Roma – La Politica torna a confrontarsi sul settore del gioco pubblico durante l’evento “Persone in gioco. Connessioni, intrattenimento e nuove forme di partecipazione”, nuovo appuntamento dell’Osservatorio “Giocare da grandi” di Swg-Brightstar, in agenda oggi, mercoledì 1° luglio presso il MoMeC di Roma, il .. La tavola rotonda ha infatti avviato un percorso di analisi sull’evoluzione del fenomeno, con un focus su persone, relazioni e nuove modalità di partecipazione al gioco pubblico. Al centro il ruolo delle connessioni sociali, delle nuove forme di intrattenimento e dei cambiamenti che stanno ridefinendo l’esperienza di gioco ma anche iul riordino, la digitalizzazione e un’uniformità di pensiero.
A prendere la parola per primo è stato Andrea De Bertoldi, componente Commissione Finanze, Camera dei deputati che ha sottolineato come sul tema del gioco: “la politica si è dimostrata inefficace. La riforma doveva essere unitaria ed è stato uno sbaglio scinderla nell’online e nel fisico, un grave sbaglio tecnico che abbiamo fatto noi. A suo tempo De Gasperi diceva che un politico guarda alle prossime generazioni ma oggi ci troviamo in un’epoca dove si fa politica con i sondaggi. La politica dunque rifugge perché il tema è delicato e i politici non prendono una linea. Inoltre è difficile portare avanti una riforma quando tra una regione e un’altra ci sono delle differenze, è impensabile fare una riforma anche perché se cambia un sindaco può cambiare un orientamento politico.
De Bertoldi evidenzia anche che se il gioco andrà verso l’online ci sarà maggiore difficoltà sociale: “C’è poi la questione legata al prelievo fiscale. Il gioco online e quello fisico hanno una tassazione diversa: il primo sul margine mentre il secondo sulla raccolta. Inoltre, anche se aumentano gli importi giocati, il gettito erariale, come dimostrato dai dati, rimane stabile. Questo dipende proprio dallo spostamento verso l’online che presenta dei fattori di rischio maggiore. Le ludopatie aumentano nell’online perché porta spesso a chiudersi mentre in un locale pubblico tutto questo è meno probabile. C’è anche un prelievo fiscale differente perché nell’online ci sono meno tasse. Questa tematica non mi risulta sia stata considerata nella riforma e persiste uno sbilanciamento tributario.” Inoltre una riforma del gioco fatta a pezzi “non può portare risultati positivi per nessuno: l’imprenditore vuole certezza e non è neanche nell’interesse dello Stato e rischiare di aumentare le ludopatie. Preferisco per questi motivi una proroga piuttosto che una riforma fatta male: sarebbe uno sbaglio portare una riforma in poche settimane fatta male.”
Tullio Patassini, consigliere e Capo Segreteria Staff Presidente Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo, Camera dei Deputati ha affermato che “l’indagine alla Camera sulla digitalizzazione ha dato risultati interessanti: un campione preso tra i 16 e 74 anni riporta che il 46 percento ha competenze informatiche minime. Questo ci dà il senso di quanto dobbiamo invertire sul digitale e sulla consapevolezza. Poi se un individuo vuole approcciardi su un prodotto fisico piuttosto che sull’online sceglie in base propria libertà. La cosa fondamentale è che tutto questo venga fatto alla luce del Sole e in maniera responsabile. Il settore del gioco va considerato come un’industria ma essendo un settore delicato è indispensabile che venga demandato a soggetti che vi si approccino in maniera professionale”.
In collegamento anche Gian Antonio Girelli, del Partito Democratico componente Commissione Affari Sociali, Camera dei deputati che ha affermato: “Credo che la politica si sia mostrata impreparata al cambiamento di scenario avvenuta in pochissimo tempo”. Inoltre è fondamentale tenere presente “che la tecnologia non deve essere solo vista come un problema ma ci può aiutare a trovare delle soluzioni”. Girelli ha sottolineato anche che “il divieto assoluto non risolve niente, serve una regolamentazione efficace altrimenti si consegna il settore alla criminalità organizzata”.
A questo si aggiunge l’importanza di “formare chi si dedica a questa attività” ed è fondamentale fare un “investimento di natura culturale formativo e di responsabilizzazione. Se ne parla in maniera troppo estrema ma mancano però momenti veri di informazione. Serve poi organizzare una rete sanitaria organizzata e va garantita una stessa risposta in tutti i territori”. In ultimo Girelli ha sottolineato anche come “la politica a prescindere dalle maggioranze, dimentica spesso che non deve guardare solo al gettito fiscale nell’immediato che poi viene speso nella cura delle persone e in ricadute socio economiche. È necessaria una visione a 360 gradi chei anche molto più responsabile”.







