Catania, maxi sequestro a soggetto vicino a clan mafiosi per attività di gioco illegale

Maxi operazione a Catania, nell’ambito di “Revolution Bet” e “Crypto”. 

I finanzieri del Comando Provinciale di Catania hanno dato esecuzione, con il supporto del Comando Provinciale di Gorizia e, previo coinvolgimento dell’Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale (Eurojust), in collaborazione con l’Autorità Giudiziaria rumena, al provvedimento con cui il Tribunale di Catania – Sezione Misure di Prevenzione ha disposto il sequestro del patrimonio riconducibile a un uomo, già collaboratore di giustizia, risultato su base indiziaria contiguo sia alla famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano che al clan Cappello-Bonaccorsi.

Il provvedimento di prevenzione ha colpito attività economiche, beni mobili e immobili, conti correnti, somme in contanti situati in Italia, nelle province di Catania, Siracusa e Gorizia, e in Romania, nelle città di Bucarest e Pitesti, del valore complessivo di oltre 40 milioni di euro.

In primo luogo, ferma restando la presunzione d’innocenza dell’indagato valevole ora e fino alla condanna definitiva, l’uomo è stato condannato nel 2020 e nel 2022 alla pena complessiva della reclusione di circa 7 anni per il suo ruolo di organizzatore di un’associazione a delinquere dedita alla commissione di plurimi delitti di esercizio abusivo di attività di gioco e scommesse, truffa aggravata ai danni dello Stato, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio e riciclaggio dei proventi illecitamente accumulati, con l’aggravante di aver agevolato il gruppo Placenti del quartiere etneo di Lineri, articolazione della famiglia mafiosa Santapaola-Ercolano, e il clan Cappello-Bonaccorsi nell’infiltrazione occulta di Cosa Nostra catanese e del sodalizio mafioso dei Cappelloti nel mercato illegale dei giochi e scommesse a distanza, nella diffusione in agenzie di scommesse e Centri trasmissione dati (Ctd) ubicati nel territorio siciliano dei suddetti prodotti di gioco illegali in modo occulto ed in parallelo a quelli legali, con il conseguente controllo delle predette attività economiche.

L’attività si pone a completamento delle investigazioni svolte dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-finanziaria di Catania nell’ambito delle operazioni convenzionalmente denominate “Revolution Bet” e “Crypto” che hanno consentito, unitamente ad altre evidenze giudiziarie, di inquadrare Lanzafame come “soggetto socialmente pericoloso” e pertanto di valutarne l’applicazione delle misure di prevenzione patrimoniali previste dal Testo Unico Antimafia (d.Igs. n° 159/2011).