Poker live a Parigi: riapre il Club Montmartre dopo le accuse di riciclaggio

Il framework francese sul gioco dal vivo funziona per i club: il caso del Club Montmartre chiuso per 4 mesi e riaperto ad inizio settimana.

Il Club Montmartre ha riaperto i battenti a inizio settimana dopo ben quattro mesi di stop. Un fatto piuttosto grave quello che accadde ad inizio estate ma che testimonia il funzionamento di un sistema ormai rodato come il poker live in Francia.

A Montmartre si riapre

Prima di riepilogare la storia partiamo con le belle notizie. Situato in Rue de Clichy, il locale accoglierà nuovamente gli ospiti tutte le sere dalle 20 alle 8, con ingresso gratuito per tutto il mese di ottobre.

Chiuso amministrativamente dallo scorso giugno, il club si è preparato in queste settimane a riprendere le attività. Le ragioni di questa chiusura avevano suscitato grande scalpore nel mondo del gioco d’azzardo parigino.

“Finalmente! Siamo felici”, ha affermato Frédérique Ruggieri, proprietario del Club Montmartre, a lesclubsdesjeuxparisiens, che ha annunciato la riapertura. E si rigiocherà a poker ma anche a Ultimate e a Blackjack.

Una novità sarà la sala Vip Omaha con due tavoli 5/5 (minimo 250 €) e anche un tavolo di Blackjack con 50 € / 2.500 €.

I motivi dello stop

La chiusura temporanea venne catalogata per motivi amministrativi. Ma le prime comunicazioni aprirono molti interrogativi nella comunità di gioco parigina.

La chiusura è arrivata in un momento di tensione per il club, che era già nel mirino della giustizia penale dallo scorso marzo.

Come rivelato da Le Parisien, un membro ventiquattrenne del comitato direttivo è stato arrestato nell’ambito di un’indagine per presunto riciclaggio di denaro dopo il ritrovamento di 160.000 euro in contanti nella cassaforte del club.

Il giovane, figlio di Frédérique Ruggieri, proprietario del club, è stato arrestato insieme a una coppia cinese al di fuori dell’orario di apertura al pubblico.

È stato il Servizio Centrale delle Corse e dei Giochi (SCCJ), allertato da una soffiata interna, ad effettuare l’arresto.

Ancora oggi, l’origine e la destinazione esatte di questa somma rimangono poco chiare.