Egp-Fipe commenta le recenti ricerche sul gioco minorile, sottolineando l’importanza di rendere più chiara la distinzione tra legale e illegale.
È necessario rafforzare la tutela dei minori, rendere più chiara la distinzione tra legale e illegale e sviluppare strumenti di prevenzione condivisi. Questa la posizione di Egp-Fipe, nei commentare i risultati delle due ricerche presentate a Napoli ieri 16 aprile, dalle quali emerge come nel capoluogo campano il gioco con vincita in denaro tra i minori è un fenomeno tutt’altro che marginale: il 34% dei ragazzi tra i 15 e i 17 anni dichiara di aver giocato almeno una volta nell’ultimo anno, nonostante il divieto. Il dato cresce fino al 38% nelle aree socio-economicamente più fragili, ma il fenomeno attraversa l’intera città e non resta confinato a singoli contesti.
Egp-Fipe dichiara: “Il rischio cresce dove si indeboliscono prevenzione, controllo e consapevolezza”, e sono dunque importanti presìdi di legalità riconoscibili e una responsabilità operativa diffusa.
Particolare attenzione l’associazione pone al digitale e alla necessità di intervenire nei contesti più esposti, affiancando alle misure di controllo percorsi educativi e opportunità di socializzazione alternative.
Il quadro che emerge dalle ricerche dell’Università degli Studi di Napoli Federico II (Dipartimento di Scienze Sociali) e Noto Sondaggi, conclude Egp- – è quello di un fenomeno complesso, radicato nei contesti sociali e relazionali. Una realtà che richiede risposte altrettanto articolate, capaci di tenere insieme prevenzione, educazione e presidio del territorio.
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