Secondo l’Avvocato generale UE la legge maltese che blocca le sentenze estere viola le regole europee.
La normativa introdotta da Malta per proteggere gli operatori del gioco online finisce sotto la lente dell’Unione europea. L’Avvocato Generale della Corte di giustizia Ue, Nicholas Emiliou, ha espresso forti dubbi sulla compatibilità della legge con il diritto europeo.
La disposizione, introdotta nel 2023, consente ai tribunali maltesi di rifiutare il riconoscimento e l’esecuzione di sentenze emesse in altri Stati membri contro operatori con licenza maltese, quando queste si basano sull’illegittimità dei servizi offerti all’estero.
Il caso è stato sollevato da un tribunale austriaco nell’ambito di una controversia sulla responsabilità professionale di un avvocato. Secondo l’Avvocato Generale, tuttavia, la richiesta di chiarimento alla Corte Ue potrebbe essere inammissibile, poiché il nodo centrale della causa riguarda la valutazione della condotta del legale e non direttamente la validità della normativa.
Nel merito, però, l’analisi è netta: una misura di questo tipo appare incompatibile con il regolamento europeo “Bruxelles I bis”, che stabilisce il principio del riconoscimento reciproco delle decisioni giudiziarie tra Stati membri. In linea generale, una sentenza emessa in un Paese dell’Unione deve poter essere riconosciuta ed eseguita anche negli altri.
Secondo Emiliou, Malta non può invocare la clausola di ordine pubblico per giustificare il rifiuto automatico di tali decisioni. Le autorità nazionali non possono rimettere in discussione il modo in cui un altro Stato membro ha applicato il diritto dell’Unione.
L’opinione chiarisce anche un altro aspetto: il possesso di una licenza rilasciata da Malta non consente agli operatori di offrire liberamente servizi in tutta l’Unione. Ogni Stato membro mantiene infatti la competenza di disciplinare il gioco sul proprio territorio e può imporre limiti o divieti.
La norma maltese, osserva infine l’Avvocato Generale, risponde anche all’esigenza di proteggere un settore considerato strategico per l’economia nazionale. Tuttavia, le possibili conseguenze economiche negative non giustificano deroghe ai principi fondamentali del diritto europeo.
L’opinione non è vincolante, ma rappresenta un passaggio importante in vista della decisione della Corte di giustizia, attesa nei prossimi mesi. Una sentenza che potrebbe incidere in modo significativo sul quadro normativo del gioco online in Europa







