Gioco, Vaccari: ‘Il futuro dello sport non sia legato all’azzardo’

Vaccari interviene sul legame tra sport e gioco d’azzardo: “Un futuro sempre più legato tra i due mondi restituisce una prospettiva che riteniamo inaccettabile e che impone una riflessione seria e responsabile da parte delle istituzioni e del mondo sportivo”.

 

“Dopo le posizioni già espresse da Malagò e da altri rappresentanti del mondo sportivo, anche il presidente Petrucci si unisce al fronte di coloro che individuano nell’azzardo una presunta soluzione ai problemi finanziari del calcio, del basket e dello sport in generale. Le proposte avanzate, dalle quote dedicate alla destinazione della raccolta delle scommesse allo sport, fino alla revisione delle norme sulle sponsorizzazioni legate al betting e alla cancellazione del divieto di pubblicità introdotto dal decreto dignità, delineano una visione che desta forte preoccupazione”. Così il deputato dem e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari, coordinatore dell’Intergruppo parlamentare per la sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo.

“Non sembrano bastare – aggiunge – i dati impressionanti sulla raccolta, che ha raggiunto i 164 miliardi di euro, né le evidenti conseguenze sociali e sanitarie che questo settore genera: difficoltà economiche, indebitamento, usura, infiltrazioni criminali e fenomeni di riciclaggio. Tutto ciò si inserisce in un contesto in cui una quota significativa di cittadini e famiglie vive in condizioni di povertà o vulnerabilità, mentre i salari continuano a perdere potere d’acquisto. Siamo di fronte a una situazione paradossale. Un fenomeno di tali dimensioni rispetto al quale i massimi dirigenti dello sport italiano sembrano voltarsi dall’altra parte, eludendo le proprie responsabilità nella gestione di un sistema in evidente difficoltà. A questo si aggiunge il tema dell’invarianza del gettito erariale, fermo a circa 11,4 miliardi di euro nel 2025, nonostante un aumento della raccolta di circa 8 miliardi. Un elemento che evidenzia le incongruenze già segnalate dalla Corte dei Conti nel 2024, tra i volumi di gioco, le entrate effettive per lo Stato e i costi sociali generati da giochi e scommesse. Proseguire su questa strada – conclude – significa immaginare un futuro dello sport sempre più legato all’azzardo, una prospettiva che riteniamo inaccettabile e che impone una riflessione seria e responsabile da parte delle istituzioni e del mondo sportivo”.