Google, stretta sui prediction market negli Usa: pubblicità vietata anche in Michigan e New York

La stretta segue due sentenze sui contratti sportivi in Michigan e New York: portate a quattro le giurisdizioni escluse dalla pubblicità.

Google ha aggiornato la propria policy pubblicitaria sui mercati predittivi negli Stati Uniti. Con la modifica entrata in vigore il 13 luglio, il divieto di promuovere contratti di prediction market e prodotti collegati si estende a Michigan e New York, che si aggiungono a Nevada e Ohio, già esclusi in precedenza. Le giurisdizioni interessate salgono così a quattro. La policy consente la pubblicità di questi prodotti solo agli operatori regolati a livello federale, autorizzati dalla Commodity Futures Trading Commission come Designated Contract Market oppure registrati presso la National Futures Association, e limitatamente alle giurisdizioni approvate.

L’aggiornamento segue due pronunce giudiziarie. In Michigan la giudice Rosemarie Aquilina ha prorogato l’ordine restrittivo nei confronti dei contratti sportivi della società, qualificati come forma di scommessa illegale, fissando al 12 agosto il termine entro cui la piattaforma di prediction market dovrà applicare il geoblocco agli utenti dello Stato. La sanzione prevista per l’inadempienza è di 500mila dollari al giorno, contro i 120mila dollari giornalieri stabiliti dal termine originario di due settimane, in seguito sospeso temporaneamente da un’istanza d’urgenza con cui la piattaforma aveva sostenuto i costi eccessivi della misura e un possibile contrasto con la normativa federale.

A New York la giudice Analisa Torres ha respinto la richiesta della piattaforma di un ordine restrittivo e di un’ingiunzione preliminare, stabilendo che le leggi statali sul gioco restano applicabili anche quando i contratti sportivi sono quotati su una borsa regolata a livello federale. Secondo la corte, il Congresso non ha inteso privare gli Stati delle loro competenze tradizionali in materia, e la normativa federale non prevale quindi su quella newyorkese. Anche Nevada e Ohio avevano in precedenza avviato azioni di contrasto contro i contratti sugli eventi sportivi.