La deputata del Movimento 5 Stelle Carmen Di Lauro chiede al Masaf chiarezza sui cavalli di circuiti ippici e di corse clandestine infine destinati alla produzione di alimenti.
I ministeri della Salute e dell’Agricoltura sono in possesso di “dati relativi alla destinazione finale degli equidi risultati positivi a sostanze dopanti ma ancora classificati come ‘Dpa’ (destinati alla produzione di alimenti Ndr) nell’anagrafe equina nazionale, e in particolare se tali animali siano stati avviati alla macellazione per il consumo umano” e quali verifiche sono state effettuate “per escludere rischi per la salute pubblica”? Inoltre, quali iniziative urgenti intendono adottare “anche di natura normativa e di coordinamento con le autorità veterinarie territoriali, per impedire che equidi trattati con sostanze incompatibili con la catena alimentare possano permanere nello status ‘Dpa’, con conseguente rischio di immissione illecita nella filiera alimentare” e “quali protocolli di farmacovigilanza veterinaria, tracciabilità e interscambio dati tra anagrafe equina, autorità sanitarie e sistema dei controlli antidoping” sono “attualmente operativi per garantire che gli equidi positivi a sostanze vietate o farmacologicamente attive vengano automaticamente esclusi dalla filiera alimentare”? E per finire, i ministeri non ritengano necessario “introdurre un meccanismo vincolante di riclassificazione automatica in ‘non Dpa’, al fine di colmare le attuali criticità del sistema”.
Sono i quesiti posti dalla deputata del Movimento 5 Stelle Carmen Di Lauro che, in una interrogazione a risposta orale, sottolinea come “la macellazione clandestina degli equidi non Dpa si è trasformata in un’attività redditizia: animali provenienti dall’ippica, dalle corse clandestine o comunque fuori dal circuito produttivo vengono illegalmente reimmessi nella filiera alimentare, aggirando i divieti sanitari e mettendo a rischio la salute pubblica”.
La deputata sottolinea poi che “il ministero dell’Agricoltura dispone periodicamente controlli antidoping nel settore ippico; tali verifiche – per come strutturate – vengono effettuate a campione e quasi esclusivamente sugli equidi meglio classificati o vincitori delle competizioni; dal report delle attività di contrasto al doping sul sito Unire e quelli sul sito del ministero dell’Agricoltura si può notare che dal 2022 al 2025, quasi duecento cavalli sono risultati positivi al doping, 197 per la precisione. Inserendo i numeri di microchip di tutti gli equidi risultati positivi alle sostanze dopanti nell’anagrafe equina nazionale, emerge che quasi il 10 per cento (16, su circa 180 casi confermati) di questi cavalli risulta essere ancora Dpa, ovvero destinato alla produzione alimentare”.
foto tratta dalla pagina Facebook di Carmen Di Lauro






