All’Affiliate Connect di Ige 2016 Michael Caselli invita a una riforma collaborativa del settore del gioco: ‘Serve un ecosistema sostenibile e meno pregiudizi sul ruolo degli affiliati’
“L’Italia può rafforzare il proprio ruolo nel mercato globale dell’iGaming senza aumentare la pressione fiscale, puntando invece su una regolamentazione più moderna e collaborativa.” È il messaggio lanciato da Michael Caselli, rappresentante di Clarion, intervenuto all’Italian Gaming Expo & Conference che si è svolto al Salone delle Fontane.
Secondo Caselli, il mercato italiano “ha già dimostrato il proprio potenziale, generando oltre un miliardo di euro di entrate dirette nell’ultimo anno, a cui si aggiungono centinaia di milioni di euro da altre componenti. Tuttavia, per crescere ulteriormente, è necessario un cambio di approccio da parte di istituzioni e regolatori”.
“Il segreto non è aumentare le tasse – ha spiegato – ma costruire una legislazione collaborativa che tenga conto del contributo degli esperti e sfrutti al meglio tecnologia e competenze per rafforzare il mercato regolamentato”.
Nel dibattito si inserisce anche il tema delle risorse per lo sport: la Serie A ha indicato un potenziale contributo tra i 100 e i 150 milioni di euro annui dal settore, mentre il ministro per lo Sport Andrea Abodi e la Figc hanno recentemente aperto alla possibilità di una riforma.
Uno dei punti più critici evidenziati da Caselli riguarda il ruolo degli affiliati, spesso al centro di un acceso dibattito pubblico: “In Italia esiste un problema di percezione – ha sottolineato Caselli – il termine affiliato è diventato sinonimo di sfruttamento delle lacune normative, ma questa visione è riduttiva”.
Secondo i dati citati, circa il 60% dell’acquisizione di nuovi giocatori avviene attraverso il performance marketing di terze parti. Una dinamica che, complice il divieto di pubblicità, ha alimentato diffidenza e spinto parte del dibattito politico verso ipotesi restrittive.
Caselli ha però ribaltato questa narrazione: “Gli affiliati di qualità non aggirano le regole, ma portano innovazione, testano prodotti, migliorano l’efficienza del mercato e contribuiscono alla fidelizzazione dei giocatori”.
In quest’ottica, gli affiliati possono rappresentare un alleato strategico per rafforzare il canale legale, sostenere i principali operatori e contrastare il mercato non autorizzato, aumentando al tempo stesso il contributo complessivo del settore all’economia italiana.
Da qui l’appello a un confronto strutturato tra tutti gli stakeholder prima di qualsiasi intervento normativo. “Le decisioni devono basarsi su fatti e non su percezioni errate – ha concluso –. L’Italia ha le carte in regola per diventare un leader globale dell’iGaming, ma serve un ecosistema equilibrato, sostenibile e capace di valorizzare tutti gli attori coinvolti, inclusi gli affiliati”.







