Malagò nuovo presidente Figc: ‘Cancellare il divieto di pubblicità sul betting’

L’ex presidente del Coni è stato eletto con il 68,58 per cento dei voti. Pocò più del 29 per cento, invece, per Giancarlo Abete. 

 

Giovanni Malagò è stato eletto con il 68,58 per cento dei voti dall’assemblea Figc, chiamata a dare una nuova guida al calcio italiano dopo le dimissioni di Gabriele Gravina, a seguito della mancata qualificazione della Nazionale ai Mondiali 2026 in corso in Usa, Canada e Messico.

L’ex presidente del Coni ha ottenuto 343.084 preferenze, contro le 145.036 (29.17 per cento) dell’altro candidato Giancarlo Abete. Le schede bianche sono state 11,72, il 2.25 per cento.

Oltre al presidente, questi i consiglieri federali eletti: Stefano Campoccia, Giorgio Chiellini e Giuseppe Marotta per la Serie A; Antonio Gozzi per la Lega B; Giulio Gallazzi per la Lega Pro; Ilaria Bazzerla, Giacomo Fantazzini, Daniele Ortolano, Sergio Pedrazzini e Giuliana Tambaro per la Lega Nazionale Dilettanti. A rappresentare gli alteri Valerio Bernardi, Davide Biondini, Umberto Calcagno e Sara Gama, mentre per i tecnici ci sono Giancarlo Camolese e Silvia Citta. Ammessi di diritto in Consiglio i presidenti delle Leghe.

“È veramente molto profondo ed emozionante questo senso di responsabilità. Da solo non posso fare nulla, ma con voi posso fare tutto”, ha affermato subito dopo la sua elezione a presidente della Federcalcio Giovanni Malagò. “Ho cercato sempre e solo uno scopo: fare grande l’Italia – ha continuato -. Con il Circolo Aniene ho fatto bene, forse sono stato fortunato: ma ora è la più grande società dilettantistica d’Europa. Come il Coni ha vinto il più grande numero di medaglie a Parigi. E poi le Olimpiadi di Milano-Cortina. Penso che in qualche modo chi mi appoggia pensa che quello che sono riuscito a fare si possa ripetere con la Federcalcio”.

Sul fronte del governo, Malagò ha parlato di tre priorità: il primo tema da trattare sarà la reintroduzione del Decreto Crescita o qualcosa, con un altro nome, che abbia la stessa funzione: incentivare l’acquisto di grandi giocatori dall’estero. Il secondo: la cancellazione del divieto di pubblicità sul betting. E, sempre sul tema scommesse, l’introduzione di una percentuale destinata al calcio sui ricavi derivati dalle scommesse sulle stesse partite.

CHI È GIOVANNI MALAGÒ

Nato a Roma il 13 marzo 1959, laureato in Economia e Commercio e con una laurea honoris causa in Scienze e Tecniche dello Sport, Giovanni Malagò è un imprenditore e dirigente sportivo di successo nonché un ex giocatore di Calcio a 5, disciplina nella quale si è distinto conquistando tre Scudetti e quattro Coppe Italia. Eletto nel 1997 presidente di uno storico sodalizio romano, il Circolo Canottieri Aniene, tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila ha ricoperto diversi ruoli di prestigio a livello sportivo: nel 1998 è stato presidente del Comitato Organizzatore degli Internazionali d’Italia di tennis e consigliere delegato per il centenario della Figc, mentre dal 2000 al 2001 è stato presidente della Virtus Roma di basket.

Nel 2000 è iniziato il suo percorso nel Coni come membro della Giunta Esecutiva, con un ruolo centrale nell’organizzazione di alcuni dei più prestigiosi eventi sportivi internazionali, dal Campionato Europeo di pallavolo del 2005 ai Mondiali di nuoto del 2009 e al Campionato Mondiale di pallavolo del 2010. Un’ascesa costante culminata il 19 febbraio 2013 nell’elezione alla presidenza del Comitato Olimpico Nazionale.

Confermato alla guida del Coni l’11 maggio 2017, un anno dopo la Giunta da lui presieduta nomina Roberto Fabbricini Commissario Straordinario della Figc e il neo Commissario lo nomina a sua volta Commissario Straordinario della Lega Calcio Serie A. Il 9 ottobre 2018 viene eletto membro del Cio e il 9 dicembre 2019 diventa presidente della Fondazione Milano-Cortina, il Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici Invernali 2026. Il 13 maggio 2021 viene riconfermato alla presidenza del Coni per il terzo e ultimo mandato.

Qui il programma completo di Giovanni Malagò.