Oltre 1.700 le imprese a conduzione femminile nel biennio 2024-2025: il dato emerge dal dossier della Camera dei deputati sulla legislazione e le politiche di genere.
In un settore storicamente a trazione maschile, i dati del dossier Legislazione e politiche di genere della Camera dei deputati restituiscono un’immagine inattesa: nel comparto delle attività riguardanti lotterie, scommesse e case da gioco, le donne sono protagoniste attive, non come consumatrici, ma come imprenditrici.
Secondo le elaborazioni del Centro studi Guglielmo Tagliacarne delle Camere di commercio, pubblicate nel dossier aggiornato al febbraio 2026, nel biennio 2024-2025 le imprese del settore a conduzione femminile hanno superato stabilmente quota 1.700. Nel dettaglio: 1.797 nel 2024 su un totale di 8.304 attività del comparto, e 1.793 nel 2025 su 8.325. Una presenza che si conferma solida e strutturale, non episodica.
Il dato è ancora più significativo se letto in controluce rispetto al quadro generale dell’imprenditoria femminile italiana. Le donne gestiscono appena il 22,2% del totale delle imprese registrate nel Paese, poco più di 1,3 milioni su circa 5,9 milioni, concentrate prevalentemente in settori tradizionali come il commercio al dettaglio, i servizi alla persona e la ristorazione. Il gioco, per contro, si segnala come uno dei comparti in cui la presenza femminile nell’imprenditoria è percentualmente significativa e stabile nel tempo.
Il dossier ricorda che la Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026 si è posta l’obiettivo di portare la quota di imprese femminili dal 22% al 30% del totale entro la fine del periodo. Un traguardo ancora lontano sul piano aggregato, ma che in specifici comparti, tra cui quello del gioco, mostra dinamiche già avanzate. A supporto dell’imprenditoria femminile, il Pnrr ha stanziato 400 milioni di euro attraverso l’Investimento 1.2 della Missione 5, dedicato specificamente alla creazione e al rafforzamento di imprese a prevalente partecipazione femminile.
Il quadro che emerge dal dossier della Camera è dunque quello di un settore del gioco che, almeno sul piano della titolarità d’impresa, anticipa tendenze che il sistema produttivo italiano fatica ancora a esprimere in modo diffuso. Le donne che gestiscono ricevitorie, agenzie di scommesse e punti vendita lotterie non compaiono nelle statistiche come eccezione, ma come componente consolidata di un mercato che vale migliaia di attività distribuite su tutto il territorio nazionale.
Un primato silenzioso, certificato dai numeri ufficiali, che il dossier della Camera porta per la prima volta all’attenzione del dibattito istituzionale sulle politiche di genere.







