Casinò Campione, i commissari giudiziali: ‘Concordato, chiusura anticipata è ragionevole’

I commissari giudiziali del Casinò Campione evidenziano che è ragionevole ipotizzare che la proposta concordataria possa essere adempiuta con un anno di anticipo.

 

“Nonostante l’andamento del fatturato sia inferiore alle previsioni del piano concordatario, la Società sta fruttuosamente proseguendo l’attività, generando la liquidità necessaria all’adempimento della proposta concordataria, che dovrebbe ragionevolmente intervenire entro la fine del presente anno, ossia con un anno di anticipo rispetto alle tempistiche previste nel piano omologato. Allo stato attuale, pertanto, la prognosi di adempimento rispetto alla proposta concordataria non può che confermarsi positiva.”

Queste le conclusioni cui giungono i commissari giudiziali Alessandro Danovi e Gianluca Minniti nella loro relazione semestrale sull’andamento del concordato del Casinò Campione d’Italia.

L’ANDAMENTO DEGLI INCASSI – Al 31 maggio 2026 il Casinò aveva registrato proventi di gioco pari a 31.509.733 euro, in crescita del 28,24 percento rispetto ai 24.571.539 euro dello stesso periodo del 2025. Gli ingressi sono stati 142.945, anch’essi in crescita rispetto ai 133.229 dell’anno precedente, e i proventi medi per visitatore si sono attestati a 220 euro, rispetto ai 184 del 2025.

Il maggior afflusso di persone rispetto al corrispondente periodo del 2025 è il risultato della prosecuzione e dell’intensificarsi delle manifestazioni di poker, che hanno consentito il consolidarsi della tendenza positiva già evidenziata lo scorso anno.

Come segnalato ai commissari dalla Società, “le suddette variazioni, sia in termini di ricavi che di ingressi, accompagnate da una riduzione delle incidenze dei costi di gestione rispetto a quelle previste a piano, consentono di raggiungere un dato di Ebitda superiore alle previsioni di budget, seppur leggermente inferiore rispetto alle previsioni di Piano Concordatario, in quanto formulate su assunzioni di proventi da gioco non più attuali rispetto al contesto economico sociale, ma in ogni caso tale da poter consentire il rispetto degli obblighi di cui al Piano Concordatario”.

Il Casinò ha altresì prodotto una previsione dei flussi finanziari dal 31.05.2026, che evidenzia disponibilità di cassa finali al mese di dicembre 2026 pari a euro 14.728.331.

IL PERSONALE – Alla data del 21.06.2026 il personale occupato al Casinò è pari a 198 unità, di cui 170 Full Time e 28 Part Time.
Il numero dei dipendenti è, pertanto, diminuito di 2 unità rispetto al precedente semestre. Nel periodo di riferimento, le cessazioni intervenute sono state tre, le dimissioni una, le trasformazioni quarantaquattro, le assunzioni quattro e le aspettative cinque.
Dal 01.01.2026 al 21.06.2026, quindici dipendenti hanno superato i 50 giorni di malattia.

GLI SPAZI NON UTILIZZATI DELL’IMMOBILE – Quanto all’analisi delle opportunità di valorizzazione degli spazi non utilizzati dell’immobile, secondo quanto riferito alla Società, nessun reale fondato interessamento si è appalesato da parte di privati o gruppi e che, in ogni, caso si resta attenti ad eventuali possibili utilizzi che non comportino impegni per la Casa da gioco tali da poter provocare sbilanci significativi.

L’ANALISI DEI FLUSSI – Sulla base dei flussi attuali i commissari confermano quanto già detto nelle sei relazioni precedenti: “l’affluenza media rimane sensibilmente inferiore rispetto alle previsioni del Piano e, anzi, lo scostamento risulta sempre più significativo, in considerazione del fatto che il Piano prevedeva livelli di affluenza in crescita di anno in anno. Complessivamente, gli accessi nel primo semestre 2026 sono stati circa 167.000, confermandosi – nono-stante l’incremento rispetto ai circa 156.000 accessi registrati nel medesimo periodo del 2025 – sensibilmente inferiori rispetto ai circa 283.000 accessi attesi dal Piano (586.000 ingressi nel 2026)”. Per contro “si deve registrare nel semestre un ricavo medio per ingresso ampiamente superiore rispetto agli € 133 previsti nel Piano, nell’ordine di euro 211 medi (ben superiore al dato di € 178 già rilevato nel primo semestre 2025, e maggiore del 60% rispetto alle attese del Piano).
Come già rilevato anche in precedenza, i due fattori tendono pertanto a compensarsi, restituendo tuttavia un livello di ricavi complessivamente significativo”. Il livello complessivo dei ricavi da gioco raggiunto nel primo semestre 2026 (€ 35,3 milioni) “risulta in significativa crescita rispetto al dato del medesimo periodo del 2025 (€ 27,7 milioni), avendo in parte ridotto il divario tra il dato consuntivo e quanto atteso dal Piano (€ 75 milioni per il 2026)”.

LO STATO DI ATTUAZIONE DEL PIANO – Posto che l’obiettivo della Procedura è “il soddisfacimento dei creditori secondo l’entità e le tempistiche indicate nella proposta approvata, il Casinò anche nel corso del primo semestre 2026 ha raggiunto gli obiettivi prefissati nel Piano. Infatti, nonostante un livello di ricavi da gioco inferiore alle attese, la Società è stata in grado di generare un importante livello di liquidità, che potrà essere utilizzata nel corso del prossimo semestre per l’adempimento delle obbligazioni concordatarie”. la liquidità disponibile in capo alla Società, pari a circa € 12,7 milioni al 31.12.2025, si è progressivamente incrementata sino a superare € 26,8 milioni al 21 giugno 2026.

A cavallo tra i mesi di novembre e dicembre 2025, la Società “ha dato seguito ad un ulteriore piano di riparto che ha visto la distribuzione in favore dei creditori chirografari per l’importo di € 12.577.922,43, pari al 25% dei rispettivi crediti ed al 50% del soddisfacimento complessivamente assicurato a questi ultimi con la proposta concordataria”.
In ogni caso, si può affermare che anche quest’ultimo semestre “conferma la capacità della Casa da Gioco di operare in equilibrio economico e finanziario, non solo consentendo una possibilità di soddisfacimento dei propri creditori (che dal fallimento difficilmente avrebbero ottenuto un ristoro significativo), ma permettendo anche di offrire lavoro ai dipendenti e possibilità di business ai fornitori, rivitalizzando al contempo il tessuto sociale del territorio dell’exclave“.