Il gruppo accoglie con favore la consultazione avviata dal Governo britannico e invita club, leghe e federazioni ad interrompere volontariamente ogni rapporto commerciale con operatori non autorizzati, senza attendere l’approvazione della nuova normativa.
Entain, ha accolto con favore l’avvio della consultazione pubblica lanciata dal Department for Culture, Media and Sport (Dcms) britannico sul divieto di sponsorizzazioni sportive da parte di operatori di gioco privi di licenza della Gambling Commission, ma chiede al settore di muoversi subito, senza attendere i tempi della legge.
Il documento del Dcms, pubblicato dopo giorni di attesa, propone di vietare a chiunque, compresi club e organismi sportivi, di stipulare accordi di sponsorizzazione o pubblicità con operatori di gioco non licenziati dalla Gambling Commission. Alla base della proposta ci sono tre ordini di preoccupazione: la tutela dei consumatori, l’integrità del mercato regolamentato e la prevenzione dei rischi di riciclaggio. Sul piano tecnico, il Governo punta a una legislazione secondaria che attribuisca al Secretary of State il potere di regolamentare la pubblicità del gioco, previa approvazione parlamentare. Se il provvedimento passasse, legarsi a un operatore non autorizzato diventerebbe reato penale, con sanzioni pecuniarie giornaliere per ogni giorno di violazione. Resterebbero fuori, almeno in questa fase, gli accordi di white label conformi alle Licence Conditions and Codes of Practice della Gambling Commission, anche se il tema potrebbe essere riaperto in un secondo momento.
Quanto al perimetro, il focus principale della consultazione riguarda la pubblicità all’interno degli stadi, mentre le sponsorizzazioni e la pubblicità online restano fuori dall’ambito primario: per la promozione illegale in tv e radio è previsto un lavoro congiunto con l’authority delle comunicazioni Ofcom. Sul fronte del geoblocking, ormai ritenuto inefficace, il Governo prende atto che la misura viene facilmente aggirata con una semplice Vpn, pratica diventata comune anche per via di altre policy britanniche in tema di verifica dell’età online.
La finestra di consultazione, resterà aperta per otto settimane, fino al 9 settembre 2026, prima che si proceda con la legislazione da presentare in Parlamento. Va però segnalato un dato che ridimensiona l’urgenza percepita: secondo quanto riferito dal Dcms agli operatori, il Governo continua a considerare l’inizio della stagione 2027/28 come la data più ravvicinata in cui un divieto potrebbe realisticamente entrare in vigore, nonostante le pressioni per accelerare.
Nella nota diffusa dal gruppo, l’amministratrice delegata Stella David dichiara: “Accogliamo con favore l’avvio di questa consultazione, che rappresenta un altro importante passo avanti nella lotta al gioco illegale. Gli operatori di gioco senza licenza sono spesso poco più che coperture per la criminalità organizzata. Prendono di mira i consumatori vulnerabili, non pagano imposte nel Regno Unito e ignorano le misure di tutela che i concessionari autorizzati sono invece tenuti a garantire. Riteniamo che club, leghe e organismi sportivi debbano agire immediatamente e interrompere volontariamente i rapporti con questi operatori, anziché attendere che sia la legge a imporlo”.
Il gruppo chiede inoltre che l’eventuale divieto non si limiti alla pubblicità a bordo campo, ma rientri in una strategia più ampia estesa a tutti i canali di marketing, incluso il digitale. Una ricerca commissionata dallo stesso Entain sui trend pubblicitari online durante il recente Mondiale ha individuato una vasta rete di operatori non autorizzati attivi su social media e piattaforme di streaming, con promozioni che spesso raggiungono anche i minori di 18 anni. Sul fronte dei numeri, Entain cita dati H2 Gambling Capital secondo cui il fatturato del mercato illegale è passato da 5 a 16,6 miliardi di sterline tra il 2019 e il 2025, con una previsione di ulteriore raddoppio entro il 2028. A questo si aggiunge una ricerca commissionata dal Betting and Gaming Council (Bgc), secondo cui gli operatori non autorizzati sono destinati ad arrivare a rappresentare quasi la metà di tutta la pubblicità di gioco vista dai consumatori britannici, per un valore stimato di 800 milioni di sterline.
Anche il Betting and Gaming Council, l’associazione di categoria degli operatori licenziati, ha accolto positivamente l’avvio della consultazione, allineandosi alla richiesta di Entain di agire senza attendere l’iter legislativo completo: gli operatori non autorizzati non dovrebbero poter usare lo sport britannico per promuovere il gioco illegale presso i consumatori del Regno Unito, dato che operano fuori dal perimetro regolatorio e non offrono le tutele richieste ai concessionari licenziati, ha dichiarato un portavoce dell’associazione, aggiungendo che il Governo dovrebbe ora agire senza ulteriori ritardi per proteggere i consumatori.







