La ministra della Giustizia Annelies Verlinden interviene sulle strategie utilizzate per mantenere visibilità nello sport: dal 2028 gli operatori autorizzati non potranno più sponsorizzare le società professionistiche.
Torna al centro del dibattito in Belgio il rapporto tra gioco e sport. La ministra federale della Giustizia Annelies Verlinden punta il dito contro le società sportive che, nonostante il lungo periodo transitorio concesso dalla normativa sulla pubblicità del gioco, non si sarebbero ancora attivate a sufficienza per trovare sponsor alternativi agli operatori del settore.
La presa di posizione, riportata da The Brussels Times sulla base di un’informazione dell’agenzia Belga, arriva a ridosso di un’inchiesta pubblicata dal quotidiano De Standaard. L’inchiesta ha ricostruito come alcuni operatori avrebbero dato vita a siti di informazione e testate con nomi riconducibili ai propri marchi, usati per continuare a comparire negli impianti sportivi nonostante le restrizioni già in vigore sulla pubblicità del gioco.
L’ufficio della ministra chiarisce che sarà la Commissione belga per i giochi a stabilire se questo tipo di comunicazione violi o meno le regole vigenti. Verlinden, dal canto suo, ha scelto di indirizzare la propria critica al mondo dello sport: il periodo transitorio fissato dal legislatore, ha osservato, avrebbe dovuto dare ai club il tempo per individuare nuove forme di finanziamento.
L’ufficio ministeriale definisce “particolarmente deplorevole” il fatto che le società sportive non abbiano sfruttato appieno i quattro anni e mezzo di transizione per cercare sponsor alternativi. Una scelta che, secondo il ministero, tradisce una carenza di responsabilità sociale, tanto più verso le persone vulnerabili e più esposte ai rischi del gioco.
Le parole della ministra non introducono però nulla di nuovo sul piano normativo. Il percorso è già scritto nel Regio Decreto del 27 febbraio 2023, entrato in vigore nel luglio successivo, con cui il Belgio ha avviato una progressiva limitazione della pubblicità dei giochi.
Dal primo gennaio 2025 sono già in vigore restrizioni più stringenti sulla sponsorizzazione sportiva: sull’abbigliamento degli atleti la pubblicità degli operatori autorizzati non può superare i 75 centimetri quadrati e non può comparire sulla parte anteriore delle divise. Questo regime transitorio resterà valido fino al 31 dicembre 2027.
Lo scatto decisivo arriverà il primo gennaio 2028: in base all’articolo 23 del decreto, gli operatori titolari delle licenze interessate non potranno più sponsorizzare le associazioni sportive professionistiche. Per le realtà non professionistiche resterà invece uno spazio, sia pure entro limiti ancora più ridotti, con la superficie pubblicitaria sulle divise che scenderà a un massimo di 50 centimetri quadrati e il divieto di collocazione sulla parte anteriore confermato.
Il provvedimento indica come obiettivo la riduzione della visibilità della pubblicità del gioco e il contrasto alla sua normalizzazione, richiamando in particolare l’esposizione garantita dallo sport professionistico attraverso televisione e stampa e il ruolo dei grandi atleti come punti di riferimento per i più giovani.
Credit foto: Wikipedia







