As.Tro: ‘Dati gioco pubblico interpretati male, in Piemonte spesa 280 euro pro capite, non 2.328’

As.Tro Confindustria Sit continua nella sua crociata contro i dati male interpretati (o strumentalizzati?) del gioco pubblico dove giornalisti generalisti continuano a commettere errori gravissimi di valutazione.

 

Ancora dati sul gioco pubblico male interpretati dalla stampa locale e generalista. Nel lavoro continuo e capillare che compie l’associazione As.Tro Confindustria Sit, stavolta sono quelli del Piemonte ad entrare nella lente d’ingrandimento sballata di uno dei giornali di Cuneo, La Guida.

Secondo la polemica montata dai giornalisti i piemontesi avrebbero speso, nel 2025, 2.328 euro pro capite per il gioco lecito (tenendo conto sia del canale fisico che di quello on line). “Hanno invece speso 280 euro pro capite (0,77 euro al giorno) – spiegano da As.Tro – per misurare la spesa sostenuta dai giocatori occorre, infatti, sottrarre dalla raccolta (le somme puntate) gli importi tornati nella disponibilità dei giocatori per effetto delle vincite.
Sulla base di questo criterio, suggerito da elementari principi di buon senso e ufficialmente utilizzato dalla Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, emerge che nel 2025 i piemontesi hanno complessivamente speso per il gioco 1,19 miliardi di euro, il che corrisponde ad una spesa annua pro capite (comprendente sia il gioco fisico che quello on line) pari a 280 euro (0,77 euro al giorno) e non a 2.328 euro”.

Secondo As.Tro, poi, non corrisponde al vero l’affermazione secondo cui la legge regionale n. 19/2021 starebbe comportando una crescita della domanda di gioco lecito. “Ciò è confermato dal fatto che in Piemonte si sta assistendo ad un calo del gioco fisico: dal 2024 al 2025 (in vigenza della L.R. n. 19/2021), la raccolta del gioco fisico è calata del 4,5% e la spesa del gioco fisico è calata, addirittura, del 16,9%.

I dati di ADM (elaborati da Dataroom – Nexus) sono, infatti, i seguenti:

  • Raccolta gioco fisico in Piemonte nel 2024: € 4.250.388.609
  • Raccolta gioco fisico in Piemonte nel 2025: € 4.057.517.381
  • Spesa gioco fisico in Piemonte nel 2024: € 1.055.637.045
  • Spesa gioco fisico in Piemonte nel 2025: € 877.453.222.

Questa indicazione si rende necessaria poiché per misurare correttamente gli effetti della legge regionale n. 19/2021 non è corretto fare riferimento ai dati sulla spesa comprendenti anche quella destinata al gioco on line. La suddetta normativa riguarda, infatti, soltanto il gioco fisico.

Inoltre, per quanto riguarda le proposte fin qui presentate per la modifica della L.R. 19/2021 ciò che più sconcerta è che le stesse si prefiggono l’obiettivo di ripristinare l’efficacia retroattiva della normativa sulle distanze minime dai luoghi sensibili”.

La retroattività della legge porta con sé molte conseguenze “rispetto alle quali i promotori di queste proposte di legge sembrano non mostrare alcun interesse: il depauperamento degli investimenti sostenuti dai titolari delle attività esistenti, insediatesi sul territorio nel pieno rispetto della legge, sulla quale i titolari hanno fatto legittimo affidamento, il destino dei lavoratori che perderanno la loro occupazione per effetto di una scelta politica consapevole del legislatore regionale”.

Il Presidente As.Tro – Confindustria SIT, Massimiliano Pucci, chiude con due riflessioni: “L’importanza di ogni forma di approfondimento che riguardi le problematiche correlate al gioco lecito non può, a nostro avviso, essere svilita dalla diffusione di dati inesatti che, il più delle volte, sottintende l’intenzione di offrire una rappresentazione dei fatti artificiosamente allarmistica. Non comprendiamo il motivo per cui le forze politiche contrarie all’esistenza del gioco lecito non agiscano, attraverso le rispettive rappresentanze parlamentari, per decretarne l’abolizione. Sarebbe una strategia sicuramente più trasparente rispetto a quella di architettare delle normative che puntano ad abolire il gioco legale in maniera surrettizia, attraverso la determinazione della morte per consunzione delle imprese che ne esercitano l’offerta per conto dello Stato”.

Foto AI