Nell’atto parlamentare focus su wallet, piattaforme crypto, multiaccount e sistemi di ricarica dei conti gioco.
Le tecnologie digitali applicate al gioco online e alle scommesse finiscono nel mirino del Partito Democratico, che con un’interrogazione parlamentare presentata in Senato chiede al Governo un rafforzamento delle misure contro riciclaggio ed evasione fiscale nel comparto del gaming digitale.
L’atto, firmato dai senatori Tajani, Camusso, Losacco, Malpezzi, Casini, Manca, Mirabelli, Alfieri, Rojc, Verducci, Bazoli, Verini, Giacobbe, Rossomando, Giorgis, Nicita, D’Elia e Rando, sottolinea come “il macrosettore delle tecnologie applicate alla speculazione sull’incertezza è in continua e rapida evoluzione” e come “la normativa di contrasto al riciclaggio e all’evasione fiscale fatica a tenerne il passo”.
Nell’interrogazione viene richiamata la “prima relazione sul settore dei giochi pubblici” relativa al 2025, che fotografa la crescita del comparto in Italia. Secondo i dati riportati nel documento, la raccolta complessiva avrebbe raggiunto i 164,6 miliardi di euro, con un incremento del 4,55 per cento rispetto al 2024. Oltre 90 miliardi sarebbero riconducibili al gioco online, pari a circa il 58 per cento della raccolta totale. Nel 2025 sarebbero inoltre stati aperti 6,2 milioni di conti gioco, mentre le entrate erariali avrebbero raggiunto gli 11,4 miliardi di euro.
I senatori richiamano poi i rilievi dell’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia, secondo cui il settore del gioco online presenta criticità connesse all’alimentazione dei conti di gioco tramite carte prepagate ricaricate in contanti e intestate a soggetti collegati. Nel testo si parla inoltre di “carenze nella verifica delle anomalie” relative agli strumenti di pagamento e di uno “scarso coinvolgimento” dei punti vendita nella segnalazione di operazioni sospette.
L’interrogazione richiama anche l’articolo 13, comma 5, del decreto legislativo 25 marzo 2024, n. 41, relativo al riordino del settore dei giochi. La norma prevede limiti stringenti all’utilizzo del contante nelle ricariche effettuate presso i punti vendita, stabilendo che oltre la soglia complessiva settimanale di 100 euro possano essere utilizzati soltanto strumenti di pagamento tracciabili e già validati dal concessionario.
Secondo i firmatari, alcuni operatori avrebbero però introdotto sistemi basati su carte nominative di ricarica, wallet interni o strumenti analoghi che rischierebbero di aggirare la ratio della norma. Nell’atto si legge infatti che “il semplice tracciamento contabile interno da parte del concessionario non appare sufficiente a garantire la conformità alla normativa antiriciclaggio laddove l’alimentazione delle operazioni avvenga con fondi cash based”.
Ampio spazio viene dedicato anche alle piattaforme di mercato predittivo, considerate prive di una regolamentazione specifica e non autorizzate dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli. I senatori evidenziano che molte di queste piattaforme richiedono soltanto il collegamento di wallet crypto, consentendo di movimentare capitali “senza alcun controllo”. Tra i casi citati compare Polymarket, oscurata dall’Adm nell’ottobre 2025 e oggi raggiungibile dagli utenti italiani in modalità “sola consultazione” dopo un ricorso al Tar.
Nel mirino finiscono inoltre matched betting, surebet e multiaccount. L’interrogazione sottolinea come tali attività, se svolte occasionalmente su operatori con concessione Adm, risultino lecite, ma possano trasformarsi in attività continuative e organizzate capaci di generare redditi sottratti agli obblighi fiscali.
Particolare attenzione viene dedicata alla pratica del multiaccount, cioè l’utilizzo di più conti gioco intestati a familiari o prestanome per aggirare le limitazioni imposte dai bookmaker. Una condotta che, secondo i firmatari, rischia di favorire intestazioni fittizie e fenomeni di riciclaggio.
Con l’interrogazione, i senatori chiedono quindi al Governo quali iniziative intenda adottare, anche insieme ad Adm e Uif, “per garantire la piena tracciabilità dei flussi di ricarica dei conti di gioco ed evitare fenomeni elusivi, distorsioni concorrenziali e rischi di riciclaggio nel settore del gioco pubblico”.







