Pasquale Chiacchio, presidente dell’Associazione gestori scommesse Italia, è stato audito in VI Commissione Finanze e Tesoro del Senato dove ha segnalato l’impossibilità per gli operatori del gioco legale di lavorare con gli istituti bancari operanti in Italia.
“Sì, presidente, si tratta di un assist dello Stato al mercato illegale e ai movimenti non tracciati e non tracciabili, e un danno al settore del gioco pubblico legale che opera con delega statale”. Ha risposto così, Pasquale Chiacchio, alla domanda del presidente della VI Commissione Finanze e Tesoro del Senato della Repubblica italiana Massimo Garavaglia, nel corso dell’audizione tenuta oggi nella seduta che si occupava dei disegni di legge nn. 763, 1595 e 1937 (Disposizioni in materia di conto corrente).
A illustrare l’ormai pluriennale criticità della chiusura degli istituti bancari nazionali e internazionali che operano in Italia alle aziende e agli operatori del gioco pubblico, è stato proprio il presidente di Agsi, Associazione gestori scommesse Italia, Chiacchio.
Questo l’intervento di Agsi:
“Operiamo nel mercato del gioco legale da cinquant’anni, quindi la nostra cultura è quella del rispetto, quella del confronto e a tal proposito e con la nostra associazione che rappresenta un ‘intera filiera del settore intendiamo sensibilizzare i componenti di questa spettabile VI commissione permanente circa l’urgenza dell’approvazione del disegno di legge n° 1595 sul riordino del gioco terrestre in attesa al Senato, peraltro già approvata all’unanimità in prima lettura alla Camera dei deputati. Per questo riteniamo che sia un aspetto importante da segnalare che gli istituti di credito continuano a chiudere i conti correnti, negare l’accesso al credito alle imprese autorizzate dallo Stato e ostacolare persino l’apertura dei rapporti bancari ai dipendenti delle aziende operanti nel settore del gioco legale. Ed evidenzio gioco legale quindi autorizzato e che rispetta tutte le regole richieste dallo Stato.
Questa condotta la riteniamo inaccettabile perché è applicata a tutta la filiera dei gioco legale ed esclude la possibilità di operare nel rispetto della legge e delle normative dell’antiriciclaggio rafforzate da recenti provvedimenti UIL e dalle direttive dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli ed e per questi motivi che in occasione della fiera del settore dei giochi a Rimini, nel 2025 fu lanciata una raccolta firme finalizzata a sensibilizzare tutte le istituzioni per cercare di portare una soluzione a questo annoso problema. La petizione in poche settimane ha prodotto oltre 5.000 sottoscrizioni tra aziende e dipendenti di tutto il settore e ricordiamo che il settore gioco legale produce un gettone erariale pari a oltre 11 miliardi con circa 150.000 addetti alla filiera. Le attività degli operatori della filiera del gioco legale sono rese sempre più complesse se non impossibilitate dal costante ostracismo del mondo bancario verso tali attività economiche.
Tale condotta è fondata essenzialmente su alcune ragioni: i codici etici di alcuni gruppi bancari che ostacolano l’interazione tra gli istituti finanziari e gli operatori del settore gioco legale l’adeguamento acritico e irragionevole al cosiddetto de risking per cui la mera appartenenza di un operatore come quello del settore gioco legale segnalato genericamente come a rischio, costituisce elemento ostativo alla prosecuzione del rapporto commerciale tra operatori e banca. Ma così sono a rischio tutte le attività vitali per il settore del gaming come sottoscrivere un contratto di locazione per i relativi pagamenti dei canoni, chiedere le garanzie contrattuali tramite fideiussione bancaria, gestire irapporti di lavoro e pagamento degli stipendi o di altre prestazioni a carico del datore di lavoro, la gestione dei rapporti commerciali con i fornitori, il rispetto delle procedure antiriciclaggio richiesti in qualità di soggetti obbligati. E ancora la gestione dei rapporti nelle filiere concessori che per legge deve avvenire attraverso strumenti di tracciabilità. Anche un dipendente del settore non avendo il conto corrente è impossibilitato a chiedere un mutuo, quindi a creare una famiglia oltreché gli imprenditori se hanno bisogno di finanziamenti da parte delle banche e gli viene negato rischiano di di finire nelle mani dell’usura.
Gli operatori del settore concordano con il merito di tali misure con la finalità di garantire un sempre una sempre maggiori trasparenza finanziaria, tuttavia stigmatizzano l’impossibilità di porre in atto tali disposizioni proprio a causa dell’ostracismo operato dal settore bancario. Il mancato coordinamento tra i regolatori, Governo, Adm e le istituzioni bancarie finirà per ingessare ampia parte delle attività delle filiere del gioco legale a vantaggio degli operatori illegali e con un’estensione delle transazioni in denaro non tracciabili. È difficile da comprendere perché questo settore sia così tartassato quando ci sono dichiarazioni di un dirigente Sogei, come ho presentato al presidente, che dice che il gioco pubblico presenta una tracciabilità totale per 27 miliardi di operazioni all’anno.
Da questo si dovrebbe evincere che tutte le nostre operazioni sono certificate e le banche potrebbero chiedere tali certificazioni ai concessionari. Evidenziamo dunque a questa spettabile stessa commissione finanze del Senato, l’urgenza di intervenire sul sistema bancario approvando in via definitiva ed integralmente il disegno di legge atto senato numero 1595 affinché anche gli operatori del settore gioco legale possano svolgere le loro attività nel pieno rispetto delle regole e interesse degli operatori del settore gioco legali e interesse dello Stato italiano per i getti che detto settore produce e interesse degli utenti del gioco legale per continuare a ottenere i servizi di gioco in ambienti sicuri e da operatori di filiera selezionati e vigilati. Il settore dei giochi legali è un alleato importante dello Stato italiano da tutelare e non un nemico da combattere”.
A sottolineare il paradosso evidenziato da Chiacchio è stato proprio il presidente Garavaglia: “Quindi fatemi capire bene, impedendo a chi è nel gioco legale che fa tutto quello che va fatto seguendo le norme dell’anti riciclaggio, l’effetto che si ha è spostare il gioco su chi, all’opposto, lo fa proprio per riciclare? “Sì, è un grande assist al mercato nero parallelo – risponde Chiacchio – più lacci e laccioli si appongono e più si va ad incrementare un mercato da 30 miliardi di raccolta quando il settore legale produce 11,5 miliardi per l’erario. Non si capisce perché le banche siano così ostracizzanti per chi è, secondo la norma e di fatto, un delegato dello Stato. Ripetiamo, non comprendiamo come mai le banche si pongano in questo modo verso un settore che ha licenze pubbliche e che segue tutte le regole imposte dallo Stato”.
Garavaglia chiosa: “Capisco, è come dire togliamo tutti i tabaccai e affidiamoci al mercato di contrabbando”.
A chiedere del del 1595 e di quanto sia urgente l’approvazione in Senato è il senatore M5S Marco Croatti e Chiacchio risponde: “Lo è assolutamente per questa e tante altre criticità”.
Garavaglia chiude lo spazio per Agsi precisando: “Il 1595 è già stato approvato alla Camera e l’avremmo fatto anche al Senato se non per aspettare per cortesia la presentazione di un del abbinato da parte del Partito Democratico. Avremmo finito i lavori un mese fa”.








