Il presidente di FederBingo Confindustria Sit, Italo Marcotti, ha commentato il paventato stop al riordino del gioco pubblico da parte del Governo che ha già bloccato la delega alla presidenza del Consiglio.
“Lo Stato non può permettersi di arretrare da un comparto che, per natura, richiede regolazione attiva. Le concessioni del Bingo sono in proroga dal 2014 con il mercato ormai contro qualsiasi norma comunitaria. Non sollecitiamo proroghe, sosteniamo il lavoro sulla materia dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che ne ha la competenza”. È il commento alle indiscrezioni che circolano nel settore del gioco pubblico da parte di Italo Marcotti, presidente di FederBingo Confindustria Sit e storico operatore di questo segmento dell’industry. Rumours confermati in parte dalla Presidenza del Consiglio che ha bloccato l’approdo della delega nel Cdm.
Marcotti fa il punto proprio sul riordino e sul Bingo d’Italia: “Il riordino del gioco fisico potrebbe non essere attuato e la scelta aprirebbe una questione che il settore considera, da tempo, prioritaria. Le concessioni del Bingo sono in proroga tecnica dal 2014. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con sentenza del 20 marzo 2025, ne ha dichiarato l’incompatibilità con il diritto eurounitario; il Consiglio di Stato ne ha tratto le conseguenze”.
Attenzione al gioco illegale che cozzerebbe con la contrazione del mercato tanto voluta da alcune posizioni politiche: “L’Osservatorio Data Room Nexus per AsTro Confindustria SIT stima il gioco online illegale in Italia in circa 20 miliardi di euro, con oltre 4,5 milioni di utenti attivi: un perimetro che assorbe la domanda che il presidio legale, contraendosi, non è più in grado di intercettare”.
Il gaming come le spiagge d’Italia? Anche per il presidente di FederBingo la situazione sembra simile ma con una differenza bella e buona: “Un raffronto merita di essere richiamato. Anche il comparto delle concessioni balneari è tenuto, in forza delle stesse norme europee, alla messa a gara delle concessioni. In quel comparto, le cronache documentano una persistente resistenza all’obbligo. Il settore del gioco pubblico, al contrario, chiede da anni l’avvio della procedura selettiva: è l’unico strumento giuridicamente sostenibile per ricostituire un quadro concessorio stabile”.
Cosa fare, quindi? “Federbingo Confindustria SIT non sollecita proroghe di favore né avanza proposte tecniche alternative sul distanziometro: la materia è di competenza dell’Agenzia Dogane e Monopoli che ha condotto un’istruttoria puntuale e basata sull’evidenza. Il settore riconosce il valore di quel lavoro e ne sostiene il recepimento. Il riordino che il settore sostiene non comporta un’espansione dell’offerta. Comporta il suo contrario: contrazione del numero dei punti vendita e degli apparecchi, requisiti tecnici più stringenti, presidi di sicurezza rafforzati, controlli più capillari, nuove entrate erariali. È la traiettoria coerente con un’effettiva politica di riduzione dei rischi.
Lo Stato non può permettersi di arretrare da un comparto che, per natura, richiede regolazione attiva”, ha concluso Italo Marcotti.







