Controllo produzione nei casinò, una necessità nell’interesse di tutti

L’analista di gaming Mauro Natta sottolinea l’importanza del controllo della produzione nei casinò e i passi da compiere verso tale obiettivo.

 

di Mauro Natta

In precedenza mi ero espresso sulla possibilità che un intervento legislativo mirato possa stabilire, per i casinò del Paese, una regola e una modalità di organizzazione uguale per tutti dando così operando il mezzo con il quale il controllo sia identico.

A mio avviso ci si dovrebbe chiedere, non tanto se è nato prima l’uovo o la gallina ma, come si dovrebbe impostare prioritariamente l’organizzazione del lavoro, della produzione e la governance che ne potrebbe, a ragion veduta, conseguire.

Non saprei se ciò che mi appresto a scrivere può essere imposto al gestore ma, sicuramente, il controllo della produzione rappresenta un compito della gestione in qualunque tipologia si operi, pubblica o privata, perché è nell’interesse delle parti in causa e, aggiungo, dell’occupazione e del turismo.

Inizio con l’osservazione del come di possono acquistare i mezzi di gioco: col contante e con carte di credito, assegni circolari e di conto corrente ed altri titoli di credito ammessi dalle normative in vigore.

Con i contanti, il cliente si reca alla cassa di sala per acquistare i gettoni (1), va direttamente al tavolo e li cambia in gettoni (2), oppure si rivolge all’ufficio cambio assegni (3).

1) il controvalore lo troviamo in cassa di sala, 2) li troviamo nella cassetta che viene svuotata dopo la chiusura del tavolo in cassa centrale al momento della rilevazione del risultato, 3) l’ufficio cambio assegni si ritrova con un assegno in più e gettoni in meno.

2 a) dopo aver verificato, in cassa centrale la differenza tra dotazione iniziale e consistenza finale del tavolo si completa il risultato con l’importo dei biglietti per ottenerne il risultato.

3 a) l’ufficio cambio assegni, alla chiusura, dovrà ricostituire la sua dotazione in gettoni versando l’assegno al cassiere di sala in cambio dei gettoni; una operazione come quella per la dotazione dei tavoli e obbligatoria a mio giudizio. In ogni caso si tratta dell’unico modus operandi applicabile a detta operazione.

Esaminando un gioco di circolo, ad esempio lo chemin de fer, troviamo che al cambio dei contanti provvede lo changeur in servizio unitamente al capo partita. Lo changeur provvede a reintegrare la sua dotazione in gettoni versando i contatti solo ed esclusivamente alla cassa di sala anche se nella organizzazione fosse prevista la cassa amministrativa non dovrà avere contatti con la clientela.

Anche le note che potrebbero seguire così come l’attuale e, purtroppo noiosa, esposizione hanno un solo scopo: utilizzare l’organizzazione ai fini del controllo sulla regolarità del gioco e degli incassi. Ritengo possa, malgrado il precedente dubbio espresso, essere di rilevante interesse sia per il concessionario che per il concedente.

Il controllo del percorso dei contanti:

– il cambiato ai tavoli dei giochi di contropartita (dove esiste l’apposita cassetta).
Dai bordereaux dei singoli tavoli avendo ben presente che il rapporto tra contanti e risultati che si collega con il vantaggio del banco e, differente per ogni gioco, rappresenta un valido indicatore al controllo di cui trattasi.
– il movimento si trova nel verificare la differenza tra il residuo del giorno precedente (chiusura della cassa di sala) e quello della giornata appena chiusa. Si deve conteggiare l’eventuale incremento dovuto alla modifica derivante da eventuale apporto a cura della amministrazione e contabilità. Che, logicamente, deve essere escluso dal conteggio in relazione al solo saldo tra entrato per cambio in fiches e cambio di fiches per contanti.
– la sommatoria dei contanti che risulta dai bordereaux di cambio dello changeur (giochi di contropartita) da compilare per ogni singola operazione di integrazione della propria dotazione in gettoni ivi compresa l’ultima dopo da chiusura del tavolo. Tutti i bordereaux devono essere in doppia copia e a doppia firma (una del controllo regionale) e tenuti in deposito alla cassa di sala.

Si rammenta che la cassa amministrativa, caldamente consigliata nella organizzazione in parola, non può operare con i clienti.

La cassa amministrativa ha il compito di provvedere al reintegro delle dotazioni dei tavoli di contropartita dopo la chiusura degli stessi a fronte del documento relativo alla chiusura, che rimane alla cassa amministrativa in quanto compilato in doppia copia oltre che doppia firma, nel quale il controllore regionale e l’incaricato della gestione certificano (nel numero e nel valore) la composizione della rimanenza finale in gettoni. Se del caso, provvede alla aggiunta al tavolo (implementazione della dotazione in seguito a perdite notevoli) e al cambio (gettoni di un tipo per altri di identico valore complessivo e di taglio differente).

La dotazione della cassa amministrativa, solo ed esclusivamente in gettoni, viene integrata dalla cassa di sala. Una delle finalità di rilievo è quella che consente, dall’esame (numero e valore) dei cosiddetti gettoni a mani clienti (o denominazione simile ma con identico significato) di controllare se tutto il corrispettivo degli assegni cambiati a clienti Vip è stato giocato o se le eventuali vincite di particolare rilievo sono state presentate per l’incasso, e può vantare una ulteriore validità in caso di presenza di clienti segnalati.

Riepilogando il movimento dei contanti in una casa da gioco può essere convenientemente monitorato a una sola condizione: che il cambio dei contanti sia permesso solamente alla cassa di sala e ai tavoli con la raccomandazione di porre la dovuta attenzione alle persone e, ancor più, agli importi tenuto debito conto delle disposizioni in corso di validità.

A conforto e supporto della precedente raccomandazione e della possibilità, si potrebbe dire certezza, di trovare più tavoli e più casse di sala (minimo due con le slot), rimane il fatto che il rapporto tra contanti e risultati, in specie nei giochi da tavolo, rappresenta un valido aiuto per valutare il movimento dei contanti che, il saldo registrato in ordine al movimento nella cassa di sala, si avvicina non poco alla realtà.

Il controllo in ordine ai valori collaboranti alla movimentazione di cui si parla non può esaurirsi con l’osservazione dei contanti, alla cassa di sala e al tavolo da gioco. Sono indubbiamente da considerarsi gli uffici che partecipano, direttamente e/o indirettamente, alle integrazioni dei tavoli (cassa amministrativa), della dotazione dell’ufficio cambio assegni (cassa di sala) senza omettere la contabilità alla quale dovranno pervenire i giustificativi di tutte le operazioni che, appunto nella contabilità, trovano la scrittura contabile relativa.

Mi preme, tra l’altro, far notare che non accenno alle mance perché appesantirebbe il discorso senza nulla arrecare di utile se non per il fatto che nel complesso del controllo di cui trattasi il relativo conteggio tavolo per tavolo, a parere dello scrivente e non solo, in quanto applicato in alcune case da gioco italiane.

A prescindere da ogni possibile osservazione ritengo di poter affermare che la cassa di sala è come il cinese che da ultimo chiude la porta. Mi pare che tutte le operazioni della giornata trovano completamento nel bordereau di chiusura della cassa in discorso.

I risultati di gioco con quanto li rende noti, l’importo degli assegni cambiati, l’importo dei gettoni a mani clienti, i pagamento in assegni o in bonifici ordinati alla banca e che devono essere fatti dalla cassa di sala ed ogni movimento che interessi la giornata diviene controllabile dalla chiusura della cassa indicata; tutti gli uffici, tavoli compresi, sono al termine delle operazioni attrezzati per riaprire come d’uso.

Sicuramente non posso introdurmi a parlare di altro perché ogni possibile riferimento alla dislocazione degli uffici (ad esempio se è previsto l’utilizzo di un ufficio riservato per pagamenti importanti da effettuarsi sempre a cura del cassiere di sala ) non sarebbe attuale dopo tanti anni dal 2000).

Lo scopo di questa lunga chiacchierata che fa seguito a molti altri interventi in argomento organizzazione, così come lo vedo, ha un solo ed unico scopo: cercare di far comprendere come il controllo a qualsiasi titolo indirizzato per essere efficiente, la procedura deve precedere la stesura delle norme che la riguardano.

Indubbiamente manca la parte nella quale si innestano tutti gli uffici richiamati e convergono in un esito che trova assonanza tra l’amministrazione e contabilità con la situazione di debito o credito dell’ultimo intervenuto. Come ho già scritto è questo che occorre definire preliminarmente intendendosi le operazioni da fare e solo quelle.

 

Foto di Michał Parzuchowski su Unsplash