Sulla strada dell’addio la presidente dell’Autorité Nationale des Jeux Isabelle Falque-Pierrotin ha chiarito alcuni aspetti della regolamentazione della Francia sul gioco online e sul grande assente, i casinò igaming.
Cambio al vertice nei giorni scorsi nell’Autorité Nationale des Jeux (Anj): Pascal Chevremont entra nella presidenza al posto di Isabelle Falque‑Pierrotin che ha lasciato la sua eredità con un peso importante sulle spalle del nuovo apice del gioco pubblico francese, la regolamentazione dei casinò online.
Parlando del mercato illegale dilagante in Francia, Jake Pollard, per Sbc, ha chiesto all’ex presidente Anj se fosse giunto il momento di regolamentare il settore dei casinò online? “Bisogna porsi la domanda, sarebbe disonesto negarlo. Tuttavia è necessario valutare alcuni aspetti fondamentali: è uno dei prodotti più coinvolgenti sul mercato, quindi se lo legalizzassimo dovremmo farlo all’interno di un quadro normativo molto rigoroso. Inoltre, legalizzare i casinò online non eliminerà il mercato illegale, come possiamo vedere con il mercato delle scommesse sportive online in Francia.”
Un altro tema che, però, ci pare superato, è quello delle entrate fiscali. Probabilmente gli introiti per l’erario transalpino sarebbero importanti ma nell’esagono ci sono 202 casinò terrestri francesi: quale sarà l’impatto? “Intanto l’impossibilità di sradicare completamente il mercato illegale non deve essere un motivo principale per opporsi alla regolamentazione del settore. Ma la decisione non è così semplice. Ci sono importanti questioni di salute pubblica da considerare e si tratterebbe di una decisione altrettanto importante quanto l’apertura del mercato nel 2010″, osserva Isabelle Falque‑Pierrotin.
Il ruolo del regolatore è fondamentale per contrastare i mercati illegali. Alcuni Paesi europei non aiutano in questo: “Bisogna trovare un equilibrio tra il mercato illegale e i vincoli imposti agli operatori legali. Ad esempio l’aumento delle tasse introdotto nei Paesi Bassi all’inizio del 2025 ha contribuito alla crescita degli operatori illegali che prendono di mira questo mercato. Un altro aspetto importante sono i pagamenti. Possiamo collaborare con il settore bancario a tal fine, ma non è detto che voglia agire secondo questa logica perché probabilmente porterebbe a ulteriori richieste da parte di altri settori. In molti mercati c’è una certa inerzia a cooperare su questo tema”.
In Francia esiste anche un tema di lobbying con i due ex operatori statali, FDJ e PMU che hanno limitato un po’ la concorrenza e, forse, anche i casinò online? In effetti Pollard fa notare che FDJ offre giochi che a tutti gli effetti sono prodotti da casinò online (sebbene con RTP molto più bassi) e questo potrebbe essere un blocco alla regolamentazione dei casinò online: “Non siamo l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. FDJ United è un operatore estremamente potente che genera metà dei ricavi del mercato (attraverso le sue attività di lotteria). La nostra unica preoccupazione è che agisca entro i limiti imposti dalla sua posizione di monopolio. Però adesso per entrambe le società, l’80% del fatturato proviene da giocatori anonimi. Di fatto, esisteva una zona grigia in cui minori o giocatori problematici potevano partecipare, a lotterie o corse di cavalli attraverso le reti di vendita al dettaglio di FDJ e PMU e adesso è stata eliminata”.
Ancora c’è qualcosa da ultimare per Falque‑Pierrotin per la quale, però, è stato ipotizzato un possibile ingresso in politica. Prima il lancio di un nuovo algoritmo Anj sulla gestione del gioco e poi il prosieguo del lavoro di canalizzazione che adesso è al 90% ed è superiore di quello di Germania e Olanda “e questo ha attratto molti operatori internazionali e siamo soddisfatti del lavoro svolto”, ha concluso.
Foto By Olivier Ezratty







