Payments 2026: Infrastrutture, Compliance e Competitività nel Nuovo Ecosistema del Gioco Pubblico

Nel panel di IGE Roma 2026 dedicato alle novità nel Payment emerge un quadro chiaro della situazione attuale nel gaming tricolore.

 

Ogg è un momento cruciale, dal punto di vista di Gaming & Payment, soprattutto a livello normativo, in quanto ci sono novità importanti. Ma quali sono i punti salienti della regolamentazione e quali sono gli aspetti più importanti per un’applicazione efficace e coerente del nuovo quadro normativo che ci aspetta? Se ne è parlato a IGE Roma (Italian Gaming Expo & Conference) in un panel dedicato, sotto la moderazione di Ivano Asaro – Head of Innovative Payments Observatory, Osservatori Digital Innovation Politecnico Milano, con la partecipazione di Adriano Trusso – Chief Commercial Officer, OnShop, Donato Nigro – General Manager Italia, DAZNBet e il legale Stefano Sbordoni – Founder Sbordoni&Partners.

Secondo Sbordoni, in particolare, parlare di  “nuovo quadro normativo è una frase importante alla quale mancano dei pezzi fondamentali, perché quello che abbiamo ad oggi, e partiamo dalla radice di questa tua domanda, la delega che ha dato il Parlamento al Governo per riordino del settore giochi che armonizzi la normativa complessiva in tutti i suoi comparti. Un pezzo è stato fatto, quello dell’online, decreto legislativo 41 del 2024 e conseguente gara per l’assegnazione delle concessioni. Un pezzo, quello del riordino del gioco fisico che è il pezzo ad oggi più importante, perché non dimentichiamo che l’online, nonostante lo sviluppo progressivo e l’importante incremento che ha anno per anno, rappresenta ancora una percentuale minoritaria, nettamente minoritaria dell’intero comparto del gioco. È fatto da lotterie, intese come istantanee, lotto, giochi a totalizzatore, giochi a quota fissa e giochi cosiddetti ‘a terra’ – cioè scommesse e apparecchi da intrattenimento, poi c’è il gioco online. Quest’ultimo è stato oggetto del primo decreto di riordino, gli altri mancano, quindi ricapitolando per rispondere alla tua domanda, il nuovo quadro normativo in realtà non c’è, ce n’è solo un pezzo. Le novità più importanti, un’attenzione spostata sulla responsabilità degli operatori nei confronti dei giocatori in funzione di contenere, evitare e curare eventuali aspetti problematici che ci sono da sempre, che sono venuti all’attenzione del regolatore e della stampa, forse anche in maniera eccessiva rispetto all’effettiva realtà e questo non vuole essere una diminuzio ma una precisazione necessaria perché abbiamo visto e sentito cose dell’altro mondo in questo campo. Scusate, piccolo inciso, ricordo un alto funzionario se non dirigente del Ministero interni che di fronte a me come spettatore parlava di sei milioni di ludopatici in Italia. Ora finché lo dico io, ho un fesso qualsiasi bene ma un rappresentante delle istituzioni non se lo può permettere perché crea un allarme sociale, non perché abbia un impatto sul comparto, sull’attività, sugli operatori, crea un allarme sociale che non c’è e quindi questo è un danno e anche una responsabilità, io direi anche un danno erariale”. 

E aggiunge: “Attendiamo il completamento del nuovo quadro normativo del settore che richiede il decreto di riordino del gioco fisico e le gare conseguenti che sono quelle delle agenzie punti vendita scommesse, sale bingo, rete di gestione e di controllo degli apparecchi di intervento quindi comma 6a e comma 6b”.

Passando al punto di vista dei concessionari, interviene Nigro di DaznBet, per capire quali sono gli effetti più significativi di questa nuova normativa per gli operatori. “Allora gli effetti più significativi sono quelli che riguardano la normativa antiriciclaggio e l’articolo 13 in particolar modo che prevede un cambio radicale di quella che è l’attività finora effettuata dai punti vendita sia in punti vendita negozi di gioco, corner di gioco, punti vendita e ricarica. Loro erano abituati a promuovere l’online in una modalità semplificata se così si vuol dire seppur identificare l’utente che si aveva di fronte ma con la ricezione del denaro veniva effettuata la ricarica. Questo tipo di attività alimentata e regolamentata sempre da ADM e dalla legislatura e dal legislatore ci hanno permesso di arrivare fino ad oggi con i numeri che conosciamo tutti e con un elemento importante che vorrei evidenziarlo qui siamo stati bravissimi tutti insieme gli operatori di gioco quelli attuali e quelli che magari non ci sono più a neutralizzare del tutto il famoso punto com, i siti illegali con questo tipo di attività con il prodotto che ha performato sempre di più siamo stati bravi a neutralizzare il mercato parallelo. Oggi succede che con questa normativa è giustissima per carità, ci stiamo evolvendo tutti, abbiamo tutti in tasca un telefonino con il wallet, abbiamo tutti in tasca una carta di credito, tutti siamo abituati a proiettarci verso la digitalizzazione e lo stiamo facendo volentieri, anzi tu raccontavi con grande soddisfazione questi numeri bene questo elemento significa però che c’è un modus operandi dei punti vendita che viene a cambiare totalmente specialmente se il limite riguarda i 100 euro, dopo i 100 euro le istagenti di ricarica, l’istagente che è sempre abituata a ricaricare il proprio conto di gioco con quella modalità subisce un importante variazione questa attività, quindi noi stiamo integrando tutti i wallet che riteniamo opportuni, che hanno regolamentato sul mercato, li stiamo integrando, stiamo offrendo ai nostri clienti diverse possibilità, qui seduti a questo tavolo ce ne sono un paio per esempio, quindi noi daremo ai nostri utenti la possibilità di scegliere qual è lo strumento che vogliono per caricare il proprio conto di gioco, certo è che lo posso dire io ma sicuramente lo confermeranno successivamente gli amici, il metodo cambia è un po’ più articolato perché mentre prima io vado nel punto vendita do i soldini ricevo la ricarica e posso giocare, domani mattina l’indomani con questi nuovi metodi succederà che io non potrò più dare i soldini e avere la ricarica ma dovrò fare due tre passaggi in più, questi passaggi compromettono in qualche modo tutto quello che abbiamo costruito in questi anni, punto di domanda, lo stiamo vedendo, lo vedremo e lo stiamo vedendo, questo è quello che mi sento di raccontare con totale trasparenza, affermo restando che approvo che l’evoluzione ci sta portando alla digitalizzazione dei pagamenti e noi per il nostro business e per il futuro del nostro business e delle nostre generazioni dobbiamo aderire, l’importante è monitorare questo tipo di attività che ripercussioni può avere sul business. Esatto perché la user experience comunque rimane un fattore fondamentale per i clienti, è vero che i clienti vogliono pagare in digitale, stanno andando in quella direzione ma è altrettanto vero che fanno molta attenzione alla loro user experience, se la cosa diventa molto complessa si fa fatica poi e potrebbe diventare molto pericolosa perché se questa user experience ha una variazione forte non la conosciamo la reazione dell’utente, non la conosciamo né conosciamo quella dell’esercente”.

 

Con Adriano Trusso di OnShop cerchiamo di capire cosa è cambiato rispetto a un anno fa. “Sicuramente in OnShop nell’ultimo anno abbiamo fatto un triplo salto mortale, non da soli ma anche accompagnato dai partner. Perché? Perché lo scorso anno ci siamo visti qui su questa tavola rotonda, abbiamo parlato della tracciabilità. OnShop parte come un voucher che ha completamente cambiato pelle nell’ultimo anno e mezzo da quando è uscito la normativa trasformandosi in tutto e per tutto in un’identità digitale che va a identificare il soggetto che poi va a ricaricare il conto-gioco. Molto probabilmente lì abbiamo trovato in questo ultimo anno l’evoluzione, quel pezzettino che mancava per chiudere il cerchio e per far sì che si rispettasse la normativa. Lo scorso anno abbiamo presentato e sviluppato anche con altri PSP una funzione che si chiamava Clilock che faceva il match tra i numeri di telefono. Parlando con i concessionari ci siamo resi conto che serviva un ulteriore step per andare realmente a linkare l’utilizzatore con il beneficario finale e quello ha fatto sì che nascesse la funzione Fulllock. Che cos’è la funzione Fulllock? Ha tutti gli effetti uno scambio di dati che ci permetterà di validare e confermare che l’identità del soggetto che ha creato e verificato un account MyOnShop tramite KYC sia lo stesso del titolare del conto-gioco. Questo perché? Perché all’interno dei vari scambi di dati e informazioni ci sarà il codice fiscale che per tutti è univoco, è solo e soltanto quello che identifica una persona. Lato MyOnShop quello che abbiamo fatto era cercare di sviluppare un flusso il più semplice possibile perché poi MyOnShop è solo una soluzione di prelievo quindi che riuscisse a creare questo ecosistema senza frizioni quindi semplicità nell’apertura dell’account, semplicità nel depositare i documenti o fare KYC con speed o con un fornitore che è riconosciuto a livello nazionale mettendo però come primo punto di riferimento quello che è la tracciabilità. Poi ne parleremo anche nella domanda successiva tracciabilità e identificazione. Non c’è l’upload dei documenti ma c’è la foto in real time dei documenti, c’è il selfie in real time per far sì che 100% ovviamente ci sia corrispondenza nel soggetto che apre l’account MyOnShop. Dopodiché nella fase di transazione ogni volta che avviene una transazione c’è uno scambio di dati col concessionario quindi se c’è incongruenza tra i dati l’operazione va a KPO. Quindi andiamo a rispettare quello che è il fondamento della normativa della tracciabilità dell’uguaglianza tra chi versa e chi riceve il denaro sul conto di gioco. Oltre a quello stiamo sviluppando altre funzionalità che permetteranno al cliente finale di semplificare sempre di più quello che è l’usabilità del prodotto perché poi MyOnShop non nasce come soluzione per il gioco. MyOnShop è una soluzione di pagamento destinata a tutto il mondo dell’e-commerce. Con Ivano ci troviamo anche su altri tavoli per parlare di come aiutare le persone a entrare nel mondo digitale perché noi oggi parliamo solo e soltanto di un cluster ben definito ma in Italia c’è una grandissima fetta di persone come ho fatto vedere prima che acquistano ancora in contanti. Quindi MyOnShop può anche servire come ponte per entrare nel mondo digitale fidelizzarsi con il merchant che è dall’altra parte se è esso gambling o e-commerce per poi switchare a quello che può essere un’altra soluzione o comunque sia creare un legame sempre più forte tra cliente e merchant e quindi al contempo stesso tra cliente e mercato. Questo è un po’ quello che stiamo facendo. Grazie mille Adriano del quadro”.

Mentre Fabrizio Bergamaschi di Nuvei. società che  lavora con tutti i principali attori italiani ed europei, ha una visione di un quadro molto ampio del mondo gambling. Quali sono le differenze marcate tra il nostro paese e quello invece che si vede nel resto d’Europa. Diciamo che questa nuova regolamentazione qua è un po’ una rivoluzione sul mercato del gioco cioè che in altri paesi non abbiamo ancora trovato – spiega Bergamaschi – anche perché il cash poi il discorso del cash è limitato soprattutto nel sud Europa per cui in Spagna, Italia, Grecia eccetera. È una bella opportunità per noi che abbiamo integrato delle soluzioni e per noi la scelta è stata, avevamo due vincoli, una che rispettasse la normativa, cioè avevamo dovuto essere sicuri che le soluzioni che integrassimo rispettassero la normativa vigente e due la semplicità di utilizzo da parte dell’utente che se fosse più frictionless possibile quindi per il 13 pensiamo di essere pronti poi sarà come diceva Donato, sarà il mercato decidere quale soluzione sarà la migliore tra quelle disponibili. Rispetto al resto d’Europa, no, c’è un altro aspetto che secondo me non è venuto fuori abbastanza è che il regolatore ha imposto che tutti i metodi di deposito anche online si fosse sicuri che appartenessero al giocatore e questo è un problema che non è da poco perché come sai adesso lo banalizzo però quando uno fa una transazione online inserisciate la carta di credito o di debito elettronicamente si va da chi ha messo la carta e gli si chiede questo qua ha 50 euro, si li prendi e fai la ricarica del contogioco, compri un paio di scarpe però tra questo scambio di dati fino ad oggi non c’è nessun issuer, c’è nessuna banca che mette le carte che passa anche il nome del giocatore quindi io posso tranquillamente sul mio contogioco mettere la carta di donato e nessuno tra virgolette se ne accorge e questo qui è una vera imitazione è che questo problema qua fra l’altro è venuto fuori anche in Germania e anche in Olanda che hanno risolto in altri problemi per esempio in Olanda per essere sicuri che il nome del testatore del contogioco sia quello reale vanno a fare un prelievo bancario, tirano fuori le tette della banca e dicono sei Fabrizio Bergamaschi sì allora poi le cose si matchano e l’utente verificato.

 

In Italia questa cosa non c’è, di fortuna o non so di che cosa Visa e Mastercard stanno lavorando su un progetto però che permette che l’issuer della carta passi anche questa informazione. Visa diciamo che oggi copre in Italia il 60 per cento delle carte ed è un mandato quindi entro la fine dell’anno in teoria tutte le carte Visa che transano passeranno anche il nome della carta, il testatore del nome della carta. Mastercard ha la stessa funzione ma non è un mandato quindi sarà l’issuee della carta che se vuole ti passa questo dato però tu da concessionario come fai a sapere che la carta appartiene veramente al giocatore? Per cui abbiamo messo in piedi dei workaround per cercare di mitigare questo problema. Rispetto al resto d’Europa come hai fatto vedere tu prima nelle slide diciamo che c’è in nord Europa si nota di più che sono sono abituate ad usare l’open banking sostanzialmente per cui investimenti ideali in Olanda. Olanda ha ideale un sistema di pagamento per cui quando fai un’operazione i soldi vengono presi direttamente dal tuo conto corrente e credo che abbia una penetrazione dell’ottanta per cento delle transazioni e ma così un po’ in tutti i paesi nordici. Vedo che in molti paesi anche del sud Europa nascono sistemi di pagamento innovativi che prendono piede in pochissimo tempo”.

 

“In Italia siamo ancora ancorati alle carte e ai wallet. Poi per un discorso anche politico a livello di comunità europea eccetera si vuole andare verso rimanere più autonomi sui sistemi di pagamento per cui distaccarsi da Visa e Mastercard ma penso che sarà un discorso un po’ che ci metteremo un po’ di tempo”.

 

(Nel seguito è disponibile l’intero video della sessione…)