Dunshea (Bha): ‘L’Italia è un pilastro fondamentale dell’ippica europea’

Il Ceo della British Horseracing Authority è intervenuto all’evento organizzato dall’ambasciata italiana a Londra: riconoscimento per la riforma fiscale del 2025 sulle scommesse ippiche e per il ruolo di Remo Chiodi alla guida del settore.

L’Italia non è un interlocutore qualunque per la British Horseracing Authority. Lo ha detto chiaramente Brant Dunshea, Ceo della Bha, intervenendo all’evento dedicato all’ippica organizzato dall’ambasciata italiana a Londra in collaborazione con il Ministero delle politiche agricole, forestali e della sovranità alimentare. Un discorso che ha suonato più come un riconoscimento che come un protocollo diplomatico.

“L’Italia è una grande parte della mia storia”, esordisce Dunshea. “Ho costruito relazioni professionali e amicizie solide nel corso degli anni, e il contributo italiano all’ippica europea è insieme storico e significativo. Queste relazioni sono fondamentali e portano al futuro del nostro sport.”

Il Ceo britannico ricorda come nel 2006 l’Italia annoverasse nove corse di Gruppo, cifra che per lui rappresenta ancora oggi la misura della forza e del prestigio internazionale del programma ippico nazionale. Una tradizione che, sottolinea, non va museificata ma assunta come base su cui continuare a costruire.

Dunshea ha poi speso parole di stima per la gestione di Remo Chiodi come direttore generale, citandolo come esempio di stabilità e visione a lungo termine apprezzato anche dalla comunità ippica internazionale. Ha inoltre ricordato la vittoria di Prince of Tunisia nell’Oaks d’Italia come prova concreta di quanto i due ecosistemi ippici producano valore quando dialogano attivamente, e ha elogiato l’organizzazione dell’Assemblea europea e mediterranea tenuta lo scorso anno in Italia, definendola una dimostrazione solida della centralità del paese nel panorama continentale.

Sul fronte regolatorio, Dunshea riserva un passaggio specifico alla riforma fiscale introdotta dall’Italia nel 2025 sulla tassazione delle scommesse ippiche, che ha prodotto un aumento del turnover del 4% nell’anno in corso e si stima possa raggiungere il 10% nel prossimo. “È un esempio concreto di come interventi positivi da parte dei governi possano generare risultati positivi per il settore”, dichiara, indicando il modello italiano come riferimento per altri paesi ancora restii ad agire in questa direzione.

Il discorso si è chiuso su un appello alla cooperazione internazionale, con particolare riguardo alla lotta al gioco illegale e irregolare, definita una sfida globale che minaccia la sostenibilità finanziaria dell’ippica, e alla necessità di mantenere aperto un dialogo costruttivo tra autorità, governi e operatori. “L’importanza di lavorare insieme non è mai stata così alta”.