Camera, Italia Viva interroga Governo su uso problematico social media e gioco: serve età minima

Con un’interrogazione scritta rivolta al ministro Adolfo Urso i deputati di Italia Viva chiedono quali iniziative il Governo intenda prendere in merito all’uso problematico dei social media, gaming e gioco d’azzardo.

Si parla anche di gioco nell’interrogazione numero 3-02843 a firma dei deputati Marianna Madia, Maria Elena Boschi, Maria Chiara Gadda, Mauro Del Barba, Davide Faraone, Francesco Bonifazi e Roberto Giachetti di Italia Viva rivolta al ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. Al centro i rischi legati a un uso problematico dei social, gaming e gioco riportati nell’indagine dell’Istituto superiore di sanità Dipendenze comportamentali nella generazione Z 2.0

Nella premessa i deputati dell’opposizione puntualizzano che “l’uso non regolamentato dei social network da parte dei minori di età è associato a rischi documentati per lo sviluppo psicofisico e per la salute mentale dei bambini e degli adolescenti: secondo l’indagine dell’Istituto superiore di sanità Dipendenze comportamentali nella generazione Z 2.0, diffusa nel luglio 2026, circa 280.000 ragazzi tra gli undici e i tredici anni presentano almeno un comportamento a rischio tra uso problematico dei social media, gaming e gioco d’azzardo”.

Nel testo viene inoltre specificato che “numerosi ordinamenti hanno introdotto un’età digitale minima: l’Australia, dal 10 dicembre 2025, per gli under 16; la Francia il 21 luglio 2026 ha approvato in via definitiva il divieto per i minori di quindici anni, mentre la Spagna ha annunciato analoga iniziativa per gli under 16;”

Inoltre “il Parlamento europeo, con la risoluzione del novembre 2025, ha invitato a fissare in sedici anni l’età digitale minima armonizzata per l’accesso a social media e piattaforme video; tema ormai identitario per l’Unione, tanto che la Presidente della Commissione europea, annunciando prossimi interventi, ha ribadito che a educare i figli devono essere i genitori, non gli algoritmi”.

l’Italia – spiegano dunque i deputati dell’opposizione – è stata tra i primi Paesi europei a muoversi: il lavoro parlamentare sull’età minima digitale è stato avviato a inizio XIX legislatura nella Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza e, all’esito di un ciclo di audizioni di esperti, ha condotto al deposito, il 13 maggio 2024, dei testi gemelli a prima firma dell’onorevole Madia alla Camera dei deputati e della senatrice Mennuni al Senato della Repubblica, che fissano a quindici anni l’età minima di attivazione degli account, con obbligo di verifica in capo ai fornitori”. “

Quel testo, superato il vaglio europeo il 12 settembre 2025, è all’esame della 8° Commissione del Senato della Repubblica dal 30 settembre 2025 e l’iter risulta fermo senza che siano state rese note le ragioni del ritardo”.

“Da notizie di stampa risulta che il Governo avrebbe mostrato perplessità rispetto alle suddette proposte di legge di iniziativa parlamentare”.

I deputati chiedono pertanto al ministro Adolfo Urso “se il Governo intenda assumere iniziative normative per l’introduzione di un’età minima di accesso ai social network, precisandone i tempi”.

Immagine in alto © Chabe01 su Wikimedia Commons