Nba, poker illegale e scommesse truccate: i primi colpevoli di un sistema torbido e diffuso

L’ex coach Shane Hennen a cavallo tra i due scandali di scommesse e poker scoppiati in seno all’Nba, si dichiarerà colpevole cambiando lo scenario di un sistema piuttosto diffuso tra gli sportivi.

 

Oltre allo scandalo scommesse nella National Basket Association è scoppiato da mesi anche quello relativo ad una frode telematica in una partita di poker. E Shane Hennen, coach ed ex giocatore, sarebbe a cavallo tra le due inchieste e si dichiarerà colpevole secondo una nota del Governo depositata in questi giorni.

E proprio a livello federale è stata ottenuta questa importante dichiarazione di colpevolezza nel caso relativo a questa partita gestita dalla criminalità organizzata, che ha coinvolto decine di imputati, tra cui Hennen e anche il playmaker Hall of Fame Chauncey Billups, che, però, ha sempre sostenuto la propria innocenza.

Il Governo precisa che anche altri 11 imputati nel caso “dovrebbero” dichiararsi colpevoli a breve con un totale di 19 sui 31 imputati totali. Come detto Hennen è anche imputato nel caso parallelo che accusa alcuni scommettitori di trarre profitto dalle scommesse sulle partite NBA utilizzando informazioni riservate. Entrambi i processi si stanno svolgendo a New York.

Nel caso del match fixing i procuratori federali di Philadelphia hanno accusato 26 persone di essere coinvolte nell’organizzazione che sfruttava partite di basket maschile della Divisione I della NCAA e della Chinese Basketball Association tra settembre 2022 e febbraio 2025. Hennen in questo caso non ha ammesso la sua colpevolezza ma ancora i legali hanno negato un commento in merito a questo caso a diversi media americani.

Nel caso del poker, i procuratori sostengono che gli imputati gestissero un sistema di poker illegale durante il quale attiravano i giocatori alle partite usando celebrità come Billups. La truffa avveniva attraverso “tecnologie wireless avanzate”, tra cui “macchine per mescolare le carte truccate”, per garantire profitti alle “famiglie mafiose italo-americane” di New York.

Tra i coinvolti ci sarebbe anche il veterano della NBA Terry Rozier insieme all’ex giocatore e allenatore Damon Jones. I due e gli altri sono accusati di aver fornito informazioni riservate a scommettitori che poi hanno tratto profitto dalle scommesse. Jones è stato citato in giudizio sia nel caso di poker che in quello di informazioni riservate; ad aprile, ha accettato di dichiararsi colpevole di un’accusa di frode telematica in entrambi i casi. Rozier, dal canto suo, si dichiara innocente e ha cercato di proseguire la sua carriera nel basket in attesa del processo, ma una recente sentenza ha rappresentato una battuta d’arresto su questo fronte.

La stessa indagine federale che ha portato all’arresto di Rozier e Jones ha recentemente coinvolto anche altri due ex giocatori NBA, Malik Beasley ed Ed Davis. Questi due, insieme ad altri, sono stati incriminati il ​​mese scorso in un caso separato che non menziona Hennen.

La notizia relativa a Hennen non significa necessariamente che diventerà un testimone collaboratore. E la sua dichiarazione di colpevolezza non è necessariamente disastrosa per Billups.

Il primo è che Billups sapeva di star coinvolgendo le persone in una partita truccata e ora deve preoccuparsi che chi gestiva la partita si stia dichiarando colpevole. In questo scenario, Billups temerebbe che uno o più imputati abbiano accettato di collaborare con il Governo, il che significa che potrebbero fornire prove contro di lui, tramite testimonianze, documenti o altro.

Il secondo scenario è che Billups stesse coinvolgendo le persone in una partita di poker ad alto rischio, ma non sapesse che fosse truccata.

Foto AI