India: il poker online è vietato e il live aspetta da mesi le pronunce dei giudici

Poker live e online indiano in un limbo irreale tra il divieto statale della versione digitale e l’immobilismo delle alte corti che non si vogliono pronunciare sul gioco dal vivo.

 

Le Indian High Courts si rifiutano di pronunciarsi sullo status giuridico del poker come gioco di abilità, lasciando gli operatori nell’incertezza da ormai fine 2025. Sì perché l’appuntamento davanti ai giudici era stato dato proprio nel novembre dello scorso anno quando fu imposto il divieto nazionale del gioco d’azzardo online con denaro reale.
E gli operatori vorrebbero alternative dal vivo dove un buon margine di profitto potrebbe esserci.

L’immobilismo giuridico

Almeno due Alte Corti indiane hanno recentemente rifiutato di pronunciarsi sulla legalità dell’offerta di poker come gioco di abilità, privando gli operatori della chiarezza che cercavano proprio attraverso i tribunali.

In due ricorsi distinti, presentati all’Alta Corte di Delhi e all’Alta Corte del Punjab e dell’Haryana, le società hanno tentato di ottenere conferma della possibilità di organizzare partite di poker senza incorrere in sanzioni. In entrambi i casi, i tribunali si sono rifiutati di pronunciarsi, sostenendo che tali questioni non possono essere decise prima che si verifichi una controversia effettiva.

Entrambe le questioni riguardano le attività di poker dal vivo, con le società che chiedono l’autorizzazione a organizzare partite in locali fisici anziché su piattaforme online.

Prima e dopo il ban online

Sebbene il poker dal vivo non sia una novità in India, la sua importanza è nuovamente aumentata in seguito al divieto nazionale del gioco d’azzardo online con denaro reale, previsto dal Promotion and Regulation of Online Gaming Act (PROGA) del 2025, entrato in vigore nell’agosto dello scorso anno.
Prima del divieto, il poker in India era prevalentemente gestito tramite piattaforme online, come analizzano su PokerIndustryPRO, con sale da gioco dal vivo presenti solo in aree circoscritte. Stati come Goa e Sikkim consentono il gioco d’azzardo in base a normative specifiche, mentre in altre regioni gli operatori si sono affidati a leggi statali e sentenze precedenti che riconoscono giochi come il poker e il ramino come basati sull’abilità.
Questo ha permesso ad alcune sale da gioco di operare in città come Delhi, Bengaluru e Kolkata, seppur in un contesto normativo frammentato e spesso incerto. Talvolta, ciò ha portato anche a interventi di polizia, con raid nei club di poker in città come Bengaluru.

Ora che il canale online è di fatto chiuso, gli operatori sembrano riconsiderare il poker dal vivo come potenziale alternativa, ma con una maggiore attenzione alla certezza giuridica prima di procedere.

Il Promotion and Regulation of Online Gaming Act, 2025

Il Promotion and Regulation of Online Gaming Act, 2025 è stato approvato a sorpresa dal Parlamento indiano il 21 agosto e ha ricevuto l’assenso presidenziale il giorno successivo. La norma ha colto di sorpresa l’industria del gaming, poiché non solo vieta i casinò online e i giochi d’azzardo ma anche i giochi di abilità come fantasy sports, eSports e poker, tutti settori che negli ultimi anni avevano registrato una crescita esponenziale in India.

La legge prevede pene severe: fino a tre anni di carcere e multe salate per chiunque offra o promuova giochi online con denaro reale.

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