La società Varesina perde la causa contro il Masaf: non riceverà i soldi richiesti e dovrà pagare le spese del giudizio oltre a una sanzione.
Con una sentenza pubblicata il 29 giugno, la Corte di Cassazione ha rigettato in via definitiva il ricorso della società che gestisce l’Ippodromo di Varese Le Bettole, la Varesina Incremento Corse Cavalli S.r.l., confermando di non avere diritto ai risarcimenti e ai maggiori compensi che chiedeva al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf).
Nel 2006, la Varesina aveva stipulato un contratto con l’ex Unire – oggi Masaf – per gestire l’Ippodromo di Varese, organizzare le corse e curare le riprese televisive. Successivamente, la società aveva fatto causa al ministero chiedendo dei compensi e sostenendo tre punti: i box dei cavalli erano stati occupati più del dovuto; c’erano state trattenute ingiuste sui pagamenti; l’ippodromo era stato “declassato” ingiustamente ai fini delle riprese tv.
A sua difesa il ministero ha poi presentato un accordo di transazione firmato nel 2015 in cui le parti avevano trovato un’intesa. Ma la Varesina aveva invece proceduto in Cassazione sostenendo che il ministero avesse presentato l’accordo troppo tardi.
I tre punti cardine del ricorso sono stati ritenuti tutti inammissibili e rigettati, con la società Varesina che perde la causa, non riceverà i risarcimenti richiesti e dovrà pagare le spese del giudizio al ministero (18.200 euro più tasse e accessori) oltre a un contributo unificato allo Stato come sanzione.







