Piemonte, il gioco online supera il fisico: cresce l’attenzione su giovani e loot box

Consiglio regionale e studi Cnr fotografano un settore in trasformazione, tra crescita digitale e nuovi strumenti di prevenzione.

Il mercato del gioco pubblico in Piemonte continua a spostarsi verso il canale online, che nel 2024 ha ormai superato quello fisico. Il dato, emerso nel corso di un’audizione in Commissione Legalità del Consiglio regionale, si inserisce in una dinamica nazionale di progressiva digitalizzazione dei consumi di gioco, comune del resto a gran parte dei mercati regolamentati europei.

Secondo i numeri illustrati da Maria José Fava, della direzione nazionale di Libera, nel corso della presentazione del dossier “Azzardomafie”, in Piemonte nel 2024 la raccolta complessiva ha superato i 9,5 miliardi di euro, di cui circa 4,25 miliardi nel canale fisico e 5,25 miliardi online, con una spesa media annua per abitante di 2.232 euro calcolata sull’intera popolazione residente. Torino risulta la provincia con il volume più alto, seguita da Alessandria, Novara e Asti.

Il dossier, che offre una lettura orientata soprattutto agli aspetti di contrasto alle infiltrazioni criminali, ha riacceso il confronto politico sulla legge regionale n. 19 del 2021, che ha sostituito la precedente normativa del 2016. Le opposizioni in Consiglio regionale, da Pd a Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Italia Viva, chiedono un aggiornamento delle regole attualmente in vigore; la maggioranza, dal canto suo, non ha finora aperto a una revisione strutturale, ritenendo che il quadro normativo regionale debba muoversi in coordinamento con quello nazionale, anche alla luce del progressivo consolidamento del canale online tra gli operatori concessionari.

Sul fronte giovanile, i dati Espad Italia raccolti dal Cnr-Ifc di Pisa, non ancora pubblicati in forma definitiva ma anticipati nelle scorse settimane, indicherebbero che nel 2025 circa un milione e mezzo di studenti tra i 15 e i 19 anni avrebbe giocato d’azzardo almeno una volta, di cui 340mila online. Sabrina Molinaro, responsabile della Sezione di epidemiologia dell’Ifc-Cnr, sottolinea come la quota di minorenni che accede al gioco online, nonostante il divieto e i sistemi di verifica dell’età previsti dagli operatori legali, sia comunque aumentata negli ultimi anni, spesso attraverso l’uso di conti gioco intestati a familiari maggiorenni.

Parallelamente, la ricerca scientifica continua a indagare il rapporto tra videogiochi e meccaniche di gioco patologico. Uno studio dell’Università di Pavia condotto con l’Ifc-Cnr, pubblicato su The Lancet Public Health sulla base dei dati Espad Italia 2023, ha rilevato un’associazione tra spesa nei videogiochi e propensione al gioco d’azzardo, con particolare attenzione alle loot box, i contenuti a estrazione casuale presenti in numerosi titoli diffusi tra gli adolescenti. Il tema, seguito con attenzione anche a livello europeo, resta oggetto di valutazione normativa in diversi Paesi, mentre in Italia non è ancora stato definito un inquadramento specifico.