Presidenza Figc: un ruolo centrale per le scommesse nei programmi di Abete e Malagò

Giancarlo Abete e Giovanni Malagò hanno presentato i programmi inerenti alla candidatura per la presidenza Figc. Spazio anche alle scommesse sportive ritenute importanti per il rilancio del sistema calcio.

C’è spazio anche per le scommesse nei programmi presentati da Giancarlo Abete e Giovanni Malagò riguardo la loro candidatura alla presidenza della Figc (Federazione italiana giuoco calcio). L’assemblea è dunque convocata per lunedì 22 giugno presso il Rome Cavalieri Waldorf Astoria Hotel. Ecco i punti centrali in cui si parla del ruolo che le scommesse potranno avere per la crescita del sistema calcio.

Nel programma di Giancarlo Abete si fa subito riferimento “all’abolizione del divieto pubblicità e sponsorizzazioni per gli operatori delle scommesse con riferimento al Decreto dignità del 2 luglio 2018, eventuali e auspicati interventi collegati al recupero di risorse derivanti dalle scommesse debbono avere come riferimento terminale la Federazione per politiche mirate alla crescita dell’intero sistema come avvenuto per l’utilizzo degli utili fiscali, normativa venuta purtroppo meno al termine dell’anno solare 2024 e che è auspicabile possa essere reintrodotta con una sempre maggiore attenzione all’utilizzo della stessa in attività socialmente rilevanti, con particolare attenzione all’utilizzo dei giovani e allo sviluppo del calcio femminile”.

Inoltre si legge ancora che “la bozza del disegno di legge di riforma del calcio evidenzia peraltro la necessità di sostenere una realtà sociale sportiva e industriale importante all’interno del nostro Paese attivando maggiori entrate e riducendo i costi. Aldilà della individuazione di uno strumento non condivisibile per raggiungere tale obiettivo e cioè il commissariamento, si evidenziano in tale ipotesi di lavoro alcune aree che risultano fondamentali per sostenere la progettualità che deve partire dalla Federazione”. In primis si fa riferimento al “recupero dei diritti sui giuochi sportivi della ex quota delle schedine: sulle scommesse sportive legate al settore calcio da destinare alla Figc (ovvero il 2 percento di circa 16 miliardi)”.

Si parla anche dell’introduzione “di un tetto massimo delle percentuali riconosciute ai procuratori sportivi: contenimento dei costi che gravano sul sistema. A tali aree occorre rivolgere attenzione così come occorre rivolgere attenzione all’opportunità, venuta a mancare da 2018, di poter sostenere l’attività delle società di vertice con sponsorizzazioni mirate da parte degli operatori nell’ambito dei giochi e delle scommesse, dovendo essere la trasparenza e la legalità nell’ambito dei giochi e delle scommesse il faro di riferimento per il nostro sistema con appostazione di idonee risorse per combattere la ludopatia e i fenomeni connessi”.

Un pensiero analogo quello di Malagò che nel suo programma sottolinea: “L’importanza della sostenibilità del calcio italiano passa anche dalla capacità di proteggere e sviluppare le risorse di sistema. Diritti audiovisivi, contrasto alla pirateria, mercato delle scommesse, fiscalità sportiva e incentivi agli investimenti non sono dossier separati. Sono parti di una stessa politica industriale per il calcio. La pirateria audiovisiva sottrae valore a club, broadcaster, Leghe, investitori e, indirettamente, a tutto il movimento. L’introduzione della piattaforma Piracy Shield, attiva dal 1° febbraio 2024, ha rappresentato un passaggio importante, con la possibilità di blocco automatizzato di Fqdn e indirizzi Ip entro trenta minuti dalla segnalazione del titolare dei diritti”.

“La Figc dovrà sostenere un rafforzamento continuo di questi strumenti, favorendo cooperazione tra istituzioni, Agcom, Leghe, broadcaster e operatori tecnologici. Il tema delle scommesse sportive richiede una posizione istituzionale chiara. Secondo il Report Calcio, la raccolta delle scommesse sul calcio ha superato 16 miliardi di euro e il gettito erariale ha raggiunto livelli record. È legittimo aprire una riflessione sul recupero di una quota di risorse da destinare alto sviluppo del movimento. Se il calcio genera una parte rilevante del valore del betting, almeno una parte di quel valore deve tornare al calcio e alla sua sua funzione sociale. La fiscalità sportiva dovrà essere oggetto di un confronto con Governo e Parlamento”. Inoltre la riforma non “deve essere pensata come privilegio del calcio, ma come investimento in un settore che produce occupazione, gettito, inclusione e reputazione internazionale”.