Svezia, stretta sui casinò: via le deroghe antiriciclaggio

Dal 1° settembre 2026 obblighi Aml estesi ai casinò fisici: più controlli e verifiche sui clienti in Svezia.

La Svezia imprime una nuova accelerazione alla lotta contro il riciclaggio di denaro nel settore del gioco. L’Autorità nazionale di regolazione, la Spelinspektionen, ha deciso di eliminare le deroghe che finora alleggerivano gli obblighi antiriciclaggio per i casinò commerciali, estendendo anche a queste realtà le regole più stringenti già applicate ad altri operatori del comparto.

La modifica normativa, che entrerà in vigore dal 1° settembre 2026, nasce da una rivalutazione del rischio condotta dall’Autorità svedese. Secondo l’analisi aggiornata, i casinò fisici non possono più essere considerati a basso rischio sotto il profilo del contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo. Di conseguenza, dovranno adottare procedure rafforzate di adeguata verifica della clientela, sistemi interni di controllo più rigorosi e meccanismi di monitoraggio delle operazioni sospette.

Il provvedimento segna un passaggio importante nel percorso di uniformazione degli standard di vigilanza tra gioco online e offline. Con la fine delle esenzioni, il quadro regolatorio diventa più omogeneo e punta a chiudere eventuali margini di vulnerabilità nel sistema. Contestualmente, viene eliminato anche il riferimento ai casinò statali, categoria che non trova più riscontro nell’attuale assetto del mercato svedese.

La decisione conferma l’orientamento della Svezia verso un modello di supervisione sempre più allineato alle direttive europee in materia di antiriciclaggio. Negli ultimi anni il regolatore ha intensificato controlli e interventi sanzionatori, segnalando la volontà di rafforzare la trasparenza del settore e prevenire utilizzi distorti delle attività di gioco.

In un contesto in cui la normativa Aml è oggetto di progressivo rafforzamento a livello comunitario, la mossa di Stoccolma si inserisce in una strategia più ampia di prevenzione dei rischi finanziari. Per gli operatori terrestri si apre ora una fase di adeguamento, con investimenti necessari in compliance e formazione, in vista dell’entrata in vigore delle nuove disposizioni.