In occasione di IGE 2026 (Italian Gaming Expo & Conference) Giovanni Squassi, CTO di MST, spiega le novità tecnologiche in grado di rilanciare il futuro delle scommesse ippiche.
L’ippica ha ancora un grande futuro davanti a se, anche in chiave di scommesse. Grazie all’innovazione tecnologica che consente nuove esperienze di gioco agli scommettitori e appassionati. Come spiegano da MST – Media System Technologies, la società che in questo periodo, in questi ultimi anni, ha insistito e ha creduto nella quota fissa ippica. In particolare, in occasione della recente IGE – Italian Gaming Expo & Conference di Roma, il Cto del gruppo, Giovanni Squassi, ha ricordato: “Siamo stati i primi a lanciare le scommesse ippiche online, siamo stati i primi che abbiamo recepito la possibilità di utilizzare il palinsesto complementare per avere l’offerta delle corse estere in Italia. Facciamo tutto questo con un sistema che abbiamo realizzato che ci permette di gestire l’offerta di scommesse sia nella parte retail, sia nella parte online, e cercando nel tempo sempre di aumentare quella che è l’esperienza di gioco. Come lo facciamo? Lo facciamo perché abbiamo un’offerta di gioco che cerca di sostenere il giocatore fornendogli tutta una serie di dati”.
Ma in occasione di IGE la società ha svelato anche la sua ultima innovazione: “Stiamo per lanciare – spiega Squassi, anticipando una novità per tutti quanti – il live betting. Cominceremo a lanciarlo nei prossimi mesi all’estero presso qualche nostro cliente selezionato, perché in Italia i regolamenti e i protocolli si stanno ancora adeguando, insomma speriamo nel breve si possa fare, però ecco, nei prossimi mesi noi lanceremo l’attività di live betting in Italia. Lavoreremo sempre per unire tutti quelli che sono i flussi di immagini, quindi tutte quelle che sono le immagini delle corse di cavalli, con tutta una serie di dati in modo da creare un palinsesto ricco e per tutti i nostri concessionari completamente differenti e lavoreremo sicuramente poi sulla digitalizzazione, quindi eliminare tutta quella carta ma non fare il classico passaggio da stampa a metto un PDF su un televisore, ma renderlo interattivo per poi poter lavorare”.
Ma non è tutto: “Nel tempo abbiamo ampliato quella che è l’offerta di scommesse in Italia, quindi per quanto riguarda la parte ippica, al di là del vincente del piazzato o le accoppiate e le tre a quota fissa, che sono un po’ le classiche scommesse, abbiamo inventato tutta una serie di scommesse un po’ sfiziose per i giocatori che vogliono giocare per divertimento, quindi il testa a testa piuttosto che il pari e dispari, quindi indovinare se il cavallo vincente avrà un numero pari o dispari, quindi capite che non sono necessari skill molto elevati. Strizziamo l’occhio però anche ai giocatori un pochino più professionisti, più bravi, perché abbiamo inserito tutta una serie di scommesse che sono ad esempio il vincente in cortomuso, il vincente di un tot di lunghezze piuttosto che con un distacco di un certo tipo e poi una scommessa un po’ particolare che è se non si piazza, non si piazza secondo, terzo o quarto. Abbiamo poi in fase di asseverazione anche altre scommesse, una riguarda l’under-over e poi ce ne sono due che sono un po’ l’eredità di quello che è il quartel quintel totalizzatore, noi abbiamo fatto questa pazzia di farlo a quota fissa. Come facciamo a fare questo tipo di attività? Lo facciamo usando tutta una serie di nuove feature che abbiamo inserito nei nostri frame per cercare di rendere il prodotto ippico sempre più avvincente. Abbiamo inventato un predictor che è fondamentalmente uno strumento tramite il quale il giocatore che non sa magari esattamente cosa andare a scommettere può selezionare quella che è la valutazione dei nostri esperti piuttosto che filtrare sulle prestazioni, sulla quota, sull’allenatore che è più o meno performante, il fantino e la distanza e abbiamo questo giochino che permette di vedere qual è una simulazione, perché ovviamente qui non stiamo parlando di massimi sistemi, ma una simulazione di quale potrebbe essere il risultato finale per poter dare poi un’idea per andare a giocare. Virtualizziamo tutto, virtualizziamo i giochi, abbiamo virtualizzato anche la scuderia, quindi il giocatore può crearsi la sua scuderia virtuale in cui inserire i cavalli e i fantini o i driver che più gli stanno simpatici, più quelli che secondo lui hanno le maggiori performance, piuttosto che sono amici, piuttosto che altro e in questa sezione del sito può andare a vedere in quel giorno se questi cavalli o questi fantini corrono su uno o più campi, quindi può accedere poi direttamente alla corsa e quindi velocizziamo la ricerca di quello che è il cavallo da scommettere”.
E ancora: “Sempre per i meno esperti – continua Squassi – quindi quegli amanti, quelli che prendono il tagliandino dal tabaccaio, quello già compilato, i nostri esperti insieme ai concessionari compilano una serie di schedine già pronte per cui chi vuole può prendere direttamente questa schedina e giocarla, oppure la va a modificare in base a quello che c’è il nome di un cavallo che non gli piace, piuttosto che ritiene un cavallo scarso o dice no, a questo punto lo elimino. Il Pathfinder invece è un’opportunità che permette di prendere tutta quella che è l’offerta del concessionario e andare ad applicare dei filtri su tutti quelli che sono magari i campi, oppure i cavalli che hanno vinto l’ultima corsa, piuttosto che i fantini in forma o gli allenatori in forma, quindi riuscire a ridurre, andare a cercare nel marasma di tutta l’offerta MST, andare a filtrare e riuscire a trovare tutta una serie di piccoli indizi che permettono poi di scegliere quello che può essere il fantino o comunque il cavallo da scommettere. Parlavamo di dati, parlavamo di mix di immagini e di dati, quindi nella nostra attività abbiamo stretto tutti gli accordi con i vari fornitori esteri per avere il ‘clean feed’. Il clean feed è semplicemente l’immagine, come immaginatevi, le riprese del cavallo senza tutti gli overlay, quindi senza le quote, senza le informazioni, senza niente, perché arrivano generalmente nella lingua o nelle informazioni locali, quindi ad esempio per quanto riguarda la Francia, piuttosto che gli Stati Uniti, ci sono magari le quote del totalizzatore locale che a noi interessano poco. Noi andiamo a prendere invece il clean feed e su questo andiamo a costruire direttamente il canale video con le nostre grafiche, con i nostri dati. Sfruttando tecnologia IP riusciamo a generare dei canali personalizzati per ogni concessionario, in questo modo riusciamo a superare un problema che in questo momento i canali ufficiali hanno, perché facendo un broadcast e quindi un canale unico per tutta quanta l’offerta IP, non si può andare nel caso di quota fissa a mostrare la quota di un particolare partner, perché sarebbe differente, visto che comunque il canale istituzionale viene visto dappertutto. Abbiamo creato un canale specializzato, nel quale poi possono anche i concessionari decidere eventualmente un palinsesto differenziato. Preferisco concentrarmi a fare un canale che mostra solamente le corse del galoppo, piuttosto che voglio concentrarmi sul tondino, sulle sgambature rispetto a una corsa che ritengo meno importante. Abbiamo tutte queste possibilità per permettere ai concessionari di utilizzare il servizio MST non come un servizio piatto uguale per tutti, ma completamente customizzato”.
Il Tracking come nuova frontiera
Poi c’è anche un’evoluzione ancora più grande: “perché oltre alla parte di quote, che sono queste personalizzate (quindi mentre stiamo guardando questo concessionario, un altro concessionario potrebbe tranquillamente avere delle quote differenti, quindi se io vado in un’agenzia o nell’altra, vedo due informazioni differenti, qui abbiamo anche un po’ di engagement per il giocatore, il quale può riprendere il core code e andare sul sito, può vedere le statistiche, può decidere di fare altre attività) nel momento in cui il palinsesto non offre scommesse, qui abbiamo ulteriormente la possibilità di personalizzare quello che è la visualizzazione, in questo caso abbiamo deciso semplicemente un calendario con la barra rossa che si sposta, ma un altro concessionario potrebbe decidere di far passare delle promozioni, dei bonus, qualsiasi cosa possa essere interessante. Un’altra novità nella quale abbiamo investito parecchio, invece, è il tracking.
Il tracking è un sistema che ci permette di capire i cavalli dove sono posizionati, qui vedete qualche sigla particolare, il GPS è quello che conosciamo tutti, quello che usiamo per il navigatore, che purtroppo ha una pecca, ha un problema, perché ha una accuratezza che può variare dai due metri in su, e ovviamente fare questo tipo di attività non è interessante, e siamo passati alla parte RTK, che sono tecnologie che vengono usate, ad esempio, anche sui rover per posizionarli esattamente dove sono, o quelli che usate anche nei robottini a casa per farli tornare poi alla base e non farli girare quando fanno le pulizie, quindi riusciamo ad avere posizione, velocità, direzione di ogni cavallo in tempo reale. Il primo utilizzo che possiamo fare di questa cosa, qual è? È prendere un ippodromo, mapparlo, questo è l’ippodromo di Firenze, non so se l’avete riconosciuto, sicuramente gli esperti lo riconosceranno, mappiamo tutti dei gate virtuali ogni 100 metri, tracciamo la pista, quindi cerchiamo di capire qual è la pista diritta, quando invece si gira, ogni tipo di tracciato, perché magari nella stessa pista ci sono più lunghezze, in questo modo noi riusciamo a capire poi quando un cavallo è davanti all’altro, che finché parliamo di rettilineo è abbastanza facile, quando si è in curva bisogna cominciare a lavorare su coordinate polari e quant’altro per capire nella curva qual è quello davanti. Quindi la prima cosa che possiamo fare è creare un overlay video, perché possiamo, avendo le posizioni dei cavalli sulla pista, capire qual è il cavallo che è primo, secondo, terzo, quarto, quinto, e quello che vogliamo. Poi abbiamo anche la possibilità di rilevare comunque qualsiasi tipo di anomalia, perché nel momento in cui io so che con una frequenza di 10 hertz, quindi ogni decimo di secondo noi sappiamo esattamente, con un’accuratezza di massimo due centimetri, dov’è il cavallo, possiamo eventualmente andare a individuare qualche tipo di irregolarità nel percorso del cavallo. Lo tracciamo continuamente, quindi i dati sono oggettivi, se il cavallo è lì non può essere manipolato, noi sappiamo che la posizione è quella. Ed eventualmente, qui poi si aprono dei confronti, possiamo anche lavorare insieme agli organi di certificazione, federazione e quant’altro, per certificare questo tipo di attività.
Ho fatto un test brevissimo con i miei figli e mi hanno detto beh caspita da qua riesco a capire il mio cavallo dov’è, perché magari sono dall’altra parte della pista, oppure se avete notato subito alla partenza la ripresa frontale sono bellissimi, è scenografico, ma non si vede assolutamente niente per lo scommettitore che vuole capire chi è davanti. Ovviamente nel momento in cui abbiamo i dati durante la gara ci viene anche facile fare tutto quello che è un report post-gara, quindi siamo in grado di capire il percorso che era stato diviso in tutta la parte iniziale, in varie parti dei 100 metri e qua possiamo produrre tutta questa parte reportistica che può tranquillamente essere utilizzata. Questo è il tracker, è un apparecchietto che pesa 100 grammi, 10x5x2, molto piccolo, attaccato in maniera molto semplice, ne vengono montati due per cavallo in modo che se uno cade si può comunque continuare ad avere l’informazione aggiornata in tempo reale.
Cosa ce ne facciamo? MST ha commissionato al Politecnico di Milano uno studio per cercare di capire come possiamo mettere in relazione questi dati che ci arrivano con una frequenza molto alta con quello che è il benessere animale, cioè capire, costruire dei modelli comportamentali dei cavalli per arrivare a capire quando sta succedendo qualcosa in modo che sia possibile identificare in maniera precoce un qualsiasi tipo di problema al cavallo. Quindi siccome abbiamo la possibilità, sempre in maniera non invasiva, di calcolare anche la lunghezza della falcata, istantanea e media, sono tutti parametri che una volta costruito il modello ci permettono di dire attenzione, questo cavallo potrebbe avere qualche problema. Ovviamente dovremo poi lavorare con anche tutta la parte di dati sanitari e capire, quindi per correlare poi una volta che abbiamo questi dati, con le anomalie che sono successe e andare a intervenire. Il track, come dicevo, non ha nessun ingombro, non dà fastidio a finiture, non dà fastidio alla sella, non è appoggiato al casco. Possiamo andare a individuare eventualmente in maniera precoce gli incidenti. La cosa interessante è la ricostruzione delle dinamiche. Sapendo esattamente quello che è successo, quando magari è capitato un incidente, noi possiamo andare a capire che cosa è successo e ad andare a intervenire nei protocolli di sicurezza, quindi aumentare la sicurezza per i fantini e lo staff perché magari vengono cambiati, aggiornati i protocolli proprio in base, vedendo esattamente quello che era successo. Quindi in generale riusciamo ad andare a gestire il rischio”.
Ma come se tutto questo non bastasse: l’altro aspetto invece che MST lancerà nei prossimi mesi all’estero, è la parte del live betting. “Il live betting consiste nelle scommesse effettuate non prima dell’inizio della gara, ma dopo che la gara è partita, quindi durante questo tipo di attività. Ovviamente è alimentato dal tracking, quindi noi siamo in grado, avendo le posizioni e con tutta una serie di algoritmi che abbiamo ormai finito di realizzare, siamo in grado di calcolare delle quote dinamiche e proporre al cliente un’esperienza live completamente inedita. Nel senso che ad oggi chi ha provato l’esperienza delle scommesse sportive live sa che quando si clicca poi c’è sempre un ritardo di 5-10 secondi che il sistema rimane lì ad aspettare perché bisogna evitare che magari ci sia il giocatore che sta guardando la partita e invece il provider che sta aprendo e chiudendo le scommesse ha problemi di differita perché lo sta guardando via satellite, lo sta guardando via IP, quindi c’è un ritardo.
Questa cosa noi cercheremo di eliminarla perché noi sappiamo in tempo reale esattamente quello che succede, quindi è come se noi fossimo fisicamente sul campo con il grossissimo vantaggio che lo facciamo in maniera oggettiva e non soggettiva. Quindi io se mi addormento e non chiudo perché la corsa è arrivata, questa cosa non succede perché noi sappiamo qual è il gate di arrivo e quindi siamo in grado di farlo in maniera completamente oggettiva. Questo è sicuramente interessante perché siamo sicuri che le quote non vengono poi variate. L’algoritmo, ovviamente qui non posso andare molto in profondità, però vi posso raccontare qualcosina. Abbiamo i dati in input che sono tutti i dati che vi raccontavo del tracker, quindi la posizione, l’accelerazione, la distanza che manca perché qui ve lo dico, il segreto non è capire chi arriva per primo, ma il segreto è capire se il secondo riesce a raggiungere il primo, perché il primo sicuramente arriva, è il secondo che deve raggiungerlo. Aggiunti poi insieme a tutto quello che è lo storico di ogni cavallo in termini di prestazioni o quote di apertura o chiusura, a seconda di cui vogliamo vedere la fine delle scommesse oppure l’inizio delle scommesse live, viene calcolata poi una probabilità di vittoria, questa viene buttata dentro a un altro algoritmo che produce le quote gestendo le lavagne, gestendo l’allibramento e vedendo poi il trading che è stato fatto, quindi poi tutti quanti i volumi di gioco e riesce a poi creare un output che è la quota.
Un output certificato vuol dire che dalla posizione del cavallo alla produzione della quota non c’è intervento umano, non c’è intervento umano che può averla in qualche modo modificato e quindi questa sicuramente poi è una garanzia per tutto quanto, sia per i concessionari che ovviamente non vogliono gioco non corretto, sia anche poi per tutti gli organi istituzionali. Quindi nel momento in cui noi riusciamo ad avere tutte queste date, cosa abbiamo? Abbiamo il 100% dei dati che sono tutti quanti aggiornati, abbiamo una visione a 360° del cavallo per metodi non invasivi e soprattutto, poi forse non l’ho detto, negli ippodromi non è necessario niente, quindi a parte la mappatura non sono necessarie apparecchiature, semplicemente si prendono i tracker e si montano, poi dopo c’è tutto un software dietro che gestisce questo tipo di attività. Quindi nel momento in cui gli ippodromi e i fantini, comunque i cavalli, incominciano ad adottare questi sistemi, riusciamo a creare dei dataset, quindi degli insieme di dati sempre più grandi, sui quali riusciamo a costruire dei modelli sempre più precisi per poi andare ad individuare quelle che sono le eventuali anomalie.
Quindi io sono in grado di capire che un cavallo non ha performato come mi aspettavo e a questo punto, eventualmente, adesso qui siamo nel campo dell’ipotesi, i commissari possono dire, ok, cos’è successo? È un problema del cavallo o è un problema del fantino che ha tirato e ha rallentato apposta? E quindi poi si può andare ad indagare con tutti questi dati che sono stati fatti. Ok, sono stato forse nei tempi, forse ho sballato di qualcosina, quindi non abbiamo il tempo delle domande, forse una. Però questa volta ve la faccio io la domanda”.
Insomma: il futuro dell’Ippica è già qui. Noi siamo pronti. bisogna ora capire se le istituzioni, quindi Masaf, ADM, concessionari, associazioni di cavalli, sono pronti per questo cambiamento. “Noi siamo solo un piccolo pezzettino del puzzle, un piccolo pezzettino tecnico”, ricorda Squassi: “Tutto il resto sta a voi, quindi noi ci siamo e adesso aspettiamo voi. Penso che il prossimo panel sarà proprio l’occasione per andare un pochettino più ad approfondire tutte queste informazioni”.







