Riordino gioco, Mantovano: ‘Distanze tra luoghi sensibili e punti vendita resteranno invariate’

Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano, a margine della presentazione in Parlamento della Relazione sul fenomeno delle dipendenze, afferma che nell’ambito del riordino fisico le distanze tra luoghi sensibili e punti gioco rimarranno invariate.

Le distanze tra i luoghi sensibili e i punti dove si gioca legalmente non verranno toccate nell’ambito del riordino del gioco fisico. Secondo quanto riporta Agimeg.it, ad affermarlo è il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, Alfredo Mantovano a seguito della presentazione della Relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia avvenuta oggi, 24 giugno.

Nel suo intervento Mantovano ha scartato un possibile intervento sulle attuali distanze ma non ha escluso la possibilità di sottoporre il decreto legato al riordino del gioco fisico al Consiglio dei Ministri. Tuttavia, qualora ciò avvenisse saranno escluse dal testo modifiche sull’attuale sistema dei distanziometri e delle distanze dai luoghi sensibili.

Affermazioni ben lontane rispetto a quelle evidenziate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) secondo cui è necessario rivedere la disciplina che regola le distanze per consentire l’avvio e lo svolgimento delle gare e il riordino, andando verso una riorganizzazione dei punti vendita in tutta Italia.

LA RELAZIONE AL PARLAMENTO SUL FENOMENO DELLE DIPENDENZE

Come anticipato l’intervento del sottosegretario Mantovano è avvenuto a margine della presentazione della Relazione al Parlamento sul fenomeno delle dipendenze in Italia che tratta nel dettaglio anche il tema del gioco e di cui riportiamo quelli che ci sembrano gli aspetti principali. Nel testo si legge infatti che “Il 2025 ha rappresentato in Italia un anno importante per le politiche di prevenzione, di contrasto e di recupero delle dipendenze.” Un anno che rappresenta un salto di qualità per migliorare la gestione del fenomeno nei giovani, tra i quali le dipendenze “dall’uso problematico delle tecnologie digitali al gioco d’azzardo, dall’isolamento sociale al disagio relazionale, fino al cyberbullismo”.

Fondamentale “il potenziamento del sistema nazionale contro le dipendenze sostenuto anche da un ingente stanziamento di risorse finanziarie. Si tratta di oltre 160 milioni di euro nel solo 2025, tra: fondo per le dipendenze patologiche: oltre 92 milioni di euro l’anno, il cui 30% è da usare per assunzioni sanitarie nei SERD, mentre la restante parte è finalizzata a piani regionali per il contrasto al gioco d’azzardo e a piani regionali per le altre dipendenze”.

Per quanto riguarda i servizi di prevenzione invece “l’84% delle scuole ha realizzato iniziative contro bullismo e cyberbullismo, il 56% attività sui rischi legati alla guida e il 36% interventi di contrasto al gioco d’azzardo.” Per quel che concerne i comportamenti a rischio invece “anche il gaming presenta elementi di criticità: oltre 260mila studenti minorenni (17%) hanno mostrato profili di gioco a rischio, spesso associati a irritabilità e difficoltà di regolazione emotiva quando impossibilitati a giocare”.

Numeri alla mano invece “il gioco d’azzardo tra i minorenni continua a crescere e raggiunge i livelli più elevati osservati negli ultimi anni: il 64% degli studenti under 18 ha riferito di aver giocato almeno una volta nella vita e il 59% (pari a circa 900mila ragazzi tra i 15 e i 17 anni) lo ha fatto nel corso dell’ultimo anno. Le modalità più diffuse restano Gratta&Vinci e scommesse calcistiche, mentre l’azzardo online ha coinvolto il 12% degli studenti minorenni. Crescono, inoltre, i profili di gioco “a rischio” e “problematico”, che hanno interessato rispettivamente il 7,7% e il 6% della popolazione studentesca minorenne e risultano frequentemente associati ad altri comportamenti problematici, tra cui vandalismo, furti e uso di sostanze psicoattive”.

DIPENDENZE COMPORTAMENTALI FRA I GIOVANISSIMI

“Per quanto concerne il gioco d’azzardo, la prevalenza della pratica tra gli studenti che dichiarano di aver 7 giocato almeno una volta negli ultimi 12 mesi risulta pari all’11%. Tra questi, il 63% riferisce un coinvolgimento esclusivamente in contesti fisici, il 17% esclusivamente online, mentre il 20% riporta una partecipazione in entrambe le modalità.

Si rileva, inoltre, una quota non trascurabile di comportamento di gioco problematico in età precoce: sulla base del South Oaks Gambling Screen – Revised for Adolescents (SOGS-RA), il 2,3% degli studenti presenta un profilo riconducibile al gioco problematico, mentre un ulteriore 3,1% si colloca nella categoria a rischio. Le stime complessive indicano che oltre 87mila studenti di età compresa tra gli 11 e i 13 anni risultano coinvolti in comportamenti di gioco d’azzardo a rischio o problematici.

Il gioco online continua a crescere: oltre 340mila studenti (14%) hanno giocato su Internet nel 2025. Anche i profili di gioco “a rischio” (7,1%) e “problematico” (5,2%) aumentano rispetto al 2024, arrivando a contare oltre 300mila studenti. Gli studenti che rientrano in queste categorie mostrano più frequentemente altri comportamenti a rischio come furti, atti di vandalismo, conflitti con le Forze dell’Ordine e consumo di sostanze psicoattive rispetto ai coetanei che non giocano d’azzardo.”

NUOVE DIPENDENZE E COMPORTAMENTI A RISCHIO

“Nell’analisi dei comportamenti a rischio assume un ruolo crescente l’uso delle tecnologie digitali, insieme a videogiochi, gioco d’azzardo e ritiro sociale9. Nel 2025 quasi 370mila studenti (13%) presentano un utilizzo di Internet con caratteristiche di rischio: trascurano le relazioni, sacrificano il sonno pur di restare connessi e mostrano irritabilità quando non possono accedere alla rete. Dopo quattro anni di sostanziale stabilità, la quota di studenti a rischio nell’ultimo anno aumenta di quasi un punto percentuale rispetto al 2024.

Nel contesto del gaming, quando l’attività supera la dimensione ricreativa può assumere connotazioni problematiche. Nel 2025, 380mila studenti (15%) presentano un profilo di gioco “a rischio”: trascorrono molte ore davanti ai videogiochi e reagiscono con irritazione quando non possono giocare. Il fenomeno, seppur in diminuzione rispetto al dato rilevato nel 2024 (17%), riguarda soprattutto i ragazzi (M=23%; F=7%).

Il gioco d’azzardo evidenzia un andamento in marcata crescita, raggiungendo il valore più elevato mai registrato. Nel 2025, 1 milione e 600mila studenti (64%) hanno giocato almeno una volta nella vita e quasi 1 milione e 500mila (60%) nell’ultimo anno. I giochi più diffusi sono Gratta&Vinci (76%), scommesse calcistiche (37%), poker/roulette/dadi (30%) e apparecchi come AWP e VLT (28%). Per tutte le tipologie, i ragazzi partecipano in percentuale maggiore rispetto alle coetanee, a eccezione dei Gratta&Vinci, dove la quota femminile è superiore.”

SISTEMA DEI SERVIZI PER LE DIPENDENZE

“Secondo i dati del Sistema Informativo Nazionale sulle Dipendenze (SIND) relativi al 2025, che per la prima volta includono anche le dipendenze da alcol e gioco d’azzardo, 2 la rete dei Servizi per le Dipendenze (SerD), considerata nel suo complesso e indipendentemente dalla tipologia di dipendenza trattata, è composta da 587 servizi, articolati in 636 sedi operative (copertura informativa pari al 98% delle strutture censite), il 95% delle quali (606 sedi) specificamente dedicate alle dipendenze da sostanze2. A livello nazionale, il sistema dei servizi dedicati alle dipendenze mostra una dotazione media pari a 1,4 servizi ogni 100.000 residenti tra i 15 e i 74 anni. La distribuzione territoriale, pur garantendo una presenza diffusa, presenta alcune differenze: in tutte le regioni/province autonome si registra almeno 1 servizio ogni 100.000 abitanti, mentre in Molise e Valle d’Aosta il valore si attesta a 3 servizi.

Accanto ai servizi dedicati, tutti i Serd dispongono di équipe specialistiche dedicate al trattamento delle problematiche correlate all’uso di alcol e al gioco d’azzardo: il numero complessivo tra strutture ed équipe specialistiche attive nell’ambito delle dipendenze raggiunge quindi le 1.102 unità (in linea con le 1.134 unità riportate nel 2025).”

ASSISTENZA NEI SERVIZI DALLE DIPENDENZE

“Nel 2025, i Servizi pubblici per le Dipendenze (SerD) hanno assistito 131.328 persone per uso di sostanze illegali e/o psicofarmaci non prescritti16, con un incremento del 3,5% rispetto ai 126.910 utenti del 202417. Tale numerosità non coincide con la totalità degli utenti in trattamento presso i SerD che, in tutte le regioni e province autonome, comprende anche persone in trattamento per altre forme di dipendenza (alcol, tabacco, gioco d’azzardo patologico, dipendenze digitali, altre dipendenze e comportamenti a rischio), nonché utenti in carico per accertamenti e consulenze. La componente relativa all’uso di sostanze illegali rappresenta quindi solo una parte dell’utenza complessiva. In questo contesto si inserisce il decreto del Ministro della Salute del 29 dicembre 2023, che ha introdotto il nuovo Sistema informativo nazionale per le dipendenze (SIND), ampliando la rilevazione a tutti gli interventi sanitari e socio-sanitari rivolti alle persone con dipendenze o con comportamenti a rischio di uso e di abuso di sostanze (compresi alcol come uso primario o comportamenti quali il gioco d’azzardo).”