Dl Sport, Commissione Cultura: la pubblicità giochi in impianti sportivi al centro del dibattito

La pubblicità dei giochi negli impianti sportivi torna alla Commissione Cultura della Camera. Al centro la stretta sulla pubblicità negli impianti sportivi e il contrasto alla ludopatia.

Il tema della pubblicità di giochi e scommesse è tornato al centro della politica ieri, venerdì 10 luglio, quando la VII Commissione Permanente della Camera (Cultura, scienza e istruzione), presieduta da Federico Mollicone, ha avviato l’esame di circa 150 emendamenti presentati all’interno del Dl 108/2026 Disposizioni urgenti in materia di sport, per lo svolgimento di grandi eventi e l’efficacia del documento di identità. Tra gli argomenti caldi, al centro dei temi oggetto di emendamento, figurano la regolamentazione del comparto dei giochi e delle scommesse, la stretta sulla pubblicità negli impianti sportivi e la rimodulazione fiscale per finanziare il sociale e il contrasto alla ludopatia.

Innanzitutto l’emendamento 01.01 a firma Anna Laura Orrico, Gaetano Amato e Antonio Caso del Movimento 5 stelle precisa che “i benefici, i contributi, le agevolazioni e gli affidamenti previsti dal presente decreto-legge sono altresì subordinati al rispetto della normativa vigente in materia di divieto di pubblicità e sponsorizzazione di giochi o scommesse con vincite in denaro. Negli impianti sportivi pubblici o a uso pubblico interessati dagli interventi di cui al presente decreto è vietata ogni forma di promozione, diretta o indiretta, di giochi o scommesse con vincite in denaro, nei limiti e secondo le previsioni della normativa vigente”.

Tra le altre proposta figura l‘emendamento 6.5 presentato da Mauro Berruto, Irene Manzi, Matteo Orfini, Marco Iacono e Andrea Rossi del Partito Democratico e Elisabetta Piccolotti di Avs in cui “l’aliquota dell’imposta unica di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, è stabilita per le scommesse a quota fissa, escluse le scommesse ippiche, nelle misure del 21 per cento, se la raccolta avviene su rete fisica, e del 25 per cento, se la raccolta avviene a distanza, applicata sulla differenza tra le somme giocate e le vincite corrisposte.”

Inoltre “Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro per lo sport e i giovani, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sono stabiliti i criteri e le modalità di riparto delle risorse di cui al comma 1-bis, assicurandone la destinazione al soggetto che organizza il campionato professionistico di Serie A femminile, allo sviluppo dell’attività di base del calcio femminile e del calcio a cinque femminile, al sostegno delle società dilettantistiche e alla promozione della pratica calcistica femminile sull’intero territorio nazionale e ai progetti per contrastare la ludopatia”.

Tra le proposte dichiarate inammissibili l’emendamento 7.011, sempre a firma Caso, Amato e Orrico del Movimento 5 stelle. Ecco il testo integrale: “Le convenzioni e gli atti di affidamento relativi a impianti sportivi pubblici o a uso pubblico prevedono, a pena di decadenza, il divieto di utilizzare l’impianto, le sue pertinenze, le comunicazioni istituzionali e gli eventi ivi svolti per attività promozionali, dirette o indirette, relative a giochi o scommesse con vincite in denaro”.

“I soggetti beneficiari pubblicano annualmente una relazione sull’utilizzo sociale dell’impianto o delle risorse ricevute, indicando ore di fruizione pubblica, tariffe, tipologia di utenti, attività rivolte a minori, persone con disabilità, scuole e associazioni sportive dilettantistiche, nonché le misure adottate per prevenire la promozione del gioco d’azzardo e delle scommesse sportive.”

Quota parte dei ricavi generati dalle scommesse sportive, in proporzione non inferiore al 2,5 per cento degli incassi derivanti dall’applicazione delle aliquote del prelievo erariale unico, è destinata al finanziamento di progetti sociali ed educativi legati allo sport, allo sviluppo dei settori giovanili nella pratica calcistica e del calcio femminile in particolare, alle federazioni sportive e agli enti di promozione sportiva, a pratiche di comportamento sportivo virtuoso, inclusione e coesione sociale, anche attraverso progetti di contrasto alla ludopatia.”

I gruppi parlamentari avranno tempo fino alle ore 12 di lunedì 13 luglio 2026 per presentare le eventuali richieste di riesame delle valutazioni di inammissibilità. Successivamente, la Commissione VII tornerà a riunirsi in sede referente per avviare le votazioni sui testi considerati idonei, definendo l’assetto finale delle misure prima dell’approdo del decreto in Aula.