Varese, maxi frode nelle sale slot, 1,7 milioni di euro evasi: sette i soggetti indagati

La Gdf di Luino (Varese) scopre un articolato sistema di frode fiscale in diverse sale slot. Circa 1,7 milioni di euro evasi con sette soggetti al centro delle indagini.

La lotta al gioco illegale torna ad avere un ruolo centrale, questa volta attraverso un’indagine condotta dalla Guardia di Finanza di Luino (provincia di Varese) che ha permesse di portare a galla un articolato sistema di frode fiscale per un totale di 1,7 milioni di euro. Le Fiamme gialle hanno, dunque, condotto una capillare attività investigativa e di intelligence nel settore degli apparecchi da gioco e da intrattenimento concentrandosi sugli operatori economici attivi nel comparto del gioco tramite apparecchi Awp e Vlt.

Come riporta il sito della Gdf, l’analisi dei dati ha permesso di individuare un complesso sistema grazie al quale i soggetti coinvolti avrebbero sottratto al fisco gran parte dei redditi prodotti attraverso la costituzione di società in accomandita semplice create ad hoc. Il meccanismo si basava su continui e fittizi trasferimenti di quote societarie a prestanome di etnia sinica.

In alcuni casi, dopo aver assunto formalmente la carica, questi soggetti lasciavano il territorio nazionale per far rientro in Cina. I reali gestori delle società, in qualità di soci accomandatari, dichiaravano e versavano le imposte solo sulla propria quota del 10% del reddito. Il restante 90%, formalmente attribuito ai soci accomandanti che si alternavano nel tempo, pur risultando dichiarato non veniva mai assoggettato al pagamento delle imposte dovute.

Secondo gli investigatori, proprio il continuo avvicendamento della compagine societaria avrebbe consentito ai reali capi del sistema di schermare la propria posizione e sottrarre al fisco gran parte dei redditi d’impresa. Gli accertamenti hanno riguardato il periodo compreso tra il 1° gennaio 2018 e il 31 dicembre 2024 ed in questo arco temporale è stata complessivamente sottratta a tassazione una base imponibile pari a circa 4.7 milioni euro, con un’evasione fiscale di circa 1.7 milioni euro.

Agli indagati è stata inoltre contestata la violazione dell’articolo 131-ter del Testo unico bancario, in materia di abusiva attività bancaria dal momento che dall’analisi della copiosa documentazione bancaria acquisita è infatti emerso che i terminali Pos. sarebbero stati utilizzati, di fatto, per consentire prelievi di denaro contante destinati a finanziare nuove giocate alle slot machine presenti negli esercizi.

Al termine delle indagini, sette persone sono state deferite alla Procura della Repubblica per le ipotesi di reato previste dagli articoli 3 (dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici) e 5 (omessa dichiarazione) del decreto legislativo 10 marzo 2000, numero 74. Le complesse attività di polizia giudiziaria condotte dai finanzieri hanno consentito all’Autorità giudiziaria di emettere il provvedimento di conclusione delle indagini preliminari, avanzando richiesta di rinvio a giudizio per tutti i 7 soggetti indagati.

Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e che, in conformità al principio di presunzione di innocenza, la responsabilità dell’indagato potrà essere definitivamente accertata soltanto con sentenza irrevocabile di condanna.