Con l’introduzione dell’Associazione Bancaria Italiana a Ige Roma 2026 si è parlato di tracciabilità e sicurezza dei pagamenti nel gaming italiano.
Roma – Barbara Pelliccione, responsabile dei sistemi di pagamento di Abi, Associazione Bancaria Italiana, ha introdotto la terza tavola rotonda di Italian Gaming Expo and Conference Roma 2026, sulla tracciabilità e sicurezza dei pagamenti nel gaming italiano. Nel suo keynote speech ha parlato del uovo sistema dei pagamenti, attori, tecnologie e nuove frontiere. “Il sistema di pagamenti è molto articolato, complesso e molto regolamentato oltre che in evoluzione. Le nuove tecnologie consentono canali innovativi e la clientela cambia molto a seconda delle esigenze che ha e che manifesta. Come associazione trattiamo i dati in maniera ufficiale ma non sempre le istituzioni sono aggiornatissime.
L’Italia continua a preferire il contante presso il punto vendita e principalmente per i piccoli importi. Lo scontrino medio di acquisto per i pagamenti online, però, è di circa 40 euro per cui la tenenza cresce non solo per piccoli importi. Tuttavia rispetto al 2019-2022 la tendenza si sta invertendo. Non è una fotografia statica, l’Italia è in rapida accelerazione e stiamo aumentando in maniera superiore al dato medio europeo, la ricerca di utilizzo di altri strumenti di pagamento digitali. Il sorpasso nel 2025 comunque c’è stato con una maggioranza di utilizzo di carte di debito e credito per il 74%, poi c’è il bonifico anche istantaneo che come associazione abbiamo voluto fortemente e il residuo assegni e altri sistemi.
La tracciabilità è fondamentale come presidio di legalità. Per fasce d’età le abitudini di pagamento sono confermate con 80% di metodi tracciati nella prima fascia dei più giovani e si scende al 74% per gli over 50. Post Covid-19 c’è stato un più 52% per 4.6 miliardi per i pagamenti digitali. Aumentano le carte di credito e scendono le scratch card.”
Luca Turchi, direttore dell’ufficio Controlli giochi dell’Agenzia dogane e monopoli, ha evidenziato che “il mondo dell’online è in una fase di trasformazione e abbiamo un’idea di quello che può essere il punto d’arrivo. C’è una base di partenza, la legge 111 del 2023, che ha dato il via alla nuova era del mondo del gioco che per l’online si è estrinsecata con il decreto legislativo 41 del 2024 che ha dato uno scossone alla riorganizzazione precedente”. Per quanto riguarda la riorganizzazione del gioco online Turchi sottolinea che “siamo passati da una fase di frammentazione della disciplina del settore a una normativa unitaria. È chiaro che la nostra normativa sul gioco a distanza dal punto di vista dei pagamenti va in sinergia con il decreto legislativo 231 mentre sul tema dell’antiriciclaggio siamo in una fase di trasformazione”.
Altro punto cruciale riguarda il divieto di trasferibilità del titolo: “É giusto che singoli concessionari e le associazioni dei concessionari stiano già ragionando sulle modalità per consentire una maggiore facilità nei pagamenti”. A proposito del tema dei cento euro di ricarica settimanale, il direttore ha spiegato che l’amministratore “sta condividendo le sue idee con la Guardia di Finanza, Uif e Mef per fare in modo che il decreto che dovrà uscire sia condiviso con le pubbliche amministrazioni. È chiaro che spetta ai concessionari fare un grande sforzo che dal canto loro stanno sviluppando le capacità tecnologiche necessarie per permettere il rispetto di questi paletti. Alcuni di loro hanno già presentato a organismi di verifica le loro piattaforme per essere approvate”.
Luca Turchi conclude l’intervento spiegando che “stiamo lavorando sul protocollo di comunicazione: sul sito è in bozza la versione 3.2. Nella versione precedente abbiamo implementato circa 40 nuovi messaggi per garantire la comunicazione delle informazioni sulla movimentazione dei conti gioco. Il nostro focus è anche sulla tutela del giocatore e sull’autoesclusione. Probabilmente a novembre ci sarà il passaggio a un ulteriore upgrade con introduzione della gestione dei saldi Invito tutto gli operatori a velocizzare l’attività”.
Daniele Bonanni, Responsabile Area Sistemi e Servizi per i Giochi di Sogei ha portato come contributo all’analisi una serie di dati molto preziosi: “Nel gioco a distanza l’anagrafe dei conti gioco è centrale e tiene traccia di tutti i contratti aperti dall’inizio alla fine. I flussi finanziari sono perfettamente riprodotti, dai versamenti ai prelievi alle giocate sempre nel rispetto della privacy. Nel 2025 13,3 miliardi di ricariche per 340 milioni di operazioni. Il rapporto tra numero delle ricariche è interessante: il 5% coprono il 40% degli importi totali raccolti. Quelle sui 100 euro garantiscono 5,4 miliardi.
Alessia Cassetta, capo divisione Settori Speciali, Unità di Informazione finanziaria, Banca d’Italia aggiunge che “la quantità di denaro che circola nel settore del gioco è rilevante e l’antiriciclaggio è uno strumento di tutela importante per operatori e giocatori. Uno strumento ben compreso perché rispetto alle 360mila segnalazioni del 2025 più di diecimila vengono dal giogo e due terzi dall’online. Il motivo di sospetto è legato spesso al mezzo di pagamento e in merito alle segnalazioni che vi vengono sottoposte, effettuiamo analisi finanziare che riscostruiscano l’origine dei mezzi di pagamento ritenuti sospetti con gli strumenti a nostra disposizione. Tutto questo avviene quando l’operatore ci ha fatto la segnalazione perché ha ritenuto alcune azioni incoerenti”.
Nel suo intervento Roberto Russo, online gaming operazione director di Codere Italia, ha parlato di equilibrio: “Per noi, con la nostra storia ultraventennale, pensiamo che con una regolamentazione ben definita si riesca a programmare meglio e a fare business. Noi come concessionario abbiamo sempre cercato di dialogare con il regolatore portando le nostre idee e trovando un punto di caduta migliore per la filiera intera. Siamo in attesa di capire questo momento del riordino, siamo in fase di analisi. Il nodo principale è l’equilibrio tra la tutela del giocatore e la tutela del comparto che è un comparto sensibile, con al centro la sicurezza. La tracciabilità dei fondi finanziari diventa certamente fondamentale, secondo Codere è cruciale l’adeguata verifica he viene prima di tutto. La tecnologia, l’Ai in prima linea, ci deve aiutare, ma va usata bene. La tecnologia ci deve supportare a ridurre il gap esistente, per costruire un rapporto di tracciabilità, sicurezza e fiducia con il giocatore”.
Il percorso di AdmiralPay lo traccia il Ceo Raffaele Gnazzi: “Abbiamo ideato un wallet per il giocatore che prevede un conto con Iban italiano, c’è anche il profilo di rischio del soggetto in questione. Inoltre convenzioniamo i Pvr e apriamo un conto anche a loro e al concessionario. Questo secondo noi è il modo corretto per interpretare la riforma, perché c’è identificazione. Il giocatore quando ricarica deve essere identificato”.
Giuliano Guinci, Soustenability and Retail Operation Director Eurobet Entain Italia ha parlato delle riforme e della grande opportunità che il settore ha davanti a sé: “Dopo tanti anni il settore ha una banca dati enorme e completamente tracciata. Siamo all’avanguardia, facendo parte ora di un gruppo internazionale posso affermare che l’Italia è avanti rispetto a tanti altri Paesi. Dobbiamo trovare maggiore equilibrio nelle regole e nel strumenti. Per me il cliente è unico e non riesco più a vedere la suddivisione per canali, anzi, pensando al contrario faremmo un danno al settore. Il giocatore è al centro con le sue esigenze e le sue problematiche.
Dobbiamo raggiungere la completa tracciabilità e lo possiamo fare tramite una rete professionale, professionalizzata e certificata dalle principali istituzioni. Abbiamo una grande opportunità e sfruttiamola. È il momento delle riforme e sappiamo che segneremo i prossimi 20 anni, facciamo il meglio per tutti”.
Claudio Castellani, presidente di OnShop ha spiegato i sistemi della sua azienda a livello di riconoscimento e tracciabilità profonda delle ricariche e degli utenti: “Il mondo del Fintech è molto effervescente e in continua evoluzione. Dobbiamo capire fino a quando regolare e se farlo in maniera troppo rigida. Chi fa innovazione e non è residente sul territorio italiano potrebbe fagocitare il settore. Meglio lasciare maggiore flessibilità proprio per gli operatori di casa nostra.
Seguire la libera circolazione dei beni non paga nel contrasto all’illegalità. Se noi normiamo la parte di collocamento che è una delle fasi potenziali del riciclaggio e ci rendiamo conto prima che lo spenda, da quel punto in poi riusciamo a dire che la tracciabilità è garantita. Partire da lì è utile per fornire una barriera forte all’ingresso.
Noi siamo un voucher acquistabile in contanti sui punti vendita e ricarica ma abbiamo un protocollo di riconoscimento diretto dei clienti nel nostro sistema prima di poter essere operativo. Se l’account MyOnShop non è verificato tramite Spid o un partner di riconoscimento col selfie, non può andare avanti. E questo ecosistema, che non è un ewallet in senso stretto, termina nella fase finale più elevata perché risponde al protocollo full lock che se non verifica il soggetto che ricarica e il titolare del conto gioco blocca qualsiasi transazione. Oltre al riconoscimento a monte dell’utente nel MyOnShop.”






