Nel panel organizzato da ItalianGamingNews.it indaga il prossimo futuro del settore, tra riordino, nuove gare e nuovi apparecchi a Enada Primavera 2026 è intervenuto Marco Zega, direttore sviluppo business Codere Italia.
Rimini – “La concentrazione di un mercato se è fisiologica non genera problemi ma se viene indotta ex lege e rischia di creare, come nelle indiscrezioni che arrivano in vista del riordino fisico, un regime di oligopolio, allora non possono che esserci effetti negativi su tutto il settore”. Ha esordito così Marco Zega, direttore sviluppo business Codere Italia, all’interno del panel organizzato da IGE Magazine / ItalianGamingNews.it indaga il prossimo futuro del settore, tra riordino, nuove gare e nuovi apparecchi, nella Vision Arena a Enada Rimini 2026.
Sono tante le criticità per il futuro: “Le piccole e medie imprese possono competere tramite il prodotto e tramite le strategie aziendali ma sempre in un contesto di naturale evoluzione. Per quello che emerge dal riordino fisico sarà il contrario per ciò che dicevamo prima. Anche aver separato le due gare rende tutto più problematico se non impossibile. In più la base d’asta sarà molto elevata e se non si conoscono gli standard del mercato è tutto ancora più complesso”.
Zega ha commentato i temi principali emersi nel panel moderato da Mauro De Fabritiis: “Oggi nel mercato italiano ravvediamo uno scollamento tra prodotti: online si paga in un modo e con alcuni parametri mentre nel fisico abbiamo grandi restrizioni. Anzi, stiamo andando lontani dalle norme internazionali. Che servizi dare ai diversi profili di giocatore? L’identikit del giocatore del futuro è nativo digitale, molto più smart, con una soglia di attenzione bassissima ma sono più profondi e consapevoli. Hanno anche maggiori fonti per informarsi e strumenti per informarsi. Tuttavia i limiti che vogliono imporci sul retail e le restrizioni normative rischiano di impedirci di poter offrire loro quello che vogliono: esperienze e community. Il regolatore dovrebbe capire le evoluzioni e non imporle. Si può partire dai device e poi passare ad esperienze reali”, ha concluso il direttore sviluppo business di Codere Italia.





