No a sponsorizzazione da parte di operatori gioco non autorizzati in Uk, la soddisfazione del Bcg

Il Dcms avvia una consultazione sulla proposta di vietare agli operatori non autorizzati le sponsorizzazioni sportive, la soddisfazione del Bgc.

 

Anche il Betting and gaming council, al pari di Entain, esprime la propria soddisfazione sull’avvio della consultazione pubblica, da parte del Department for Culture, Media and Sport (Dcms) del governo britannico, sulla proposta di vietare le sponsorizzazioni sportive da parte di operatori del gioco d’azzardo.
Un portavoce dell’associazione afferma infatti: “Gli operatori non autorizzati non dovrebbero poter utilizzare lo sport britannico per promuovere il gioco d’azzardo illegale ai consumatori del Regno Unito. Operano al di fuori del quadro normativo britannico, non offrono alcuna delle tutele per i consumatori richieste agli operatori autorizzati e espongono i clienti a rischi inutili.
Con la continua crescita del dannoso mercato nero, è giusto che il Governo intervenga per impedire agli operatori illegali di utilizzare sponsorizzazioni e pubblicità per acquisire credibilità e prendere di mira i consumatori britannici.
Il Governo dovrebbe ora agire senza indugio per proteggere i consumatori. Non vediamo l’ora di partecipare in modo costruttivo alla consultazione e di sostenere misure efficaci che rafforzino il mercato regolamentato.”

LE PROPOSTE DEL DCMS – Il documento del Dcms propone di vietare a chiunque, compresi club e organismi sportivi, di stipulare accordi di sponsorizzazione o pubblicità con operatori di gioco non licenziati dalla Gambling Commission. Alla base della proposta ci sono tre ordini di preoccupazioni: la tutela dei consumatori, l’integrità del mercato regolamentato e la prevenzione dei rischi di riciclaggio. Sul piano tecnico, il Governo punta a una legislazione secondaria che attribuisca al Secretary of State il potere di regolamentare la pubblicità del gioco, previa approvazione parlamentare. Se il provvedimento passasse, legarsi a un operatore non autorizzato diventerebbe reato penale, con sanzioni pecuniarie giornaliere per ogni giorno di violazione. Resterebbero fuori, almeno in questa fase, gli accordi di white label conformi alle Licence Conditions and Codes of Practice della Gambling Commission, anche se il tema potrebbe essere riaperto in un secondo momento.

Quanto al perimetro, il focus principale della consultazione riguarda la pubblicità all’interno degli stadi, mentre le sponsorizzazioni e la pubblicità online restano fuori dall’ambito primario: per la promozione illegale in tv e radio è previsto un lavoro congiunto con l’authority delle comunicazioni Ofcom. Sul fronte del geoblocking, ormai ritenuto inefficace, il Governo prende atto che la misura viene facilmente aggirata con una semplice Vpn, pratica diventata comune anche per via di altre policy britanniche in tema di verifica dell’età online.
La finestra di consultazione, resterà aperta per otto settimane, fino al 9 settembre 2026, prima che si proceda con la legislazione da presentare in Parlamento. Va però segnalato un dato che ridimensiona l’urgenza percepita: secondo quanto riferito dal Dcms agli operatori, il Governo continua a considerare l’inizio della stagione 2027/28 come la data più ravvicinata in cui un divieto potrebbe realisticamente entrare in vigore, nonostante le pressioni per accelerare.

 

Foto di Jurica Koletić su Unsplash