nella stragrande maggioranza dei casi il giocatore vuole andare una settimana in una bella location, vivere un’esperienza, essere trattato bene, poi magari qualche anche vincere qualcosa. Questo è proprio il feedback che ci arriva dai players. Prendiamo decisioni in base ai dati ma anche in base alle risposte che abbiamo direttamente dai giocatori. Questa è un’altra grande differenza con l’online che ti dà l’opportunità di cambiare in tempo reale e aggiustare il tiro da un giorno all’altro se un torneo non va bene.
Per organizzare un evento lento ci vogliono mesi, quindi magari puoi fare due o tre tentativi l’anno, anche molto costosi, in termini sia di effort che di impegni economici per l’organizzazione e hai poche chance che possono costare molto alle compagnie.
Come PokerStars abbiamo fatto un accordo con il Casino di Campione, abbiamo installato una poker room che, mi permetto di dire, è tra le più belle d’Europa totalmente brandizzata dove ormai da un anno offriamo un grande evento al mese e con risultati molto importanti.
Mi riferisco in particolare ai due PokerStars Open organizzati in Primavera, un circuito europeo che ha ottenuto dei risultati straordinari.
Abbiamo una collaborazione con con le ISOP, abbiamo ospitato l’intera stagione e a giugno ci saranno i campionati italiani con i braccialetti in palio per chi vincerà le varie specialità offerte dal palinsesto.
Abbiamo provato a lanciare con alterne fortune anche qualche nostro formato, e adesso proprio a maggio ne lanceremo uno nuovo che si chiama Italian Poker Masters che abbiamo proprio disegnato, partendo dai feedback che abbiamo avuto dai nostri giocatori. Hanno scelto buy in e struttura puntando, come detto, ad un’esperienza migliore. In cosa si tradurrà? Un punto debole di Campione come location è la logistica, sia per dormire coi costi elevati, che per raggiungerla. Chiaramente non dipende da noi ma ci vogliamo impegnare per migliorare queste condizioni. Un esempio pratico è un team che si occuperà di travel e accomodation. Si potrà prenotare tramite noi ad un prezzo inferiore, senza lo sbattimento di trovare la camera e stiamo studiando anche un servizio transfer gratuito per andare e tornare dai vari trasporti che i players utilizzano per volare a Campione d’Italia.
Allo studio tanti altri piccoli dettagli perché sappiamo che saranno essi a fare la differenza fra un evento ben riuscito, tra un’esperienza positiva e una negativa.
Chiudo con un piccolo spoiler ma senza dare troppi dettagli: ad ottobre faremo un grande evento, un brand storico di PokerStars ma non aggiungerò altro.”
Anche EvBets da tempo investe e partecipa molto nel poker live. Dal Pirates King’s al Perla Poker Festival alla presenza in tanti circuiti europei per seguire i giocatori. La parola a Busato.
“Da qualche anno partecipiamo ai principali tornei italiani, e sono già tre anni che, organizziamo la Evbets live experience. Non è altro che la nostra festa, ma è a tutti gli effetti un torneo live dove portiamo 100-150 giocatori della nostra scuola, e li facciamo divertire per un weekend. Organizziamo esperienze, tornei di calcetto, cene, feste, è un plus che ha un ritorno impressionante. È vero che anche noi andiamo alla ricerca di giocatori occasionali ma abbiamo un grosso bacino d’utenza formato da grinder e che hanno piacere di provare l’esperienza del live. Abbiamo tanti players che addirittura magari giocano da noi da 10 anni che sono professionisti e non sono mai andati ad un live. Quando li portiamo sembra sembrano dei bambini in una sala giochi. Per questo capiamo che è veramente fondamentale unire le due cose. Quello che dicevo prima quando parlavo di innovazione e della nostra app, proprio in questo caso ci siamo accorti che proprio la sezione live esplode. Abbiamo più di 6.000 utenti nell’app e vediamo che è una delle sezioni più seguite.”
Il punto di Busato anche sull’offerta live in Italia: “A parte l’eccezione di Campione che è una location meravigliosa (sono d’accordo con lui su tutta la linea) in Italia gli altri casinò rimangono fermi sugli eventi live. Mentre le case da gioco estere propongono garantiti enormi, location stupende, sembra che in Italia questo non venga visto tranne, per fortuna, il Casinò di Campione che migliorerà ancora grazie alle rassicurazioni appena avute da PokerStars.”
Sul poker live Germano Martucci puntualizza l’approccio della room dalla “picca rossa” auspicando anche dei cambiamenti normativi.
“Il poker ovviamente è un gioco dove l’aspetto sociale, soprattutto quello del live, è molto rilevante. Io stesso ho conosciuto, una parte dei miei migliori amici e delle persone più interessanti che conosco al tavolo da gioco. E io penso che i circoli dal vivo siano in effetti un luogo di aggregazione, di socializzazione e di intrattenimento straordinario.
Mi auguro personalmente che vengano prima o poi normati, parlo proprio a titolo personale. Ovviamente noi, da operatori legali, dobbiamo indirizzare questa domanda di poker online. Così come facciamo online verso quelli che sono i canali legali che rappresentiamo, e che assicurano e garantiscono ai giocatori anche l’integrità del gioco, la correttezza e la sicurezza dei pagamenti. Oltre a mettere a disposizione di tutti i players gli strumenti di gioco responsabile che abbiamo e che sono necessari. Per queste tre cose insieme vanno a creare e ad offrire un ambiente di gioco che è serio, pulito, sicuro. E questo è fondamentale sia online che live.
È molto importante poi anche per noi creare delle sinergie, tra l’online e il terrestre e cerchiamo, a parte satelliti e Power Path, di generare ulteriori sinergie in modo che i nostri giocatori siano interessati ad andare a giocare in questo caso a Campione e in tutti gli eventi Stars in un volano di crescita che si autoalimenta.
Per noi è uno strumento di marketing da una parte e per offrire un’esperienza, alla nostra community e posizionarci al meglio come leader del mercato.”
Le conclusioni anche per Carlo Cavaliere che parla anche di liquidità condivisa di poker online e fa il punto sul suo network.
“A me andrebbe bene questa soluzione di pooling liquidity perché siamo molto forti in Europa e siamo molto forti in Italia. In questo siamo atei, quello che verrà deciso ci andrà bene. Volevo dire una cosa: si parlava di mercato piccolo ma quello italiano, comunque, nonostante tutto, è molto importante.
Si parla di 180 milioni annui. Non è così scontato un risultato del genere, anche perché l’unica vera eccezione di mercato più grosso dell’italiano in Europa è quello francese perché non c’è il casino online. In Francia il mercato vale 500 milioni ma, come detto, è un’offerta completamente diversa. Ovviamente se dovessero essere ampliati i confini i benefici sono scontati ed evidenti.
Probabilmente ci sarebbe anche una retromarcia di alcuni giocatori che ora puntano sui mercati, diciamo grigi perché cercano un’offerta diversa e di maggiore appeal.
Come dicevo, siamo veramente orgogliosi di quello che stiamo facendo, è da ormai 5-6 anni che continuiamo ad avere crescita anno su anno per gli osservatori. Nonostante alcune defezioni siamo passati dal 2015 con il 13% del mercato fino al 49%. Dopo il distacco di Sisal scesi al 37%, ma stiamo, recuperando dei pezzettini di liquidità.
In Europa siamo partiti dal 4% e arrivati al 22%, e secondo me siamo sulla strada giusta.
Il poker viene sempre visto magari un po’ come questo il brutto anatroccolo, viene rappresentato d’azzardo, un po’ pericoloso ma qualsiasi piattaforma è a prova di legalità e con una sicurezza altissima. Questa è la base insieme ai pagamenti sicuri e controlli puntuali 24 ore su 24.
Speriamo di riuscire a fare ancora più innovazioni e di trovare un bilanciamento sempre migliore fra online e live, dove ci affacceremo anche noi molto più fortemente da quest’anno.”
Anche Busato giunge alle conclusioni.
“Il poker è tra i migliori entry point per tutte le altre verticali di gioco. I nostri giocatori che vengono definiti grinder, ci siamo accorti che utilizzano molto di più le altre verticali di gioco.
Molti scommettono, molti giocano al casinò e sono giocatori diversi rispetto agli altri anni perché sono sempre di più giocatori di Spin and Go e di Twister, che quindi hanno già una maggiore propensione a frequentare altre verticali. Non dimentichiamoci del poker che comunque per il cross è molto importante.”
L’X finale dei relatori
Carlo Cavaliere: “Innovazione, sicurezza, divertimento e anche multiprodotto. Queste saranno le basi per il futuro”.
Germano Martucci: “Aggiungo sempre più sinergia tra live e online e abbiamo coperto tutti gli aspetti più importanti”.
Riccardo Busato: “Costruiamo una community reale e non solo un database”.












