L’analista di gaming Mauro Natta sottolinea l’importanza di disporre di dati adeguati a comprendere il trend dei casinò italiani.
di Mauro Natta
Onestamente non saprei come definire quanto segue che, in altri termini, è il risultato di una anormalità che da parecchio tempo mi sforzo, al momento senza tangibili riscontri, di segnalare, che la continua comunicazione degli introiti totali del mese appena terminato con le presenze, il quantum relativo alle slot e ai giochi da tavolo con il progressivo da gennaio al mese in oggetto non aggiunge nulla o quasi a quanto precede.
Per quale motivo, continuando la tradizione che Federgioco aveva iniziato, non si ritorna a un’ottima abitudine che potrebbe, anche se lo scrivente ne è perfettamente convinto, rappresentare un punto valido di consultazione.
La partenza per disporre del trend della domanda di gioco e disporsi con maggiore cognizione di causa ad un adeguamento dell’offerta alla domanda che, non ho alcuna esitazione definirla, il motore della politica produttiva.
Non va omesso e neppure sottovalutato il beneficio che la conoscenza del trend mensile, unitamente alle presenze, potrebbe fornire un ulteriore vantaggio per così dire sulla stagionalità e la razionalità dell’intervento in parola.
Non posso esimermi dall’accennare a quanto, probabilmente troppe volte, ho per così dire raccomandato da tener presente in tema di politica produttiva a tutto vantaggio della razionalità dell’investimento e al contenimento del costo del personale.
L’investimento mirato consiste nella creazione di un corso continuo di aggiornamento per conoscere la maggior parte dei giochi praticati da parte del personale e, conseguentemente, l’acquisizione della professionalità che i frequentatori della case da gioco si attendono di trovare e riconoscere.
Mi sento in dovere di sottolineare che il personale professionalmente valido consente di aprire il tavolo richiesto sempre mantenendone uno o il necessario di una diversa tipologia. E una considerazione dovuta all’esperienza non me la nego: non esiste di nulla di più deprimente di vedere un tavolo aperto senza giocatori!
Vorrei ancora porre all’attenzione che il rimpiazzo di chi va meritatamente in pensione avviene con impiegati preparati e che possono rispondere adeguatamente alle differenti esigenze della domanda.
Chiaramente non va sottaciuto che i tempi sono cambiati, non è più l’epoca in cui tutti i mesi si svolgevano gare di chemin de fer, che il cosiddetto rischio di credito aveva un peso diverso con una situazione economica migliore, che la concorrenza dell’online non aveva ancora raggiunto il volume odierno.
E soprattutto che i costi di trasporto incidevano molto meno sulle presenze e che il poter giocare da casa, magari dal divano e in pantofole, aveva rapito il possibile giocatore.
Ma quali notizie potrebbero essere nuovamente utili? La specifica dei giochi da tavolo con la indicazione dei ricavi netti, l’importo dei proventi slot, le presenze.
Certamente non si potranno chiedere altre informazioni riservate che interessano la gestione, quali le ore lavorate e gli elementi che concorrono alla formazione del risultato netto. Infatti la resa oraria, l’incidenza di un gioco sul totale dei ricavi, delle mance sul risultato netto ed altro ancora sarà cura esclusiva del gestore ricavarli.
Nello stesso tempo tutti potranno usufruire del trend della domanda e, stagionalità a parte, avranno qualche maggiore indicazione fornendo un insieme di elementi atti, ad ogni casa da gioco ad esempio sulla scorta dell’ubicazione, di porre a terra un programma di politica produttiva forse più efficiente e disponibile a variazioni rapide avendo il necessario personale.
Continuo come sempre ad essere convinto, posto che l’online ha un importante contributo dai giochi da casinò, che la casa da gioco potrebbe validamente impiegare parte del personale nell’online dal vivo.
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