Direttore giochi, un ruolo strategico nei casinò italiani

L’analista di gaming Mauro Natta sottolinea la centralità del ruolo del direttore giochi nei casinò italiani, a iniziare da quello di Saint Vincent.

 

di Mauro Natta

Ritengo indispensabile che la conoscenza approfondita del funzionamento dal quale derivano le entrate (valore della produzione) e le uscite (costi della produzione) sia alla portata del consiglio di amministrazione del Casinò di Saint Vincent.

Allo stesso modo che l’operatività della casa da gioco, relativamente a domanda e offerta nel senso che soltanto una specifica competenza di lunga data, magari iniziata dalla gavetta, non può e non deve assolutamente mancare.

La mia esperienza mi ha permesso, nel tempo, di conoscere il funzionamento della casa da gioco in relazione al valore della produzione ed al relativo controllo dovuto al personale impiego amministrativo e tecnico.

Quanto precede esprime la legittima preoccupazione e la sincera speranza che le esigenze della gestione siano affrontate nella consapevole necessità di una soluzione che, prima del presente articolo, mi ero già permesso, forse sommariamente, di esporre.

Nell’occasione il direttore giochi assumeva e assume l’effettivo e altrettanto indispensabile collegamento a fronte delle necessità riguardanti la produzione e quanto a questa coniugabile.

Ecco il mio commento a una proposta ascoltata che mi pare errata, particolarmente, dal punto di vista economico per una casa da gioco di un certo rilievo.

In quale modo può divenire un cattivo servizio al casinò ciò che non lo si ritiene tale? La possibilità che un giocatore si renda conto di essere seguito e controllato da figure solitamente estranee alla sala e appositamente incaricate pur se a conoscenza di non passare inosservato.

Vi sono, nella sala giochi del casinò, delle figure non facilmente individuabili quali osservatori in quanto normalmente presenti: sono quei soggetti che a ben vedere sono gli occhi del direttore giochi o del suo delegato (assistente di direzione).

Il cliente importante, o per l’affidamento notevole o per la presentazione da parte del porteur, si reca all’ufficio cambio assegni o in ogni caso è conosciuto. Se l’ispettore lo nota si prepara a segnalarlo al capo tavolo, diversamente sarà l’addetto al cambio assegni a comunicarlo all’ispettore e questi al capo tavolo.

Non si potrebbe negare che ispettore e capo tavolo cambiano o per il diverso posizionamento del tavolo in sala o per il subentrato turno di riposo e conseguente passaggio di consegna. Lo stesso dicasi per l’ispettore.

Quanto sopra parlando dei giochi di contropartita, mentre per quelli di circolo, ad esempio, lo chemin de fer, il controllo è agevolmente ammissibile perché la presenza al tavolo del commissario e del capo partita sono un argomento normale, il capo partita cambia e deve passare la consegna al temporaneo sostituto.

Dopo questa breve ma necessaria narrazione allo scopo dichiarato di non arrecare incomodo al giocatore che potrebbe diradare le sue presenze a vantaggio di altre case da gioco, ritengo, lo ripeto per l’esperienza che mi ha visto addetto all’ufficio cambio assegni e alla cassa di sala a volte il “confessionale” del giocatore Vip, che predisporre un servizio di sorveglianza come quello citato sia una situazione da evitare nel modo più assoluto.

Non nascondo che la mia esperienza lavorativa si è fermata al 2000, in pensione da questa data dopo 40 anni di impiego al Casinò di Saint Vincent. A causa di quanto sopra non sono rimasto completamente al di fuori dell’ambiente che, avendo lavorato nel periodo felice e nella speranza che ritorni, mi vede scrivere dell’azzardo autorizzato.

La situazione economica attuale non è rosea allo stesso modo ma il trattamento di riguardo rivolto alla clientela di qualità mi pare ancora più idoneo di alcuni anni or sono.

Credo di aver descritto onestamente il ruolo del direttore giochi quale logico collegamento tra l’operato del Cda e la produzione. Sicuramente, se previsto e non mancano le competenze, integrato dai relativi costi tali da consentire una adeguata comparazione in tema di ritorno degli investimenti.

D’altra parte, a ben vedere e valutare, non mi pare che il suggerimento che mi permetto sia da scartare trattandosi della effettiva produzione, quando il Casinò è aperto, portata correttamente e completamente a conoscenza di coloro che, in quanto incaricati della gestione, hanno il dovere di valutarne il risultato effettivo.

Perfettamente consapevole di essere ritornato su argomenti già trattati, magari parzialmente, ho cercato di mettere in luce come, a mio avviso, si possono integrare le competenze tecniche di coloro i quali concorrono alla riuscita di una attività rilevantissima per tutte le parti in causa ad iniziare dall’ente pubblico proprietario.

 

Foto di Hulki Okan Tabak su Unsplash