Il ministero dell’Economia e delle Finanze intenzionato a chiudere entro fine gennaio la predisposizione dello schema di decreto legislativo di riordino del gioco fisico.
Ritmi serrati con un obiettivo e un mandato ben chiari: chiudere la partita del riordino del gioco fisico entro il 31 gennaio. O almeno, chiudere la fase di interlocuzione con le Regioni e di redazione dello schema di decreto legislativo previsto dalla legge Delega in materia fiscale, per poi avviare le fasi successive: dall’arrivo del testo in consiglio dei ministri all’intesa in Conferenza unificata ai necessari passaggi parlamentari in vista del sì finale del Cdm al testo.
Sono giorni di lavori serratamente e concretamente in corso, in casa Agenzia delle dogane e dei monopoli. Secondo quanto apprende Ige Magazine da fonti istituzionali, il ministero dell’Economia e delle Finanze ha dato come deadline la fine del mese per la stesura definitiva del testo, un’accelerazione che risponde a diversi obiettivi, i principali dei quali sono certamente il rispetto della proroga concessa dal Parlamento, nel prolungare i tempi di attuazione della Delega (fino ad agosto 2026), ma anche il rendere tecnicamente possibile l’emanazione del bando per il rinnovo delle concessioni di gioco fisico.
Si stima che l’intera gara per il comparto fisico, che abbraccia scommesse, bingo e apparecchi da intrattenimento, possa generare una base d’asta complessiva di circa 2,5 miliardi di euro, con conseguenze evidentemente positive anche per le casse dello Stato.
Prima, però, c’è appunto da mettere a punto il testo finale, mettendo nero su bianco cosa si vuole fare in merito al distanziometro “unico” sull’intero territorio nazionale, questo uno dei temi più dibattuti anche se non certo l’unico. Lo schema del Mef, come noto, propone una distinzione basata sulla qualità del punto vendita: la distanza minima dai luoghi sensibili sarà fissata a 100 metri per gli esercizi certificati, mentre salirà a 200 metri per quelli non certificati,
Altre riflessioni sono in corso, sulla base dei “paletti” fissati con la Delega, per quanto riguarda l’innalzamento dei livelli di sicurezza e protezione per i consumatori, a iniziare da limiti di puntata più severi e proseguendo con sistemi di autoesclusione per i soggetti a rischio, obblighi informativi trasparenti e percorsi di formazione qualificata per tutto il personale di sala.
Non ultimo, il tema del conferimento di parte del gettito erariale dal gioco agli enti locali, dopo la previsione degli 80 milioni di euro una tantum, per il 2026, di quello derivante dagli apparecchi da intrattenimento alle Regioni. La misura è inserita nella legge di Bilancio 2026 ma nel riordino potrebbe trovare spazio una più strutturale, come una devoluzione del 5 percento.
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