All’Italian Gaming Expo & Conference si parla del futuro del punto vendita dopo il riordino. Focus sull’innovazione, la digitalazzazione e la sostenibilità.
Roma – “Da anni ci siamo chiesti se il futuro del gaming fosse online o retail, ma probabilmente allo stato attuale e con i modelli odierni la vera domanda è come deve evolvere il punto di vendita fisico in un mercato dove l’online cresce spinto dalle scelte dei consumatori. Siamo in una situazione dove i due canali convivono. La crescita dell’online che si attesta a 5,6miliardi di euro mantiene una posizione allineata alla media dei mercati europei. Oltre il 70 percento della spesa sul gioco avviene attraverso operatori multi channel che si muovono dunque nel canale retail e online. L’online registra un tasso di crescita doppio rispetto a operatori puramente online, i brand che integrano questi aspetti in modo coerente sono quelli che registrano la maggiore crescita che non riguarda solo il settore del gioco”.
Così Mauro De Fabritiis, founder Mdf partner introduce la tavola rotonda “Il nuovo punto vendita del gaming dopo il riordino: tra innovazione, digitalizzazione e sostenibilità” che si svolge oggi mercoledì 15 aprile all’Italian Gaming Expo & Conference al salone delle Quattro fontane.
A prendere la parola per primo è ancora una volta Antonio Giuliani di Adm che spiega: “L’integrazione tra fisico e online è o dovrebbe essere il futuro e va accompagnata da una giusta normativa. L’ipotesi che si possa arrivare nel breve o medio termine a una concessione e a una modalità di raccolta in particolare di scommesse multicanale è senza dubbio una sfida. Ora ci sono analisi in cui si afferma che la muticanalità sarebbe sicuramente un beneficio per il mercato perché aumenta l’esperienza dei giocatori, i servizi e anche l’assistenza. Si parla di gioco responsabile solo per l’online e invece non immaginiamo chi continua a giocare sul fisico dove si può effettuare con il personale di sala e con la formazione di chi ha un rapporto diretto con l’utente. Ci sono aspetti dell’online che danno maggiore sicurezza e viceversa e se li mettiamo insieme potremmo riuscire ad avvantaggiarci degli strumenti dell’uno e dell’altro colmando le lacune”.
Cristiana Manzaro, costumer value management director di Sisal puntualizza “Il futuro è un ecosistema integrato tra online e retail. L’online ha il privilegio della comodità di accesso e offre la grande possibilità di analizzare il comportamento dei clienti, il reatail offre la dimensione umana e l’aspetto sociale, con al possibilità di stabilire relazione. Il retail sta diventando sempre di più un punto di incontro e assistenza perché grazie alla digitalizzazione dei terminali il titolare del punto vendita non accetta solo scommesse ma diventa un consulente che fornisce assistenza. Questi due mondi devono integrarsi e seguire il cliente. Un esempio è il nostro programma fedeltà in Sisal che permette id raccogliere punti sull’online e anche sul retail, ma in questo caso soltanto con il betting. Questo ci permette anche di valutare il comportamento del consumatore. La personalizzazione dell’online è un grande vantaggio”.
Giuliano Guinci, public affairs sustainability & Retail operations director di Eurobet sottolinea che “il mondo del gioco è multicanale e in Italia lo sviluppo dell’online è stato favorito dalle nostre reti di vendita che hanno superato lo scetticismo iniziale. Al centro c’è sempre il cliente e la sua esperienza. Oggi i nostri partner territoriali capiscono che il primo bisogno è quello del cliente che vuole vivere un’esperienza di gioco in maniera libera”. Guinci evidenzia anche che il mercato dell’online italiano “è fortemente sostenuto dal retail per cui si parla di un settore già multicanale. Per questi non bisogna alzare degli steccati e bisogna lavorare affinché questi mondi si parlino in una maniera ordinata e regolamentata. Dobbiamo farlo bene soprattutto per i nostri clienti.”
Simone Occhiuzzi, digital director di Lottomatica aggiunge che “dieci anni fa l’incidenza dell’online era minore. Oggi una giocata su quattro arriva invece dai servizi digitali, ma la popolazione dell’online dichiara anche di giocare all’interno dei punti vendita. Io penso che a guidare il mercato nei nei prossimi anni sarà l’integrazione di questi due mondi che già sta andando in questa direzione. Vincerà chi riuscirà a gestire questa esperienza al meglio”.
A parlare subito dopo è Marco Castaldo, Ceo di Microgame che puntualizza: “Il mercato si muove più velocemente della regolamentazione., L’industria ha pertanto il dovere di lanciarsi e trovare le soluzioni richieste dal business. Ora servono entrambi le concessioni per l’attività multicanale. La domanda che dobbiamo porci è a cosa servirà il punto vendita. Se immaginiamo un consumatore indicato dalle abitudini, bisogna immaginare una capacità di fruizione che sia coerente con gli utenti storici e soprattutto con quelli nuovi. In secondo luogo bisogna immaginare come sopravvivrà il punto vendita. Il tema dell’intrattenimento, dei valori tipici di un’attività presenziale sono necessari per alcuni strumenti ma non rispondono alla domanda su come sopravvivrà il punto vendita che per farlo deve abbracciare il digitale e dotarsi di funzionalità nuove”.
Stefano Sestili, chief online business, Global Starnet aggiunge che “un concetto fondamentale è che non si vende un prodotto ma un pacchetto. Noi abbiamo circa 500 sale vlt, i giochi sono gli stessi ma vanno bene o male a seconda della sala perché diventa fondamentale tutto quello che ci sta intorno. Il giocatore alla fine compra un intrattenimento che è fatto di tanti aspetti tra cui anche la socialità. Quindi l’integrazione di questi due concetti, ovvero il pacchetto e l’intrattenimento sono fondamentali e vanno oltre l’idea di un singolo prodotto”.
Secondo Fabio Molinari, Italy country dircetor di Egt “la cosa più importante è stata la trasformazione del concessionario a operatore. In realtà i numeri ci dicono che se si opera solo in concessione si crea la fiducia e il giusto impatto per farsi seguire dal giocatore, grazie anche alle tecnologie che oggi aiutano”.
Ultimo a intervenire è Alessio Bulzoni, head of sales engeneering, Tinexta Infocert che ha ragionato sull’evoluzione dei consumatori. A proposito spiega che “Infocert come primario fornitore di servizi online, offre piattaforme di identità digitali che sono un accesso e veicolo privilegiato per i servizi digitali. Sull’online non si può prescindere dall’identità digitale per una questione di sicurezza. L’obiettivo dunque è spostate le tecnologie digitali anche nel mondo fisico e a proposito ci aiuterà l’introduzione del wallet di identità perché bisogna mettere insieme una sicurezza forte e una fruizione semplice anche nel punto vendita. Quello che vediamo come sfida possibile è mettere insieme esigenze normative, sicurezza e accessibilità per tutti”.






