Le difficoltà del mercato spagnolo a livello normativo non hanno frenato la crescita del concessionario Cirsa che, però, si guarda intorno e in Italia ha preso ben 3 licenze.
Cirsa ha pubblicato questa mattina i suoi bilanci finanziari per il 2025, riaffermando la sua posizione di maggiore operatore di scommesse e giochi in Spagna, con ricavi superiori alle aspettative ma con un fronte aperto sul mercato del gioco online in Italia dove ha preso ben 3 concessioni. Le difficoltà del mercato spagnolo rendono dura la sopravvivenza delle aziende nazionali. La chiave della differenziazione verso altri mercati esteri, Italia compresa.
I grandi risultati in madre patria
L’azienda ha chiuso il 2025 con un fatturato di 2,34 miliardi di euro (2,04 miliardi di sterline) e un utile operativo di 753,5 milioni di euro. L’azienda, quotata alla Borsa di Madrid lo scorso luglio, ha registrato 70 trimestri consecutivi di miglioramento con i risultati del quarto trimestre 2025.
I ricavi operativi del quarto trimestre sono stati pari a 623,6 milioni di euro, in crescita del 6,4% su base annua, mentre l’utile operativo è aumentato del 3,5% rispetto allo stesso periodo, raggiungendo i 198 milioni di euro.
La suddetta IPO è costata all’azienda un totale di 6,9 milioni di euro e, pochi mesi dopo, Cirsa si è guadagnata un posto nella Top-100 dell’IGBM, le 100 società più quotate a Madrid.
Le azioni sono state quotate a 15 euro e attualmente si trovano a un prezzo molto simile (14,82 euro). La capitalizzazione di mercato dell’azienda è attualmente di circa 2,5 miliardi di euro.
“Oggi pubblichiamo per la prima volta i nostri risultati del 2025 come società quotata, e lo facciamo con la soddisfazione di aver rispettato ancora una volta i nostri impegni”, ha dichiarato Joaquim Agut, Presidente Esecutivo di Cirsa. “Oltre alla performance finanziaria, l’anno è stato segnato da due traguardi: l’IPO e i progressi tangibili in tutti gli ambiti della nostra agenda ESG, che il mercato riconosce e apprezza. Questi risultati riflettono un’azienda pronta a continuare a crescere con rigore e responsabilità.”
La sezione online e la presenza in Italia
La Spagna è un mercato difficile per gli operatori di ogni tipo e dimensione a causa delle forti restrizioni di marketing e del dibattito in corso sull’inasprimento delle normative, come il ripristino del divieto di bonus.
Per aziende come Cirsa, questo rende le opportunità internazionali ancora più promettenti, ed ecco l’Italia. Il secondo mercato europeo delle scommesse si è dimostrato proficuo per Cirsa, e le imposte incidono sui margini in altri mercati principali, come i contemporanei dell’azienda potrebbero notare.
La divisione giochi e scommesse online di Cirsa ha chiuso l’anno con un aumento annuo del 25,8% dei ricavi netti, che si è tradotto in un miglioramento del 22% dell’EBITDA rispetto all’anno precedente.
La sua base di utenti attivi conta ora 2,4 milioni di giocatori, con un aumento del 49% su base annua. La divisione ha inoltre ottenuto tre licenze in Italia e l’attività si colloca tra i primi casinò online del Paese, accanto a operatori come 888 di Evoke ed Eurobet di Entain.
Le tre licenze sono state suddivise così: una a E Play 24, ex skin che ne ingloberà altre come Sportitaliabet, Betwin360, un’altra skin ancora e Sportium.
Il successo nel mercato italiano potrebbe fornire un solido baluardo contro eventuali difficoltà normative spagnole, con il nuovo mercato del gioco d’azzardo italiano, ri-regolamentato a novembre 2025, dopo aver ricevuto un’accoglienza calorosa da parte di diversi stakeholder.
Sebbene, come la Spagna, il mercato delle scommesse italiano abbia alcuni requisiti di marketing rigorosi, come il divieto assoluto di sponsorizzazioni sportive, il quadro fiscale del mercato è molto più favorevole rispetto ad altre importanti giurisdizioni come Regno Unito, Germania e Paesi Bassi.





