Il Tribunale di Torino ha deciso di circoscrivere il perimetro dell’amministrazione giudiziaria e di restituire pienezza gestionale agli organi sociali del Casinò di Saint Vincent.
Il Tribunale di Torino – Sezione Misure di Prevenzione, con provvedimento depositato in data odierna ha rimodulato il decreto di amministrazione giudiziaria del 19 maggio 2026 emesso nei confronti di Casinò de la Vallée Spa.
Il Collegio, si legge in una nota del Casinò, ha disposto che la misura si applichi limitatamente all’attività tipica di Casa
da gioco e ai processi aziendali a essa direttamente connessi, e ha stabilito che gli organi sociali continuino a esercitare le attività gestionali, proseguendo l’opera di revisione già intrapresa, “senza esautorarli dai loro poteri”.
Agli amministratori giudiziari è attribuito un parallelo potere di affiancamento, indirizzo, controllo e nulla osta, mentre in capo all’organo amministrativo permane il compito diretto delle funzioni gestionali.
Un percorso già avviato dall’azienda
Nel motivare la propria decisione, il Tribunale ha rilevato che, come emerso dopo l’esecuzione della misura, la Società è risultata “ben conscia delle criticità organizzative e gestionali interne” e aveva già adottato, in autonomia, una serie di provvedimenti correttivi: l’interruzione dei rapporti di lavoro con i dipendenti infedeli, la chiusura della cosiddetta “Cassa 44”, la risoluzione di un contratto con un porteur coinvolto nelle indagini, la revisione del Modello Organizzativo ex D.Lgs. 231/2001 e la sostituzione dell’amministratore unico con un consiglio di amministrazione.
Il merito è dell’intera organizzazione
Casinò de la Vallée esprime apprezzamento per il lavoro svolto dal Collegio degli amministratori giudiziari, Corradino Corrado e Ivano Berardi, il cui approccio – improntato al confronto e alla collaborazione – ha consentito di mettere a fuoco rapidamente il perimetro reale delle criticità. La Società ha raccolto e portato avanti quel lavoro con continuità e senso di responsabilità.
Ma il risultato di oggi, si sottolinea,è il frutto del lavoro quotidiano di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori della Casa da gioco. Sono le persone che ogni giorno stanno ai tavoli, alle casse, negli uffici, in sala, nelle strutture alberghiere e di ristorazione ad aver voluto, prima di ogni provvedimento giudiziario, che eventuali pratiche illecite fossero isolate, circoscritte e rimosse.
La Casa da gioco non è un luogo di malaffare
Casinò de la Vallée ribadisce che la propria struttura non è e non intende essere un luogo di malaffare. Le condotte individuali oggetto di accertamento – la cui eventuale rilevanza sarà valutata esclusivamente nelle sedi competenti e nel rispetto della presunzione di
innocenza – non rappresentano né l’identità né la cultura professionale di questa azienda, e sono state per prime respinte da chi in questa azienda lavora.
Va inoltre ricordato che l’amministrazione giudiziaria ex art. 34 D.Lgs. 159/2011 non è una sanzione e non presuppone un giudizio di illiceità sull’impresa: è uno strumento di sostegno e di rafforzamento dei presidi aziendali, finalizzato a restituire piena solidità a una realtà produttiva sana.
I prossimi passi
Il Tribunale ha invitato gli amministratori giudiziari a redigere, in forma concordata con gli organi di amministrazione della Società, il cronoprogramma delle operazioni da effettuare, da trasmettere entro l’11 settembre 2026. Gli obiettivi coincidono con quelli
fissati a livello europeo dal Regolamento Ue 1624/2024 in materia di prevenzione del riciclaggio, da raggiungere entro luglio 2027 e già fatti propri dal consiglio di amministrazione della Società nella seduta del 10 luglio 2026.
Casinò de la Vallée proseguirà su questa strada con la stessa determinazione: rafforzamento delle funzioni di Compliance, Antiriciclaggio, Internal Audit e Risk Management, revisione del Modello 231 e del Codice Etico, piena trasparenza nei rapporti con la clientela e con i porteurs.
L’obiettivo, conclude la nota, è consegnare al territorio valdostano un’azienda più forte, più trasparente e all’altezza della fiducia di chi ci lavora e di chi la frequenta.







