Bruxelles rafforza la tutela dei minori nel gioco online, richiamato l’articolo 28 del regolamento sui servizi digitali.
È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la Raccomandazione della Commissione relativa all’istituzione di un quadro comune per le tecnologie di verifica dell’età a livello europeo, un provvedimento che tocca da vicino anche il comparto del gioco online e le modalità con cui i cittadini, in particolare i più giovani, vi accedono. Il testo arriva da un percorso che Bruxell porta avanti da mesi, per dotare gli Stati membri di uno standard condiviso per accertare l’età degli utenti prima che possano entrare in contatto con contenuti riservati agli adulti.
Nella Raccomandazione la Commissione elenca tra i rischi legati a un uso non controllato dei servizi digitali “l’uso eccessivo, compulsivo o simile alla dipendenza dei servizi della società dell’informazione e l’esposizione ad altre pratiche di sfruttamento, come il gioco illegale”. Da qui la necessità, si legge nel documento, di “comprovare l’età dei cittadini per garantire che abbiano un’esperienza online sicura”, nel rispetto dei diritti dei minori sanciti dall’articolo 24 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea.
Il provvedimento richiama esplicitamente l’articolo 28, paragrafo 1, del regolamento (Ue) 2022/2065, il Digital Services Act, che impone ai fornitori di piattaforme online accessibili ai minori di adottare misure adeguate e proporzionate per garantire un elevato livello di tutela della privacy, della sicurezza e della protezione dei più giovani. Un vincolo che negli ultimi mesi la Commissione ha tradotto in una serie di atti concreti, dalle linee guida sull’applicazione dello stesso articolo 28 pubblicate lo scorso ottobre fino alla raccomandazione con cui, in primavera, l’esecutivo comunitario ha sollecitato gli Stati membri ad accelerare il lancio dell’app europea di verifica dell’età, chiedendone la disponibilità entro la fine del 2026.
Lo strumento, secondo quanto comunicato dalla Commissione, consentirà agli utenti di dimostrare di aver superato una determinata soglia anagrafica senza rivelare l’età esatta, l’identità o altri dati personali, e potrà essere distribuito dagli Stati membri come applicazione autonoma oppure integrato nel futuro portafoglio europeo di identità digitale. Un impianto che, applicato al gioco online, andrebbe a incidere direttamente sui sistemi di controllo degli accessi già in uso da parte degli operatori del settore, chiamati a misurarsi con uno standard sovranazionale pensato per ridurre il margine di aggiramento dei controlli attualmente affidati, in larga parte, all’autodichiarazione dell’utente.
Per chi si occupa di normativa del gioco, il punto politicamente più rilevante resta il collegamento che la Raccomandazione stabilisce tra tutela dei minori e disciplina delle piattaforme digitali in generale, che colloca il gioco d’azzardo online nello stesso perimetro di rischio individuato per contenuti come la pornografia o la vendita di alcolici. Un’impostazione che, nei prossimi mesi, potrebbe orientare anche gli interventi dei singoli Stati membri sui rispettivi mercati regolamentati.






