Gioco, Albano (Sottosegr. Mef) ai deputati M5S: ‘Le maggiori entrate sono un effetto della legalità, non della crescita del gioco”

Foto Camera dei Deputati

Question time in Commissione Finanze: Albano, l’aumento delle entrate viene dall’emersione del mercato.

Il Governo ha fornito in Commissione VI Finanze la propria risposta all’interrogazione presentata dall’onorevole Alifano e da altri parlamentari del Movimento 5 Stelle, che chiedevano conto della crescente incidenza del gettito da gioco pubblico sui conti dello Stato. A intervenire, per conto dell’esecutivo, è stata la sottosegretaria all’Economia e alle Finanze Lucia Albano, la cui risposta è stata elaborata sentendo preventivamente l’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Il punto di partenza dell’interrogazione era duplice: da un lato i dati della Relazione sul settore dei giochi pubblici per il 2025, che registrano un incremento della raccolta complessiva, dall’altro le cifre di assestamento di bilancio, da cui emerge un aumento delle entrate erariali riconducibili al comparto. I firmatari M5S parlavano esplicitamente di una “dipendenza strutturale” del bilancio pubblico nazionale dalle entrate del gioco d’azzardo, chiedendo al Governo se non ritenesse opportuno ridurla “attraverso la razionalizzazione dell’offerta, abbandonando logiche meramente fiscali e orientando le politiche fiscali verso modelli economici non fondati sull’espansione dei consumi di azzardo”.

Nella sua risposta Albano ha ricostruito anzitutto la logica che ha guidato la regolazione del settore negli ultimi due decenni, indicando come obiettivo primario l’emersione e il contrasto del mercato illegale. Fino a circa vent’anni fa, si legge nella replica del Governo, la domanda di gioco sarebbe stata soddisfatta “prevalentemente da una pervasiva offerta illegale da parte di organizzazioni criminali”, mentre il sistema delle concessioni statali avrebbe permesso di ricondurla verso un’offerta pubblica e legale, sottoposta a selezione e qualificazione degli operatori e a un’incisiva fiscalità.

La sottosegretaria ha comunque riconosciuto la necessità di tutelare la salute pubblica, le famiglie e i soggetti più vulnerabili, precisando però che un ridimensionamento eccessivo e non proporzionato alla domanda reale dei giocatori, se privo di adeguate politiche sociali ed educative capaci di orientare il pubblico verso altre forme di intrattenimento, “rischierebbe di ricondurre i medesimi giocatori nell’ambito dell’offerta illegale”.

Sul nodo centrale sollevato dall’interrogazione, quello dell’aumento del gettito, Albano ha respinto la lettura proposta dal Movimento 5 Stelle. “L’incremento delle entrate da gioco”, si legge nel documento del Mef, “rappresenta, per quanto già detto, una conseguenza del fisiologico andamento del mercato del gioco legale, che apprezzabilmente riconduce alla legalità un settore economico che altrimenti presenterebbe profili di oscurità e di evasione fiscale, e non costituisce certo un obiettivo di espansione dei consumi di azzardo”.

La risposta chiude di fatto la porta a un ripensamento immediato dell’impianto regolatorio nella direzione indicata dagli interroganti pentastellati, confermando l’impostazione già sostenuta in altre occasioni dal sottosegretario all’Economia e dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli sul rapporto tra concessioni, contrasto all’illegalità e gettito erariale.